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Scuolafilosofica Posts

“Piacere, Scacchi!”

Vogliamo segnalare il libro di Sergio Pagano e Francesco Casiello “Piacere, Scacchi!” edito da EDIPRO nel 2013. Il libro è un’introduzione sistematica al gioco degli scacchi, che inizia dalle regole più elementari per considerare alcuni temi tattici importanti o fondamentali (inchiodatura, infilata…) senza trascurare anche gli elementi strategici più salienti (controllo delle case, differenza tra case forti e case deboli…). Nelle ultime sezioni si considerano anche alcuni aspetti culturali legati al gioco (vedi la leggenda di Sissa) piuttosto che alcune utilità piuttosto importanti (dove e come giocare, quali siti considerare etc.).Piacere! Piacere!Si tratta indubbiamente di un libro molto utile per almeno quattro tipologie di giocatori: il principiante assoluto, il neofita, l’istruttore e il giocatore senza tempo. Per il principiante assoluto, infatti, è un libro perfetto perché segue passo passo i dettami più chiari di una buona didattica che non dà nulla per scontato. Il che è particolarmente rimarchevole, dato il fatto che per anni abbiamo avuto sempre manuali insopportabili per la difficoltà, specialmente quelli rivolti ai meno esperti. Per il neofita, invece, il libro risulta prezioso proprio perché non si limita all’essenziale, ma con estrema chiarezza si rivolge agli aspetti tattici e strategici di base che possono seriamente aiutare il giocatore ancora alle prime armi. Inoltre, la presenza di sunti finali e di un uso sapiente di segnali direttamente sui diagrammi della scacchiera riescono particolarmente utili e, soprattutto, riescono nel rimanere impressi nella memoria senza gli abituali sforzi che altri manuali ci avevano abituato. In terzo luogo, gli istruttori possono trovare un utile percorso da seguire con i loro allievi (avendo la capacità di proporre più capitoli nella stessa lezione) e, in più, dispongono anche di un punto di paragone per capire se il loro metodo è comunque centrato (avere pietre di paragone è utile, come sa ogni istruttore). In fine, il giocatore senza tempo è colui che frequenta la letteratura scacchistica solo di sfuggita, ma che è disposto a dedicare cinque minuti alla settimana del suo tempo agli scacchi. Anche per questo tipo di lettore (invero assai molto numerosi) il libro può essere utile proprio per le caratteristiche di alta densità informativa, alta salienza e ottima capacità di sintesi.

Un cartesianesimo naturalizzato sulle intuizioni?

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L’articolo di George Rey ha alcuni obiettivi congiunti: (1) chiarire la plausibilità delle tesi di chi ha sostenuto o difeso il ruolo delle intuizioni o dell’introspezione da un punto di vista neocartesiano; (2) delucidare le alternative e le critiche rivolte a chi ha difeso posizioni neocartesiane e (3) difendere indirettamente la plausibilità di un neocartesianesimo naturalizzato circa le intuizioni e l’introspezione (in particolare riguardo la teoria delle TAG che Rey aveva già presentato e difeso).

In generale, poste due tesi t1 e t2, si può stabilire una preferenza tra t1 e t2 in base a ragioni di natura esplicativa: è razionale prediligere tra t1 e t2 quella teoria che è maggiormente esplicativa. Si noti che in questa dichiarazione di selezione sulla base di questa tipologia di preferenza, si esclude sia la possibilità di trovare argomentazioni puramente a priori o considerare queste ultime come decisive, ma anche, all’estremo opposto, la possibilità di contare esclusivamente su evidenze empiriche. Infatti, per fornire la migliore esplicazione di un certo evento e non sarà semplicemente sufficiente descriverlo in termini empirici, ma è indispensabile darne una caratterizzazione almeno in parte normativa: non a caso, l’articolo di Rey presenta tanto argomentazioni filosofiche su basi empiriche che su basi propriamente a priori.

Galileo La natura si scrive in formule. Orrit R.

Galileo La natura si scrive in formule è un testo di Roger O. Orrit pubblicato nella collana Grandi idee della scienza, edito originariamente nel 2013. Si tratta di un libro di divulgazione scientifica incentrata sulla figura di Galileo Galilei. Il volume si divide in quattro capitoli con un’introduzione, un allegato e una serie di letture consigliate.

Il primo capitolo considera il metodo scientifico inaugurato da Galileo, in particolare per cercare di trovare dei fondamenti empirici per la nuova scienza fisica, in pieno contrasto con quella che era la tradizione scolastica e neoaristotelica che faceva riferimento alla filosofia di Tommaso e Aristotele.

