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Scuolafilosofica Posts

Plank La rivoluzione dell’infinitamente piccolo. Izquierdo A.T.P.

Plank La rivoluzione dell’infinitamente piccolo è un libro di divulgazione scientifica su una delle figure principali della fisica del secolo XX, Max Plank. Il libro è strutturato in modo da considerare la figura storica, oltre che scientifica, del grande fisico tedesco. In questo senso, la figura e la biografia di Plank è particolarmente feconda per tante ragioni. Da un punto di vista scientifico, egli formulò la celebre equazione (nota appunto come equazione di Plank), considerata uno dei risultati chiave per l’elaborazione della fisica quantistica.

Da un punto di vista storico, Plank fu uno dei più grandi scienziati prima della Germania guglielmina prima della prima guerra mondiale, fu a capo di importantissimi istituti scientifici e rimase in Germania anche durante il periodo nazista e anche successivamente.

Il vecchio e il mare – Ernest Heminway

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Il vecchio e il mare è un romanzo breve di Ernest Heminway apparso per la prima volta nel 1952 e vincitore del premio Pulitzer. La trama è piuttosto semplice: un vecchio pescatore ormai perseguitato dalla sfortuna (non pescava un pesce da ottanta giorni) è assistito da un giovane allievo, il quale imparò a pescare dall’anziano. Al principio, il giovane non solo sfama e aiuta il vecchio, ma gli procura delle buone esche. Il vecchio rifiuta l’aiuto del giovane, il quale deve continuare la sua strada da solo: dotato di una sua peculiare fortuna, il giovane viene sconsigliato dalla famiglia di seguire ancora il vecchio, ormai improduttivo per il benessere economico del giovane e del suo nucleo familiare.

Il vecchio così parte in solitario in una barca a remi ma dotata di una vela. Egli sa che la fortuna va e viene. Infatti dopo poco tempo abbocca un pesce le cui dimensioni sono importanti. Inizia così una sfida in cui preda e predatore saranno legate indissolubilmente e il cui termine non potrà lasciare identiche entrambe le parti.

I vari tipi di società – Nozioni tratte dal Codice Civile

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Azienda

L’articolo 2555 del Codice Civile definisce l’azienda come “il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”. Dunque per azienda molte volte si sottintende impresa che però ha delle sfumature leggermente diverse: l’azienda è dunque un complesso di beni organizzati da una figura imprenditoriale detta appunto “imprenditore”.

Imprenditore

L’articolo 2082 del Codice Civile definisce l’imprenditore come la figura che “esercita professionalmente un’attività economica finalizzata alla produzione o scambio di beni e servizi”, laddove per “professionalmente” si intende l’applicazione del contratto collettivo dei lavoratori. Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti familiari (impresa familiare).

Scacchi e matematica: riflessioni ad ampio raggio


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Il binomio scacchi e matematica ha molto fascino, specialmente in questi ultimi tempi recenti, per ragioni eterogenee. E’ possibile considerare la relazione tra gli scacchi e la matematica da punti di vista anche molto diversi: gli scacchi applicati alla matematica, la matematica applicata agli scacchi, prospettive e problemi di scacchi e matematica uniti insieme, comunanze astratte ma importanti tra i due regni. Da un punto di vista filosofico, è indubbiamente l’ultimo punto ad essere maggiormente interessante. Ma due parole meritano di essere spese anche per le altre possibili prospettive.

Prima di procedere, non sarà fuori luogo notare che tanto gli scacchi che la matematica sono, a mio modesto avviso, due nomi per due categorie troppo vaste per riuscire a discriminare a sufficienza tutto ciò che con “scacchi” e “matematica” intendiamo, sia a livello tecnico che a livello intuitivo. Se, infatti, intendiamo la matematica come la teoria dei numeri, cioè qualcosa di abbastanza specifico, allora forse non coglieremo molte somiglianze con i finali degli scacchi. Viceversa, se con “scacchi” intendiamo esclusivamente l’insieme delle partite giocate nella storia, piuttosto che le regole del gioco catalogate dalla FIDE, allora sarà ben difficile trovare delle comunanze con “la matematica”. E’ evidente, allora, che dobbiamo approcciarci con il giusto spirito al problema, rilassare i termini e i concetti fino ad ammettere molto di quanto tecnicamente andrebbe sostanzialmente escluso.

Scacchi e matematica: una discussione questo sabato, 18.10.2014

Si dice spesso che gli scacchi e la matematica hanno molti punti di contatto. Eppure sembra che esistano anche molte differenze. Cosa si può dire, da un punto di vista filosofico? Gli scacchi sono o non sono un gioco matematico? Gli scacchi hanno qualcosa in comune con la matematica?

