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Percorso in Canoa L’isola di San Macario e Nora (Pula, Sardegna)

NoraNome Itinerario: Isola di San Macario (Pula, Sardegna); Rovine Archeologiche di Nora (Pula, Sardegna)

Distanza: 4,5 km (circa) sola andata.

Tempo: 180’-220’.

Difficoltà: Semplice.

Area di accesso proposta: spiaggia di fronte all’isola di San Macario, viale Segni, Pula.

Mezzo di trasporto: Canoa [il percorso è naturalmente traslabile per qualsiasi imbarcazione].


NoraL’isola di San Macario (Pula, Sardegna) è una piccola isoletta nella costa sud della Sardegna. Essa si presenta aspra, impervia con il fascino della rude natura. Nell’isola si trova anche una torre di avvistamento costruita dagli spagnoli nel 1595 che contribuisce a creare fascino nel fascino. Per arrivare all’isola in canoa è possibile scendere nelle vicinanze, in un’area di grande bellezza e complessità paesaggistica e faunistica. Infatti, l’accesso consigliato da viale Segni costeggia Riu Pula, un corso d’acqua alla cui foce si crea una zona paludosa le cui calde e placide acque ospitano specie rare, la cui vista può soddisfare anche i non ornitologi.

In generale, la zona è poco esposta al vento dominante di maestrale, mentre è aperta ai venti di scirocco e da quelli che vengono da levante. Quindi, in generale, salvo condizioni atmosferiche estremamente sfavorevoli, potrete procedere senza particolari difficoltà.

san-macarioLasciati la macchina, posata la canoa e inseriti dentro, potrete raggiungere l’isola in una decina di minuti a ritmo blando. L’isola dista dalla terra ferma appena 400 metri circa, ma voi probabilmente dovrete farne qualcuno in più. Esiste solo una zona di accesso ragionevolmente agile all’isola, ovvero quella che avete direttamente di fronte a voi, a sud di voi e a nord rispetto a San Macario. Quando arriverete in prossimità della zona centrale dell’isola, scoprirete che l’acqua è estremamente bassa e potete scendere tranquillamente dalla canoa. L’orografia del terreno è favorevole anche per posare la canoa nella zona relativamente sabbiosa, ancorché di grana piuttosto grossa. Una volta lasciata la canoa, potete avventurarvi sull’isola.

Esiste un percorso abbastanza battuto, che vi può portare alla vista dalla torre spagnola. Lo stretto passaggio si inerpica su per l’isola verso est e poi verso sud ed è assolutamente da vedere anche soltanto per il senso di straniamento che ne potrete trarre. Fichi d’india a destra e sinistra, rumori di roditori e lucertole che vi seguono e il poco spazio in cui dovete procedere rendono il percorso imperdibile. Una volta in cima, potrete vedere il panorama che si estende, da ovest all’isola stessa e poi oltre verso Nora, alla Sardegna da dove siete venuti a nord e a est, invece, nelle alture della zona costiera sarda oltre Perd’e Sali. La visita complessiva di tutta l’area dell’isola di San Macario non dura più di 45 minuti. Vale la pena di circumnavigare l’isola nel suo complesso, per goderne appieno il fascino che a me ha ricordato L’isola del tesoro di Stevenson!


A prescindere che voi veniate da San Macario o vogliate andare direttamente a Nora, il tragitto non è particolarmente lungo ed è sostanzialmente identico (400 m). Dovete lasciarvi alle spalle l’isola e avvicinarvi alla penisola dove si trova anche lì una torre spagnola di avvistamento nota come Torre del Coltellazzo, la cui grandezza e la cui monumentalità eccede di gran lunga quella dell’isola di San Macario. Tutta l’area della penisola offre qualcosa di notevole da considerare.

Prima di tutto proprio qui c’è una chiesa devota al culto di San Effisio, il maggiore santo-non santo della Sardegna, che si festeggia il 1° di maggio a Cagliari, festa sentita in tutta l’isola. Oltre la chiesa si trova la vasta area archeologica di Nora, città fondata dai fenici e poi diventata romana dopo la prima guerra punica in cui Roma conquistò la Sardegna, sottraendola al dominio cartaginese. Oltre le rovine romane, assolutamente da visitare a prescindere che abbiate la canoa, c’è la Torre del Coltellazzo, costruita nella punta estrema della penisola, in una zona d’altura. Oltre la punta c’è anche un’isoletta, appunto Isola del Coltellazzo, alla quale potete accedere.

