Come sempre segnaliamo l’uscita della Rivista di Scacchi, redatta da Lucio Rosario Ragonese. Una buona lettura a tutti! rivista-scacchi-54
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Come sempre segnaliamo l’uscita della Rivista di Scacchi, redatta da Lucio Rosario Ragonese. Una buona lettura a tutti! rivista-scacchi-54
Sono un amante della natura lo ammetto. Questo breve articolo nasce e si idea dopo che ho visto per la prima volta un film a mio avviso molto bello e interessante: si tratta di Un tranquillo weekend di paura (il titolo originale è Deliverance che tradotto in italiano significa “Liberazione”; per una delle poche volte, la traduzione in italiano appare migliore del titolo originale) di John Boorman, girato nel 1972 che narra l’avventura di quattro colleghi.
La tematica dominante del film è l’ecologia. La banda di amici vuole trascorrere un weekend – di natura – campeggiando in canoa, in un fiume che presto non esisterà più perché sommerso per creare una imponente diga. Non meno importante è il tema del distacco dalla città, un tema che nel 1972 usciva per le prime alla ribalta, per lo meno in una pellicola di rilievo con un cast importante (Jon Voight e Burt Reynolds fra tutti). Dunque la visione del film di cui non esporrò altro i due temi citati sopra, mi hanno fatto riflettere.
Nella parte iniziale del classico Che cos’è la matematica?. Introduzione elementare ai suoi concetti e metodi [1941, io utilizzo la sesta impressione Boringhieri 1985, con Prefazione della didattica della matematica Emma Castelnuovo (1913-2014), figlia del matematico Guido Castelnuovo (1865-1952, noto soprattutto per i suoi importanti contributi nel campo della geometria algebrica, gli è intitolato l’Istituto Matematico dell’Università La Sapienza di Roma, dove io ho studiato e conseguito la laurea)], gli autori, i matematici Richard Courant (1888-1972, allievo e collaboratore dell’insigne matematico David Hilbert) e Herbert Robbins (1915-2001), scrivevano: «Come espressione della mente umana, la matematica riflette la volontà attiva, la ragione contemplativa e il desiderio di perfezione estetica. I suoi elementi fondamentali sono la logica e l’intuizione, l’analisi e la costruzione, la generalità e l’individualità. Tradizioni diverse potranno mettere in evidenza aspetti diversi, ma è soltanto la reazione di queste forze antitetiche e la lotta per la loro sintesi che costituiscono la vita, l’utilità e il valore supremo della scienza matematica. […] Fortunatamente, la mente creatrice dimentica le opinioni filosofiche dogmatiche ogni volta che esse ostacolerebbero le scoperte costruttive. Così per gli studiosi come per i profani, non è la filosofia ma l’esperienza attiva che sola può rispondere alla domanda: Che cos’è la matematica?» (pp. 27-32).
«Che cos’è la matematica? […] La matematica è fondamentalmente una attività dello spirito umano, che si interfaccia continuamente con problemi che all’uomo si presentano e che l’uomo si pone, che si sviluppa con una sua dinamica specifica e con procedure in cui la razionalità, e la logica in particolare, gioca un ruolo essenziale. […] Essendo la matematica un’attività, è solo l’esperienza attiva, il fare matematica, che ci può far capire davvero che cos’è la matematica».
Gentili lettori, desidero segnalare l’uscita di un articolo d’opinione sul tema giudizio morale e autismo, firmato da Francesco Margoni e Luca Surian. L’articolo è consultabile sul sito della rivista, mentre qui di seguito riporto la copertura giornalistica offerta da Brainfactor.
Percorso – Canale delle Saline
Percorso: Cagliari
Distanza: 3 km (circa, solo andata).
Tempo: 90’.
Difficoltà: Semplice.
Cagliari è una città ampiamente sottovalutata dal turista italiano e, probabilmente, da ogni turista. Essa nell’immaginario turistico è una grande pista di atterraggio con pullmino e taxi direttamente allo sbarco e una strada per raggiungere la meta reale di destinazione. Una grande pista di atterraggio ventosa e pietrosa, giallognola e sostanzialmente vuota. Si può sottovalutare qualcosa che si valuta, che si sa che c’è, che esiste. Secondo me, Cagliari è pienamente ignorata, nel senso che si presume che esista, ma non se ne è troppo sicuri. “Una volta ci sono passato ma non l’ho vista…” (e io che ho sempre pensato che passare e vedere sono attività correlate!). Una città dalla bellezza rara, che unisce storia e paesaggio in modo armonico e raro. Credo che si tratti dell’ennesimo caso in cui la popolazione locale e la politica storica abbiano fatto sì che Cagliari sia considerata soltanto da chi l’ha visitata per caso, scoprendo poi una città che non conoscevano.
La democrazia liberale è un’etichetta per un insieme di teorie che, soltanto nella loro somma, hanno costituito un corpus unitario oggi noto come “democrazia liberale”. A differenza che nella democrazia ateniese, il modello della democrazia liberale è stato oggetto di una lunga analisi teorica, quando ancora la prassi politica era tutt’altro che democratica. Il primo pensatore fondamentale per la definizione della democrazia liberale è stato Thomas Hobbes (1588-1679), fautore dell’assolutismo. Tuttavia, già in Hobbes abbiamo la definizione di alcuni diritti naturali, che verranno ripresi ed ampliati dalla successiva analisi di John Locke (1632-1704), il primo vero teorico liberale quand’anche ante litteram.