 

Scacchi e Matematica

Sabato 18 Ottobre 2014 – ore 19:15 – 21:00

Presso Circolo Culturale “I Navigli”

Via De Amicis 17 – M2 S. Ambrogio

Relatore: Giangiuseppe Pili

Locandina: Discussioni di scacchi

Storia delle bombe atomiche

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Abstract

La storia delle bombe atomiche e dei test nucleari merita di essere considerata a parte rispetto alla guerra fredda, se non altro perché essa continua a proseguire nonostante la fine del conflitto USA-URSS. Inoltre, la storia delle bombe atomiche merita di essere considerata a parte perché è necessario confrontarsi direttamente rispetto al problema della coscienza atomica di bobbiana memoria: comprendere la natura, la storia e i problemi delle armi atomiche dovrebbe essere un impegno civile di ogni singolo responsabile all’interno della nostra incerta contemporaneità. La cui incertezza è determinata almeno in parte proprio dalle armi strategiche.

La fine dell’età degli Antonini e l’avvento della dinastia severiana: analisi della figura di Settimio Severo

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Impero Romano nel 210 D.C. Da Wikipedia

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Prima di poter parlare dell’avvento della dinastia dei Severi, dobbiamo analizzare la situazione precedente il 193 d.C., anno in cui prese il potere il primo esponente della dinastia dei Severi, vale a dire, Settimio Severo. Senz’altro, nel secolo precedente, si era avuta una fiorente crescita per lo meno in campo civile con gli imperatori Traiano, Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio: il secondo secolo è stato infatti l’arco di tempo in cui si è cominciata a mettere in discussione per la prima volta la questione dell’estensione della cittadinanza anche ai non romani, dovuta soprattutto dal fatto che l’espansionismo che fece dell’Impero romano un impero coloniale (anacronisticamente parlando) portò i limites romani verso la Britannia, dove Adriano costruì il vallo omonimo, e ancora verso la Dacia nell’odierna Romania, verso la zona danubiana e nella regione dei Parti in oriente attorno alla zona mesopotamica e nell’attuale zona turco-iranica. Non a caso, in queste regioni si ritrova la più alta frequenza di guerre e i più aspri conflitti anche nel terzo secolo. Il secondo aspetto da analizzare e da sottolineare che riguarda gli imperatori del secondo secolo fu la successione al potere da parte dei principi non per onori dinastici, ma la successione per scelta sulla base delle capacità dei possibili candidati, capacità quali la intelligenza militare e la buona gestione sociale.

Tragedia e Storia Arnold Toynbee: La storia universale nella maschera della classicità

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Tragedia e Storia Arnold Toynbee: La storia universale nella maschera della classicità è un libro di Federico Leonardi, edito per ARACNE nel 2014. Dalla quarta di copertina: “Federico Leonardi svolge attività di ricerca presso la Facoltà di Filosofia dell’Università S. Raffaele di Milano. Ha studiato a Milano e a Londra, svolto un dottorato su Spengler e Toynbee, scritto saggi sul pensiero politico antico e sulla filosofia della storia di A. Toynbee. I suoi interessi si muovono su tre filoni: il senso della civiltà greco-romana e l’eredità che essa ha lasciato all’Occidente, i modelli di ragione che le civiltà non occidentali hanno elaborato, il senso generale della civiltà e della storia universale”. Il libro si articola di un prologo (Prologo: senso della storia e immortalità), cinque capitoli (Capitolo 1: Arnold Toynbee Un profilo, Capitolo 2: Il classicismo europeo: rivoluzione o tramonto dell’Occidente?, Capitolo 3: Toynbee e la storia: dall’analogia alla tragedia, Capitolo 4: Tragedia e storia: la storia universale nella maschera della classicità, Capitolo 5: Dalla tragedia alla trascendenza. Fine del mondo antico e destino dell’Europa)   e un’appendice piuttosto ricca, in cui Leonardi propone due testi inediti di Arnold Toynbee (La tragedia della Grecia e Come la storia greco-romana illumina la storia universale). Il volume ha almeno due intenti principali, considerabili come due nuclei tematici: riportare alla luce almeno una parte di quella monumentale figura che fu Arnold Toynbee, non soltanto all’interno degli studi classici, ma anche rispetto al più ampio panorama degli studi geopolitici, tanto più di grande attualità se si considera il peso sempre maggiore della necessità di inquadrare il mondo all’interno di un panorama concettuale e politico multipolare. In secondo luogo, l’opera di Leonardi fornisce in controluce una riflessione sulla natura e il ruolo della guerra, in cui essa è metafora, analogia e atto tragico concreto. La lettura della guerra come tragedia in tre atti o, più che altro, la lettura delle grandi crisi come momenti tragici dell’opera d’arte della civiltà (così esplicitamente intesa da Arnold Toynbee) è ripresa dall’autore a partire dall’opera di Toynbee stesso, ma sembra andare anche oltre. Impossibile, infatti, non pensare che dietro all’interpretazione stessa dell’autore inglese non ci sia anche uno sguardo verso le inquietudini della nostra contemporaneità o, almeno, questa potrebbe essere una fruttuosa chiave di lettura.