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Scuolafilosofica Posts

Cyber Intelligence – Mario Caligiuri

cyber

Cyber Intelligence Tra libertà e sicurezza è un saggio di Mario Caligiuri, professore all’Università della Calabria, esperto di intelligence e fondatore del Master in Intelligence all’Università della Calabria. Dopo l’importante volume collettaneo, edito da Rubettino e recensito qualche tempo fa su SF, Caligiuri si occupa della nuova frontiera dell’intelligence, ovvero l’attività si ricognizione, concentrazione, analisi dei dati provenienti dal mondo digitale, ovvero dai computer e da internet in particolare.

Il libro si concentra prima di tutto ad analizzare le linee di novità e di continuità della forma di intelligence, che richiede o impatta su tutta una serie di nuove tecnologie che stanno rivoluzionando la realtà pubblica e privata dei paesi sviluppati, occidentali o meno. Inoltre, le nuove tecnologie, tra tutte le Information Communication Technologies (ICTs), stanno rivoluzionando non soltanto il mondo della sicurezza, creando nuove opportunità e minacce, ma anche le relazioni umane, la società civile e, in particolare, la politica.

Marx, il comunismo e il totalitarismo di sinistra

Preambolo

I leader e l’ideologia dei totalitarismi di sinistra si richiama al “comunismo”. Si può discutere che la filosofia comunista, fondata sugli scritti di Karl Marx (1818-1883) e Friederich Engels (1820-1895), sia di per sé sufficiente a spiegare il fenomeno del totalitarismo di sinistra. Già Max Weber (1864-1920) anticipava l’idea che lo stato socialista o il comunista, con la loro pretesa di regolamentare l’economia, si sarebbe trasformato, anche solo nel migliore dei casi, in un gigantesco apparato burocratico.

Inoltre, come cercheremo di vedere, i principali totalitarismi di sinistra del XX secolo sono di matrice leninista, la cui interpretazione del marxismo, oltre a non essere un unicum, è quella considerata “ortodossa”. Rimane il fatto che tutti i principali leader “comunisti” si rifacevano alle teorie di Marx e Engels, implicitamente o esplicitamente. Tuttavia, qui il plurale è d’obbligo in quanto le interpretazioni del marxismo, sia anche nella forma del marxismo ortodosso di matrice leninista, variano in modo significativo. Questo è emerso in modo chiaro durante la guerra fredda e hanno portato alla separazione dei vari regimi comunisti, da Tito a Mao.

Un tranquillo weekend di… natura!

deliveranceSono un amante della natura lo ammetto. Questo breve articolo nasce e si idea dopo che ho visto per la prima volta un film a mio avviso molto bello e interessante: si tratta di Un tranquillo weekend di paura (il titolo originale è Deliverance che tradotto in italiano significa “Liberazione”; per una delle poche volte, la traduzione in italiano appare migliore del titolo originale) di John Boorman, girato nel 1972 che narra l’avventura di quattro colleghi.

La tematica dominante del film è l’ecologia. La banda di amici vuole trascorrere un weekend – di natura – campeggiando in canoa, in un fiume che presto non esisterà più perché sommerso per creare una imponente diga. Non meno importante è il tema del distacco dalla città, un tema che nel 1972 usciva per le prime alla ribalta, per lo meno in una pellicola di rilievo con un cast importante (Jon Voight e Burt Reynolds fra tutti). Dunque la visione del film di cui non esporrò altro i due temi citati sopra, mi hanno fatto riflettere.

Cagliari – Canale delle Saline – Poetto – Promontorio di San Elia Percorsi in Canoa in Sardegna

sardegnaPercorso – Canale delle Saline

Percorso: Cagliari

Distanza: 3 km (circa, solo andata).

Tempo: 90’.

Difficoltà: Semplice.


cagliariCagliari è una città ampiamente sottovalutata dal turista italiano e, probabilmente, da ogni turista. Essa nell’immaginario turistico è una grande pista di atterraggio con pullmino e taxi direttamente allo sbarco e una strada per raggiungere la meta reale di destinazione. Una grande pista di atterraggio ventosa e pietrosa, giallognola e sostanzialmente vuota. Si può sottovalutare qualcosa che si valuta, che si sa che c’è, che esiste. Secondo me, Cagliari è pienamente ignorata, nel senso che si presume che esista, ma non se ne è troppo sicuri. “Una volta ci sono passato ma non l’ho vista…” (e io che ho sempre pensato che passare e vedere sono attività correlate!). Una città dalla bellezza rara, che unisce storia e paesaggio in modo armonico e raro. Credo che si tratti dell’ennesimo caso in cui la popolazione locale e la politica storica abbiano fatto sì che Cagliari sia considerata soltanto da chi l’ha visitata per caso, scoprendo poi una città che non conoscevano.

La democrazia liberale – Un modello

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La democrazia liberale è un’etichetta per un insieme di teorie che, soltanto nella loro somma, hanno costituito un corpus unitario oggi noto come “democrazia liberale”. A differenza che nella democrazia ateniese, il modello della democrazia liberale è stato oggetto di una lunga analisi teorica, quando ancora la prassi politica era tutt’altro che democratica. Il primo pensatore fondamentale per la definizione della democrazia liberale è stato Thomas Hobbes (1588-1679), fautore dell’assolutismo. Tuttavia, già in Hobbes abbiamo la definizione di alcuni diritti naturali, che verranno ripresi ed ampliati dalla successiva analisi di John Locke (1632-1704), il primo vero teorico liberale quand’anche ante litteram.

John Locke ribadisce la presenza di alcuni diritti inalienabili e la necessità di fondare la politica su di essi. Locke non è il teorizzatore della separazione dei poteri in diverse aree di attività politica (potere esecutivo, legislativo e giudiziario). La distinzione viene proposta da Montesquieu (1689-1755), sebbene anche lui non arrivi ad una definizione netta e definitiva del discrimine delle varie tipologie di azione di governo, poi diventate canoniche nelle varie democrazie liberali e nel pensiero teorico liberale democratico stesso. Infine, John Stuart Mill (1806-1873) propone una complessa teoria dello stato democratico liberale ed è proprio Mill ad essere considerato il pensatore del modello liberale par excellence.