Il secondo capitolo tratta delle indagini astronomiche di Galileo, considerato l’inventore del telescopio. Galileo, infatti, non soltanto investiga sui fondamenti ultimi del moto (moto uniformemente accelerato, moto uniforme, moto di proiettili) ma anche sulla natura degli astri. Egli fu il primo ad osservare importanti fenomeni astronomici, come le lune di Giove e le macchie solari.

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana – Carlo Emilio Gadda

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Scopri Filosofia e letteratura di Chiara Cozzi


Quer pasticciaccio brutto de via Merulana è un romanzo di Carlo Emilio Gadda uscito a puntate su una rivista letteraria ma edito in unico volume solo nel 1957 dalla Garzanti. Si tratta indubbiamente di uno dei massimi capolavori in lingua italiana della storia della letteratura da Dante al XXI secolo, difficile trovare paragoni in opere letterarie precedenti e successive, se non altro per densità, precisione, profondità e grandezza.

La trama del romanzo è apparentemente ispirata alla cronaca nera, pervasa da una vena quasi giallistica in cui il latrocinio di una ricca vedova (tal contessa Menegazzi) è il prodromo per il delitto quintessenziale della “donna” per eccellenza, Liliana in Balducci, amica e lontana cugina del protagonista Don Ciccio Ingravallo, ispettore di polizia molisano trapiantato a Roma, esule integrato quanto estraneo nella capitale italiana. Perché tutti siamo integrati ed estranei con la realtà che ci circonda, una delle possibili interpretazioni ultime del romanzo.

La Maschera della luna. Mereu A.

La maschera della luna è un romanzo breve scritto da Andrea Mereu, giovane scrittore la cui unica opera è quella in questione e che sta avviando una proficua carriera nella fotografia in questo mondo di crisi economica (vedere la sua nutrita pagina facebook per crederci). Altre sue passioni sono lo studio del giapponese e della cultura nipponica, nonché il piacere di esplorare il mondo e la Sardegna, la sua terra, dove è ambientato il romanzo.

Il romanzo è ambientato nel periodo di Carnevale, momento dell’anno caro ai sardi che lo vivono come una festa mistica e religiosa, dove molte “maschere”, per l’appunto prendono vita e svolgono la loro atavica funzione apotropaica: ricordiamo i mamuthones, i boes, sosturpos, sa filonzana. Anche nel romanzo di Andrea Mereu troviamo un’antica maschera, non legata a nessuna tradizione del carnevale sardo, piuttosto a una maledizione terribile che coglie chi la indossa. E’ così che Roberto, figlio di Benjamin, vero protagonista del romanzo, verrà colto da questa maledizione antica che lo farà ridere quasi senza sosta. Solo qualche medicina riesce a sedarlo per qualche ora di sollievo. Assieme a Roberto, anche altri due bimbi sono colti da questa maledizione.

L’arte della guerra di Publio Flavio Vegezio Renato – Considerazioni analitiche e metastoriche

Abstract

L’analisi de L’arte della guerra del tattico romano Publio Flavio Vegezio Renato risulta ancora oggi di grande attualità. Assumendo un punto di vista metastorico, abbiamo cercato di rintracciare i fondamenti ultimi dell’analisi di Vegezio in modo da comprendere la logica fondamentale da cui poter trarre utile conoscenza ad uso e consumo del lettore contemporaneo.


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Ti interessa la filosofia della guerra? Leggi Filosofia pura della guerra

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L’arte della guerra (De rei militaris o Epitoma de rei militaris) è un classico degli studi del warfare, in particolare degli studi descrittivi e non propriamente strategici, cioè normativi. Publio Flavio Vegezio Renato (da ora solo Vegezio, come è universalmente noto) non è sostanzialmente interessato ad elementi generali e strategici della guerra e dell’arte militare, quelli che oggi diremmo i maggiormente connessi con la politica di uno stato (o di un impero) o che riguardano la natura della pianificazione strategica della campagna militare. Piuttosto egli è uno storico e un tattico dell’epoca classica romana. Sia detto subito che L’arte della guerra di Vegezio non è un testo scritto nel periodo repubblicano ma durante la fase epigonica dell’impero (IV secolo d.C.). L’influsso del periodo classico romano (inteso nel periodo a cavallo tra il periodo monarchico e quello repubblicano fino ad Augusto incluso in questo concetto ampio di classicità latina) si estende per tutte le pagine dell’opera di Vegezio, il quale, infatti, lungi dal considerare terminato il mandato imperiale come centro di gravitazione della civiltà, cerca di trovare i motivi per cui gli antichi eserciti romani avevano reso l’urbe il centro del mondo conosciuto (dai romani).