John Locke ribadisce la presenza di alcuni diritti inalienabili e la necessità di fondare la politica su di essi. Locke non è il teorizzatore della separazione dei poteri in diverse aree di attività politica (potere esecutivo, legislativo e giudiziario). La distinzione viene proposta da Montesquieu (1689-1755), sebbene anche lui non arrivi ad una definizione netta e definitiva del discrimine delle varie tipologie di azione di governo, poi diventate canoniche nelle varie democrazie liberali e nel pensiero teorico liberale democratico stesso. Infine, John Stuart Mill (1806-1873) propone una complessa teoria dello stato democratico liberale ed è proprio Mill ad essere considerato il pensatore del modello liberale par excellence.
Il libro In Retrospect The Tragedy and Lessons of Vietnam è una ricostruzione del coinvolgimento americano in Vietnam, dall’amministrazione Kennedy sino all’allontanamento di Robert McNamara dalla carica di secretary of defence del governo di Lyndon B. Johnson. L’autore è lo stesso Robert McNamara, aiutato dallo storico Braian Van DeMark.
L’oggetto dell’analisi non è tutta la politica americana del periodo, per altro assolutamente denso di eventi sia in politica interna, sia in politica estera. Il libro si concentra solamente sul coinvolgimento americano nella guerra in Vietnam. Il libro è stato scritto, secondo l’autore, per aiutare a ricomporre le ferite ancora aperte di una guerra che ha segnato la coscienza degli Stati Uniti in modo indelebile. A tal punto che ancora oggi se ne portano le tracce ma non si vogliono analizzare in modo compiuto e definitivo, contribuendo all’oblio della storia, il cui fenomeno tremendo e deleterio è ben conosciuto in tutta Europa.
Percorso: Costa Rei (Muravera)
Distanza: 8 km (circa, solo andata).
Tempo: 240’.
Difficoltà: Semplice.
Area di accesso proposta: spiaggia di Porto Pirastu
La spiaggia di Costa Rei è talmente famosa da non avere bisogno di introduzioni. Si tratta di uno dei siti in cui la popolazione isolana (specialmente cagliaritana) va ogni anno in pellegrinaggio per non frequentare la locale zona di balneazione, ovvero il Poetto (di cui parleremo senz’altro in un altro articolo). Costa Rei è famosa anche oltre Tirreno, giacché ho conosciuto molte persone che hanno dichiarato di essersi bagnati con le celebri acque di questa nota località. Naturalmente, assolutamente entusiasti. Addirittura definita come una delle acque più belle del pianeta, non posso certo aggiungere altro se non che ognuno ha i suoi gusti e, nel panorama del litorale di tipo sabbioso, questa località è certamente tra le più belle.
Isola di San Pietro: cenni generali alla storia e alla geografia dell’isola
In questo articolo proponiamo diversi agili itinerari. Procederemo da sud-est e gireremo in senso orario per terminare a nord-est. Iniziamo, dunque, dal tragitto che inizia dalla zona del Giunco e termina nella zona del Geniò. Prima di cominciare, vale la pena sapere che l’isola di San Pietro ospita il paese di Carloforte, ex colonia genovese fondata nel XVIII secolo. La sua caratteristica bellezza è dovuta ad una ricchezza paesaggistica e varietà architettonica distintiva rispetto al resto del panorama sardo, con l’unica e parziale eccezione de La Maddalena (Sassari, Sardegna).
Sebbene si dica che esistano tre nuraghi nell’isola, strutture troncoconiche a “tholos” tipiche di tutta la civiltà mediterranea e distintiva della civiltà nuragica della Sardegna, rimane il fatto che essa non ha visto uno sviluppo antropocentrico sensibile sino a tempi recenti, coincidenti con l’arrivo dei genovesi, ora da Tabarca ora dalla stessa madrepatria. I vari tentativi di ripopolamento dell’isola di Sardegna hanno portato anche a simili approcci anche nell’isola di San Pietro, con i medesimi scarsi risultati. Tuttavia, si trova ancora traccia di ciò nella zona delle Tanche, dove è presente una via in cui le baracche (così denominate le case della campagna) si affacciano l’una di fronte all’altra, creando così una via unica oltre il paese.
Carloforte è un paese prospero, specialmente se confrontato con il resto dell’area sarda direttamente di fronte, ovvero il Sulcis-Iglesiente. La sua economia è basata sul turismo stagionale e sullo sfruttamento delle molteplici risorse marine, compresa la celebre tonnara. Vale la pena sottolineare che lo sviluppo di queste due fondamentali attività economiche nell’isola è particolarmente radicato perché tradizionale.
Nome Itinerario: Isola di San Macario (Pula, Sardegna); Rovine Archeologiche di Nora (Pula, Sardegna)
Distanza: 4,5 km (circa) sola andata.
Tempo: 180’-220’.
Difficoltà: Semplice.
Area di accesso proposta: spiaggia di fronte all’isola di San Macario, viale Segni, Pula.
Mezzo di trasporto: Canoa [il percorso è naturalmente traslabile per qualsiasi imbarcazione].
L’isola di San Macario (Pula, Sardegna) è una piccola isoletta nella costa sud della Sardegna. Essa si presenta aspra, impervia con il fascino della rude natura. Nell’isola si trova anche una torre di avvistamento costruita dagli spagnoli nel 1595 che contribuisce a creare fascino nel fascino. Per arrivare all’isola in canoa è possibile scendere nelle vicinanze, in un’area di grande bellezza e complessità paesaggistica e faunistica. Infatti, l’accesso consigliato da viale Segni costeggia Riu Pula, un corso d’acqua alla cui foce si crea una zona paludosa le cui calde e placide acque ospitano specie rare, la cui vista può soddisfare anche i non ornitologi.
In generale, la zona è poco esposta al vento dominante di maestrale, mentre è aperta ai venti di scirocco e da quelli che vengono da levante. Quindi, in generale, salvo condizioni atmosferiche estremamente sfavorevoli, potrete procedere senza particolari difficoltà.