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Scuolafilosofica Posts

Business Intelligence e scenari internazionali: intervista a Marco Rota.

Buongiorno Marco Rota,  Ricercatore Associato presso la fondazione Gino Germani di Roma, nonché analista di Business Intelligence e di Political Intelligence, e benvenuto su Scuolafilosofica.   Ti ringraziamo per esserti reso disponibile a discutere della tua disciplina e di nuovi scenari internazionali al tramonto di questo decennio. Per iniziare, puoi spiegare ai nostri lettori cosa si intende per Business Intelligence, e cosa fa un analista come te?

Grazie del benvenuto, è un piacere dialogare con voi. Per Business Intelligence intendiamo i processi aziendali connessi alla raccolta informativa e all’analisi dei dati, che sono indispensabili per prendere delle decisioni. In sostanza, si tratta di monitorare scenari, contesti, realtà, e attrezzarsi per governare vantaggi e svantaggi competitivi. Nel mercato, nella competizione economica, ma non solo, le informazioni servono per decidere. Le nazioni, sin dai tempi della nascita dello Stato moderno, hanno usato le informazioni per compiere scelte rispetto a minacce endogene ed esogene. Nel mondo privato, i primi a gestire il mercato delle informazioni sono stati i veneziani e poi i banchieri fiorentini del Cinquecento… Per rispondere alla seconda domanda, io mi occupo di Country Risk e di Political Intelligence, in particolare del cosiddetto “rischio politico”. Cerco di spiegarlo nel modo più semplice: dati informatici, politici, economici e di altra natura, vengono analizzati prevalentemente con modalità statistiche, anche se l’attività di Human Intelligence è necessaria in quasi tutti gli scenari più delicati. Le aziende vanno supportate nel valutare le aree di crisi, le opportunità, i soggetti, le controparti, il business, le minacce. Per fare questo bisogna avere accesso alle informazioni e saperle analizzare.

Socrate va in guerra – Filosofia della guerra e della pace

E con questo siamo a sei! Dopo La guerra fredda (Pili & Carrus (eds), agosto 2018), Il buon medico è anche filosofo? (Cosio (ed), novembre 2018), Scrivere di filosofia (Cozzi (ed), dicembre 2018) Il bambino di Platone (Margoni (ed), novembre 2018), Cose o persone? (Cosio, gennaio 2019) è con nostro immenso piacere di annunciare il sesto volume della collana di libri di Scuola Filosofica, Socrate va in guerra – Filosofia della guerra e della pace! Questo volume è stato curato dal fondatore di SF, Giangiuseppe Pili e ha l’illustre prefazione del prof. Mario Caligiuri e una selezione di saggi che trattano del delicato tema della guerra da un punto di vista filosofico e con il contributo di Alexander Moseley, scholar internazionale e autore del libro A philosophy of war. Gli altri autori sono: Marco Bettalli, Roberta Sala, Chiara Cozzi, Giuseppe Gagliano. Vi invitiamo dunque alla buona lettura e a sfogliare la pagina per scoprire cosa c’è dentro! Se desiderate comprarlo, potete andare alla pagina dell’editore Le Due Torri!


Considerazioni sul concetto di rappresentazione o immagine nel fenomenismo

Abstract
L’articolo mira a mettere in luce con breve sintesi la paradossalità delle teorie epistemologiche che ammettono la tesi fenomenista. In base ad essa, la conoscenza è una mera produzione di rappresentazioni che, in quanto soggettive, rendono dubbio ogni possibile giudizio sul mondo. Esistono teorie alternative, la filosofia dell’organismo di Whitehead ne è un esempio. Essa propone una spiegazione del rapporto tra soggetto ed oggetto che radica in una concezione relazionale della materia, in cui il differenziale tra conoscente e conosciuto si annulla, perché entrambi i poli si istituiscono come elementi costitutivi dell’esistenza dell’altro.


Pubblicazione del libro “Storia della Shoah – La politica dello sterminio nazista” di Giacomo Carrus

 

Annuncio la pubblicazione del mio libro Storia della Shoah – La politica dello sterminio nazista con la casa editrice L’Universale. In esso ho analizzato le tappe fondamentali della nascita e dello sviluppo del razzismo e dell’antisemitismo nel continente europeo per poi ripercorrere l’escalation persecutoria all’interno del Terzo Reich e cercare di dare una risposta alla spinosa questione delle responsabilità nei confronti dello sterminio del popolo ebraico. Nell’ottica di produrre un’utile ed educativa lettura il libro vuole essere un’ulteriore contributo alla conservazione della memoria dell’olocausto e delle sue vittime.

I regimi fascisti e la persecuzione degli ebrei dalle leggi razziali alla Shoah

Al termine della prima guerra mondiale, per via anche dell’influsso dei principi universalistici e solidaristici che avevano guidato la rivoluzione d’ottobre, l’Europa è percorsa da un’ondata di progressismo. Gli Imperi autoritari di Austria e Germania sono crollati lasciando il posto a realtà decisamente più liberali, ma questi cambiamenti preoccupano notevolmente diverse componenti sociali intrise di nazionalismo, in particolare tra i ceti medio-alti, che temono bruschi rivolgimenti socio-economici in grado di mettere in discussione la loro posizione sociale. Ma assai temuta è anche una possibile crisi delle identità nazionali da loro così fortemente tutelate durante la guerra.

