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Cagliari – Canale delle Saline – Poetto – Promontorio di San Elia Percorsi in Canoa in Sardegna

sardegnaPercorso – Canale delle Saline

Percorso: Cagliari

Distanza: 3 km (circa, solo andata).

Tempo: 90’.

Difficoltà: Semplice.


cagliariCagliari è una città ampiamente sottovalutata dal turista italiano e, probabilmente, da ogni turista. Essa nell’immaginario turistico è una grande pista di atterraggio con pullmino e taxi direttamente allo sbarco e una strada per raggiungere la meta reale di destinazione. Una grande pista di atterraggio ventosa e pietrosa, giallognola e sostanzialmente vuota. Si può sottovalutare qualcosa che si valuta, che si sa che c’è, che esiste. Secondo me, Cagliari è pienamente ignorata, nel senso che si presume che esista, ma non se ne è troppo sicuri. “Una volta ci sono passato ma non l’ho vista…” (e io che ho sempre pensato che passare e vedere sono attività correlate!). Una città dalla bellezza rara, che unisce storia e paesaggio in modo armonico e raro. Credo che si tratti dell’ennesimo caso in cui la popolazione locale e la politica storica abbiano fatto sì che Cagliari sia considerata soltanto da chi l’ha visitata per caso, scoprendo poi una città che non conoscevano.

La mia frequentazione con l’Italia è ormai di lunga durata e costellata da amicizie di ogni dove nella crosta peninsulare, pendice centrale di un continente disunito quanto nessun altro. Pochissimi sono quelli che ho conosciuto che hanno visitato la Sardegna che si sono fermati nel capoluogo di regione. Parlando con loro, mi sono accorto che il loro stupore nasceva dal fatto che neppure avevano seriamente preso in considerazione la possibilità di investire il loro prezioso tempo libero in una simile città. Un docente una volta mi disse: “Cagliari non è come Palermo. E’ quasi svizzera! Ordine, una buona pulizia e il rispetto della legge mi hanno davvero sorpreso”. Ecco. “Non è come Palermo” (cioè? Bella come Palermo prof.?)… “E’ quasi svizzera!”, ah… quindi ordinata, pulita e rispettosa della legge (come la Svizzera!). C’è tutta una visione del mondo sintetizzata in questa frase. C’è solo da essere fortunati a non essere nati a Palermo, evidentemente il contrario della Svizzera. La Svizzera, patria dei tesori di Federico II, luogo di una delle più ricche e articolate cucine dell’intero pianeta, luogo di nascita di uno dei dialetti fondamentali della lingua italiana, sito di infiniti passaggi di veri potenti. Ah, quella è Palermo. Scusate.

Questo piccolo aneddoto rende molto bene il pensiero del continentale, specie di quello del nord, ovvero del maggiore frequentatore della Sardegna. Scusate, della costa – possibilmente nord-est (ma come? Anche della Sardegna amano il nord-est? Ma allora è proprio un chiodo fisso!). Mi perdo sempre in semplificazioni. Vengono in Sardegna, di cui non sanno assolutamente nulla, naturalmente. Ma da quando c’è internet, chi ha più voglia di informarsi? Ah… non c’è mai stata voglia di informarsi. Avete ragione.

Cagliari, dunque, una città svizzera. Ma mica tanto. Senza volerne a nessuno… e per fortuna! Intanto Cagliari ha il mare che non mi risulta bagni né poco né molto quella Terra che consente, però, di avere navi con la propria bandiera per aggirare le temute tasse italiane, obiettivamente indifendibili, soprattutto per chi si può permettere una barca di una gragnuola di milioncini di euro. In ogni caso, il capoluogo sardo è una bella città prima di tutto da un punto di vista architettonico. Ha una bellissima cattedrale, una cittadella fortificata dell’epoca pisana, con due altissime torri che svettano sulla città sottostante. Ha un museo archeologico unico, che ospita una grande quantità di reperti della storia irripetibilmente unica della Sardegna, per altro ancora tutta da scoprire. Ha una pinacoteca piccola, sebbene sia un gioiello nel suo genere (ovviamente chiusa ogni volta possibile. Si sa. In Svizzera le cose funzionano così). Ha una spiaggia in stile Miami. Ma, mi sia consentito, Miami è venuta su assai dopo l’esistenza di Cagliari, che è una delle aree di insediamento più antiche d’Europa, nientemeno. Quindi Miami ha spiagge come quella che si può trovare a Cagliari, l’insospettabilmente poco amato sempre chiacchierato Poetto che, oggi, è diventata una meta di ritrovo grazie ai lavori dell’ultima amministrazione che ne ha davvero ravvivato l’intera area. Non essendo di Cagliari, non votando a Cagliari, non vivendo a Cagliari, non volendo neppure viverci anche se ne avessi l’occasione (perché ora ho capito: voglio vivere in Svizzera!) e non pensando a Cagliari altro che come una delle città in cui transito – e che pure vedo – transito ergo vedo!, non mi interesso della politica cagliaritana. Ma quando ogni tanto si vedono buoni risultati, è indispensabile farlo notare ed è anche giusto farlo.

