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Tag: Stravinskij

Il “Massacro” di Primavera

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Nel 1913, come di consueto ormai, i Balletti Russi di Djaghilev si apprestano ad aprire una nuova stagione a Parigi, che li aspetta sempre con trepidazione. Il teatro che li ospiterà stavolta sarà il nuovissimo Théâtre des Champs – Elysees, fatto costruire appositamente per la compagnia da Gabriel Astruc, il quale aveva aiutato in passato Djaghilev a finanziare i suoi spettacoli parigini. Progettato come un vero tempio della danza contemporanea, il Théâtre des Champs – Elysees, appare monumentale, con bassorilievi ispirati ai ballerini Vaslav Nijinskij e Isadora Duncan. Un teatro all’avanguardia e per l’avanguardia, insomma, con un’acustica che Ravel stesso definì perfetta, un luogo speciale da cui irradiare la potenza innovatrice dei Balletti Russi.

Tutto, dunque, si prospetta per il meglio in questa nuova stagione densa di appuntamenti verso i quali il pubblico parigino ha grandissime aspettative. Ci saranno balletti “vecchi” e balletti nuovi ma, soprattutto, Nijinskij, ballerino eccezionale, debutterà anche nel ruolo di coreografo, in ciò fortemente sostenuto da Djaghilev, il direttore della compagnia.

La poetica della musica di Igor Stravinskij

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Stravinskij è stato spesso accusato di eclettismo dalla critica musicale per la sua inclinazione a riutilizzare e a fare propri in maniera originale i materiali sonori più disparati. Quello che non tutti i suoi detrattori tengono presente è che Stravinskij si considerava un artigiano della musica più che un artista; si riteneva simile all’artigiano medievale «il quale opera, ordina, fabbrica con i materiali a sua disposizione, tutto preso dal fascino del materiale sonoro che può maneggiare a suo piacere, non strumentalmente ma come fine a se stesso.»[1] La musica per Stravinskij nasce come ordine dal caos quando il compositore riesce a organizzare gli elementi sonori in un insieme dotato di significato, infatti, le sonorità elementari e i materiali grezzi non sono ancora musica nel senso proprio del termine, anche quando risultano piacevoli all’orecchio (pensiamo, per esempio, al canto di un uccello o al mormorio dell’acqua che scorre).