Supponendo che veniate appunto dall’area consigliata per lo sbarco o dall’isola di San Macario (potete comunque scendere più vicino, nell’area balneare vicino – la spiaggia di Su Guventeddu – ) potete avvicinarvi alla costa, in cui potete vedere l’asperità del terreno. Che l’area dovesse essere strategicamente sensibile da un punto di vista militare è testimoniato anche dai fortini costruiti durante la seconda guerra mondiale, visibili anche dal mare. Il percorso per arrivare all’area est degli scavi archeologici di Nora, in cui si trova l’ampio golfo formato dalla penisola descritta, è di quasi 3 km e il tragitto complessivo di 4,5 km. Si tenga presente che a parte l’area immediatamente a vostra portata dall’isola di San Macario, tutta la zona è di agile accesso alla terra ferma e che siete sempre riparati dal mare. Infatti, non è un caso che i fenici abbiano scelto questo felice sito per insediarvisi: noti navigatori com’erano, si sono scelti la zona di attracco perfetta per le loro non gigantesche barche. Quindi anche per voi canoisti non ci saranno problemi, qualora vogliate fare una pausa.

Vale la pena, comunque, costeggiare la parte della penisola con gli scavi archeologici venendo da est. Infatti, potrete vedere il complesso di cose in parallelo, dalla chiesa di San Effisio, alla Torre del Coltellazzo, con anche il resto delle infrastrutture che contribuiscono a creare un senso di continuità nel tempo e nello spazio nella vittoria sempre incerta dell’uomo sulla natura infausta della Sardegna. Potete anche scendere nell’isola di Coltellazzo, dove è presente anche un approdo. Tuttavia, non mi sento di consigliarvelo. La corrente e la risacca del mare sono forti, ma non invincibili però non troverete niente di particolare nell’isoletta se non la soddisfazione di essere stati anche là! Dunque, procedere ad aggirare l’insenatura formata tra l’isola e la penisola. Dopo circa 300 metri e aver visto la Torre quasi a 360°, vi accorgerete di non essere più soli. La città di Nora vi sta guardando come voi guardate lei. Le antiche rovine sembrano osservarvi con attenzione, come se fosse uno spettatore del vostro percorso. Da questo momento non potrete più fare a meno di tenere gli occhi puntati continuamente sulla zona costiera, in cui le mirabili opere degli uomini di alcuni millenni stanno a monumento della potenza dell’antichità ancora viva.

Il panorama migliore si trova quando, dopo altri 350 metri virerete di 80° nord e costeggerete l’area più a occidente della città. Là potrete vedere delle colonne ancora intatte e potete avvicinarvi sufficientemente per vedere e immaginare la città dal mare. Subito vi accorgerete di quanto essa fosse prossima alla costa e di quanto la vita portuale doveva essere intensa. Tutta la città era rivolta alla vita degli scambi commerciali con la popolazione locale e, allo stesso tempo e soprattutto, era proiettata verso altri mondi lontani e vitali allo stesso tempo. State soltanto attenti al fondale estremamente basso in cui rischierete di toccare con il fondo della vostra canoa che, come sanno tutti gli amanti dell’infaticabile piccola imbarcazione, è sempre causa di dolore per voi e per lei!

Quando sono andato a percorrere questo itinerario mio fratello ed io abbiamo avuto la fortuna incredibile di vedere un fenicottero in mare proprio di fronte alle rovine. Il povero uccello era visibilmente in difficoltà, lasciato solo dai compagni e incapace di prendere il volo. Tuttavia, la sua semplice grazia, la sua sola presenza davano un senso di ulteriore solennità, di sobria tranquillità e di piena partecipazione della natura alla bellezza del luogo. La lentezza dell’uccello, l’immobilità di una città una volta fiorente mi hanno dato l’impressione dell’insignificanza del tempo che passa, totalmente incurante di voi e quindi, in fondo, non a voi nemico. L’assenza della lotta e la semplice vostra insignificanza per l’economia complessiva del mondo vi restituisce un senso di pace e di tranquillità che non ricordavate di aver mai provato. Non ho mai creduto in progetti della natura o di altre creature più o meno intelligenti soltanto perché noi siamo al mondo e ci sembra così bello (e a me neanche pare così). Ma la vista del meraviglioso volatile in mare con le rovine alle spalle hanno generato un senso di stupore e bellezza che ad altri avrebbe fatto invocare le gioie della manifestazione di un essere divino in mezzo a noi.

Il percorso all’inverso vi farà apprezzare ancora di più quanto già avete visto ma solo da un’angolatura. Il percorso complessivo è di circa 4,5 km sola andata. Quindi calcolate circa 9 km in totale per una durata di circa tre-quattro ore complessive. Quando sarete tornati forse sarete anche un po’ stanchi, ma ne sarà valsa pienamente la pena!


Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' stato assistant professor ed è il fondatore di Scuola Filosofica, coordinatore dell'associazione Azione Filosofica ed è il responsabile della collana dei libri di Scuola Filosofica. Egli è autore di numerosi saggi e di diversi articoli in riviste internazionali. In lingua italiana ha pubblicato numerosi lavori e libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is a former assistant professor in intelligence studies and he is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School) and the Co-Founder of the philosophical association Azione Filosofica (Philosophical Action). He is the editor in chief of the collective series of books based on the blog (Le Due Torri - Publisher). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) movie maker.

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