Cagliari, come Roma, che non sta in Svizzera, ha sette colli. In tutti e sette i colli c’è qualcosa da vedere. In due ci sono due castelli. Si, Cagliari ha ben due castelli. In altri due colli ci sono parchi, entrambi assolutamente stupendi. Infine, in uno dei rimanenti, si trova il borgo di San Elia e tutta l’area che fa da perno alla costa cagliaritana. Una zona rude e aspra, tutta da esplorare, con tante interessanti varietà paesaggistiche da scoprire di cui parleremo nel secondo percorso.

Una volta la madre di un mio amico mi disse: “ma si. Tutto quello che vuoi, ma se uno viene in Sardegna, alla fine ci va per il mare”. Quanta onestà! Ma d’altronde… Se siete dei canoisti, non potete non amare Cagliari per almeno i percorsi che vi presentiamo qui.

Innanzi tutto, se siete canoisti alle prime armi o siete di Cagliari, potete allenarvi nel canale delle saline. Non sarà profumato e non sarà dotato di un’acqua cristallina. E probabilmente, dato ciò che potreste vedere sotto, è un bene che sia così! Ma anche se non siete canoisti principianti, esplorare interamente il canale delle saline è un’esperienza da fare. Inoltre, data la natura dello stesso, è un percorso che può essere fatto in qualsiasi condizione metereologica, pioggia e vento compresi, visto che siete sempre riparati dai fulmini. Tutto questo fa di questo canale una risorsa preziosa per voi! State soltanto attenti ai muggini, che saltano come rane, pure presenti. A me, in una delle diverse volte che sono stato in questo canale, è capitato addirittura che uno di questi mi saltasse nell’abitacolo della canoa. Per fortuna l’ho afferrato in tempo e cacciato fuori ancora vivo…

cagliari-percorso-1Una volta che siete entrati, potete procedere verso il porto. Passerete sotto diversi cavalcavia e vedrete molte persone correre alla vostra destra. Alla vostra sinistra il panorama non sarà dei più edificanti, anche perché lo stadio, di cui si discute da quando è stato costruito, andrebbe rifatto ed è ormai assai cadente. Oltrepassata l’area dello stadio, potete accedere alla zona portuale. Prima di arrivare vedrete il principio del braccio sud-est del porto, lungo qualche chilometro. Troverete un relitto ad aspettarvi proprio alla fine del canale e passandovi sopra, non senza le logiche inquietudini che un simile oggetto porta sempre con sé, potrete guardare le tante barche, ospitate nell’area della Marina di San Elmo.

Potete anche procedere oltre e intravedere il molo Ichnusa. Non consiglio di spingervi troppo oltre perché le barche sono tante e sono di grandi dimensioni, quindi state attenti a non intralciare il traffico. Inoltre, almeno una parte del porto è zona militare, quindi prendete atto dei tubi lanciasiluri perché qui davvero è possibile vedere qualche sommergibile (non sottomarino)… su questo torneremo nel prossimo percorso! Tuttavia, la vista di Cagliari direttamente dal suo porto, direttamente dal pelo dell’acqua è unica e ogni persona che ha visto o vissuto a Cagliari dalla terra non potrà che rimanere stupito di vedere il solito vecchio mondo da una prospettiva diversa e stimolante a tal punto che gli amanti del disegno saranno subito trasportati in là con la fantasia per pensare a cosa potrebbe fare con matita e gomma appena tornati a casa.