Vecchiaia e giudizio morale: Chi è stato negligente?

Sempre più evidenze indicano che con la vecchiaia il giudizio morale vada incontro a importanti cambiamenti. Un nuovo studio, da me condotto in collaborazione con J. Geipel dell’Università di Chicago, C. Hadijcristidis e L. Surian dell’Università di Trento, suggerisce che nell’anziano aumenti la propensione ad attribuire negligenza alle azioni altrui. Questa propensione sarebbe particolarmente utile a spiegare come mai l’anziano sia più severo nel condannare chi, pur non avendone avuto l’intenzione, per errore provoca un danno agli altri (danno accidentale).

Capire il nuovo anno – Trend 2019 – Un quadro generale

2019 Trend 

Cicerone si riferiva agli aruspici domandandosi come essi riuscissero a prendersi reciprocamente sul serio. Nonostante ancora l’illuminismo fosse ben lontano dalle accademie, l’illustre e sfortunato politico romano capiva che prevedere il futuro è cosa dai risultati alquanto improbabili.

Lo è ancor di più parlando di politica internazionale, il campo dell’assoluta incertezza e della casualità: ciascuno dei soggetti che vi opera ha una sua strategia, nel migliore dei casi, e il combinarsi di tali strategie genera esiti differenti dalle intenzioni di coloro che le avevano immaginate. Questo fenomeno, noto sin da San Tommaso, si chiama “eterogenesi dei fini” (vedi Cozzi (2019) in Socrate va in guerra), a cui si sovrappongono poi comportamenti e azioni intraprese da soggetti estemporanei, che vanno dai “lupi solitari” (cioè quei soggetti che senza essere membri formali di gruppi terroristici, compiono assalti ai danni di bersagli da loro genericamente identificati come “nemici”) ai corpi elettorali. Azzardare quindi previsioni in materia di politica internazionale può essere fuorviante, meglio è magari cercare di capire quanto sta accadendo ed il perché. Intendo quindi provare a fornire un quadro generale delle situazioni politiche, economiche e sociali del mondo globalizzato e delle specifiche aree strategiche e nelle quali si manifestano fenomeni di crisi.

Le peculiarità dell’astrofisica

[Nota dell’autore. L’articolo è stato rielaborato il 24 Aprile 2020 tenendo conto della prima fotografia di un buco nero, pubblicata nell’aprile 2019.]

L’astrofisica è una scienza particolare, per vari motivi. Nel libro L’universo e io. Una filosofia dell’astrofisica [2017, io mi riferisco all’edizione Solferino 2018 (I libri del Corriere della Sera)] l’astrofisica tedesca Sibylle Anderl (nata nel 1981) scrive, a tal proposito: «L’astrofisica ha infinite peculiarità! In fin dei conti, è una delle poche scienze che non può mai interagire con i propri oggetti di ricerca. L’universo è troppo grande, e quasi tutto ciò che interessa a noi astrofisici è semplicemente troppo lontano. Le condizioni nell’universo, d’altro canto, sono assai più estreme di quelle che possiamo ricreare nei nostri laboratori terrestri, e le scale temporali in cui i processi si svolgono nell’universo sono sempre troppo lunghe in confronto alle nostre brevi esistenze umane» (Prologo II, pp. 11-12).

La guerra fredda – Un seminario aperto a tutti

E’ con un piacere tutto particolare che annunciamo la pubblicazione della lezione tenuta da Giangiuseppe Pili e Giacomo Carrus nella scuola secondaria superiore di Adro – Madonna della Neve. La lezione, tenuta il 17.12.2018, basata sul libro La guerra fredda – Una guida al più grande confronto del XX secolo (primo libro della collana di Scuola Filosofica) è stata organizzata grazie alla prof. Paola Bosio, che ha coordinato l’evento, e all’approvazione della Scuola, senza la quale nulla sarebbe stato possibile. Tutto il gruppo di Scuola Filosofica e, in particolare, Giangiuseppe Pili e Giacomo Carrus, ringraziano la prof. Bosio e la scuola Madonna della Neve tutta per la calorosa e veramente piacevole ospitalità. Sono simili iniziative, così ben orchestrate, che fanno sempre ricredere anche i più scettici sul reale panorama del nostro Paese. Infine, e non ultimo, ringraziamo i ragazzi che sono stati con noi per tutto il tempo e sono stati un pubblico esemplare. Non possiamo che sperare che sia stato tempo ben speso anche per loro! Per chiunque voglia ascoltare o riascoltare la lezione, ora è potete farlo sul nostro canale YouTube! Chiunque desideri approfondire i temi della presentazione sono invitati a scriverci su scuolafilosofica_at_gmail.com.