Se invece di vedere il porto volete altro, potete risalire il lungo canale delle saline verso est o verso nord, costeggiando il canale dello stagno del Molentargius. In questo stagno, di vaste dimensioni, potete scoprire una zona protetta per via della nidificazione dei fenicotteri. Ebbene sì, Cagliari ospita anche un’area protetta proprio dentro di sé. E’ evidente che è una cosa comune a molte città: mare a sud, stagno ad est e una storia ancora conservata intatta all’interno.


cagliari-percorsi-2Secondo Percorso – Marina Piccola – Promontorio di San Elia

Percorso: Cagliari

Distanza: 3,5 km (circa, solo andata).

Tempo: 90’.

Difficoltà: Moderata.

Zona di accesso: Marina Piccola

Marina Piccola è un porticciolo per piccole imbarcazioni giusto al principio della spiaggia del Poetto. Non facciamo un percorso indipendente per il Poetto perché basta seguire la linea del litorale, lungo 7-8 km. Vale la pena di fare un giro prima di tutto perché vedrete la bella spiaggia in tutta la sua lunghezza. In secondo luogo perché potete scendere in spiaggia quando volete e farvi un bel bagno in un’acqua, continentalmente parlando, piuttosto pulita in quasi tutte le sue aree. Infine, è un percorso sicuro e agevole, di facile accesso. State attenti ai venti da sud e da levante perché rendono le onde abbastanza alte da essere comunque da vigilare con attenzione.

I primi quattro km della spiaggia sono adornati dalle belle case della zona, che costeggiano tutto il litorale. Il paesaggio è suggestivo, anche se potete trovare anche aree variamente degradate, come l’ex ospedale marino o altre strutture più o meno abbandonate. Ma tutto considerato il Poetto, come tutta Cagliari, è una zona ampiamente sottovalutata e qualsiasi turista può trovare consolazione del suo viaggio spendendoci un po’ di tempo sia da terra che, a maggior ragione, dal mare.

Tornando al percorso, l’area di Marina piccola ospita il porto di piccole imbarcazioni, un parcheggio e una serie di servizi utili per la ristorazione. Personalmente amo ogni zona portuale, bella o brutta, ampia o piccola che sia. Quindi vi direi anche di farci un giro dal pelo dell’acqua. Una volta usciti dal porto, potete dirigervi verso la zona di vostro interesse, il promontorio di San Elia visto dal mare.

Il promontorio domina l’area sud di Cagliari ed è il perno dell’intero ampio golfo del sud dell’isola. Esso è composto da roccia calcarea ricoperta da arbusti e macchia mediterranea che coloriscono l’area con un contrasto di colori che va dal bianco al verde olivastro. Il promontorio di San Elia è stata una delle prime zone ad essere colonizzate dai misteriosi primi venuti nella terra arida e malarica della Sardegna. Spero per loro che si fossero spinti sino alle soglie dell’isola per ragioni di vita o di morte, con o senza barconi, perché la vita in Sardegna doveva essere assai difficile, soprattutto per una popolazione che non ereditava alcuna infrastruttura.

Venendo dal mare, lasciati alle spalle Marina Piccola, incontrerete una barriera protettiva, probabilmente eretta per evitare l’erosione dell’esposta spiaggia del Poetto, oggetto di un ripascimento che all’epoca fece molto discutere. Senza prendere parte a queste futili discussioni, vale la pena di dire che acerrimi oppositori all’opera, oggi sostengono di essersi sbagliati, perché il colore della sabbia, un tempo finissima e gialla, da grigia e ghiaiosa dopo il ripascimento, sta diventando di nuovo simile al principio. Era stato dichiarato così dagli esperti, certo, ma cosa ce ne facciamo degli esperti? Gente che ha studiato per anni e che ci deve dire come stanno le cose? Ridicolo solo a pensarci! Non vale neanche la pena di dire che ci fu una sorta di caccia alle streghe sui colpevoli del ripascimento e sul fatto che la sabbia, no!, mai più sarebbe ritornata ad essere come un tempo. Infatti.

Quindi, lasciata alle spalle la barriera, girerete di qualche grado verso sud-sud-ovest e incontrerete degli scogli, di cui tre particolarmente grandi. Non dovete temere per la vostra canoa perché il fondale è piuttosto alto. Ma non così tanto da non essere visibile il fondale. Non so se voi abitate in una grande città. Se vivete in qualche conglomerato urbano di discrete dimensioni, allora sapete di sicuro che c’è qualche alligatore che vive nelle vostre fogne. Ecco, a Cagliari invece nelle fogne abbiamo le blatte (germaniche, note “blatelle”, e le americane temutissime per la loro ostinazione alla vita e ampie dimensioni). Mentre sotto il promontorio di San Elia abbiamo i sottomarini atomici americani. Si proprio così! Ovvero, la leggenda vuole che in qualche misterioso modo in un’età mistica di cui si è sentito parlare per testimonianza indirette certamente veritiere, sconosciuto ai comuni mortali, il promontorio fu scavato dagli USA per introdurvi surrettiziamente dei battelli sottomarini di 10×10 metri (almeno) e lunghi oltre 100. Si faccia caso, sommergibili, non semplicemente sottomarini: tutti sappiamo che i sommergibili sono quelli atomici, gli altri vanno più prosaicamente a diesel. Infatti, questi ultimi rimangono vicini alle acque degli USA, mentre sono quelli atomici, noti anche come armi strategiche, ad andare in giro per il mondo, grazie al fatto che possono stare immersi anche 30 anni senza bisogno di rifornirsi di carburante. Se voi, passando sopra la costa, riuscite in qualche modo a vedere un punto dove questa infrastruttura degna dei film di 007 – non a caso, uno ambientato in Sardegna (tutto torna!) – , bene fatemelo sapere subito!

In ogni caso, tutta la costa è alta. Sopra di voi si alza la parte del promontorio noto come sella del diavolo perché, come vuole un’altra leggenda (si, siamo pieni di leggende!) la strana forma a sella del promontorio fu dovuta al fatto che il diavolo in persona ci si sedette sopra. Certo che il diavolo deve essere proprio una cosa enorme, altro che tirannosauro oggi finito in depressione (così in una pubblicità geniale di un’automobile tedesca. Deve aver scoperto che il diavolo era molto più grande di lui!). A pensarci bene, la leggenda dei sottomarini non era poi così implausibile…

Ad ogni modo, tra la parte finale della sella e il mare, alta sopra di voi sta una torre di avvistamento spagnola. Abbiamo già avuto modo di parlare di queste torri in un altro articolo. Questa torre, purtroppo non facile a visitarsi, offre una vista dal mare impressionante. Alta e triste sopra di voi vi dà un’idea della difficoltà di dominare una costa lunga ed ampia, esposta alle incursioni dei popoli del sud.

Oltrepassata la torre, lasciata alle spalle, incontrerete due golfi. Nel primo, sull’altura, c’è un tempio punico, cioè cartaginese, quei cartaginesi che ogni tanto ci hanno lasciato delle tracce residue alla inclemente civiltà romana, subentrata in Sardegna dopo la prima guerra punica. Qualcosa è rimasto, dunque. E vale la pena di dire che esiste, nella zona vicina alla facoltà di ingegneria, una delle più grandi necropoli. Naturalmente nello stato di abbandono più completo. Si sa che c’è, come il numero primo più grande dell’ultimo scoperto. Sicuramente c’è, non ci possono essere dubbi. Ma a trovarlo!… tutta un’altra visione del modno! Ma non risvegliamo i morti, anche se quegli stessi possono portare lavoro e turismo. Sia mai!

Oltrepassati i golfi, arriverete alla spiaggia di Calamosca, di per sé non entusiasmante dal punto di vista balneare, ma vale pur sempre la pena di passarci sopra con la vostra canoa. Da lì potrete vedere anche il faro, oltre il quale deviereste verso nord e arrivereste al litorale di San Elia. Vedete voi, nel caso, quando fermarvi e tornare in dietro. Il paesaggio alto ed ostile, impressionante e antico, memore dei primordi della storia dell’isola è senza dubbio una meta interessante per i canoisti di tutti i gusti!


Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' stato assistant professor ed è il fondatore di Scuola Filosofica, coordinatore dell'associazione Azione Filosofica ed è il responsabile della collana dei libri di Scuola Filosofica. Egli è autore di numerosi saggi e di diversi articoli in riviste internazionali. In lingua italiana ha pubblicato numerosi lavori e libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is a former assistant professor in intelligence studies and he is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School) and the Co-Founder of the philosophical association Azione Filosofica (Philosophical Action). He is the editor in chief of the collective series of books based on the blog (Le Due Torri - Publisher). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) movie maker.

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