Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' il fondatore di Scuola Filosofica in cui è editore, redatore e autore. Dalla data di fondazione del portale nel 2009, per SF ha scritto oltre 800 post. Egli è autore di numerosi saggi e articoli in riviste internazionali su tematiche legate all'intelligence, sicurezza e guerra. In lingua italiana ha pubblicato numerosi libri. Scacchista per passione.
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Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is an expert in intelligence and international security, war and philosophy. He is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) amateurish movie maker.
…Malgrado la grande ricchezza delle nostre lingue, il pensatore si trova sovente in difficoltà quando si tratti di introdurre un’espressione che risponda appieno al suo concetto, in mancanza della quale non riesce a spiegarsi esattamente né con gli altri né con se stesso. Inventare nuove parole significa avanzare la pretesa di dettar legge in materia di linguaggio, cosa che raramente ha successo.
E’ con mio grande piacere annunciare la pubblicazione del mio articolo Epistemology and intelligence (https://doi.org/10.1080/23800992.2018.1532180) nella rivista internazionale The international Journal of Intelligence, Security, and Public Affairs. Invito tutti gli interessati a segnalarmi eventualmente il loro interesse e nel frattempo li rimando alla pagina del giornale.
Giangiuseppe Pili(2018)Epistemology and Intelligence – Some Philosophical Problems to be Solved,The International Journal of Intelligence, Security, and Public Affairs,20:3,252-270,DOI: 10.1080/23800992.2018.1532180
I want to consider puzzles that must be solved to formulate a theory of epistemology of intelligence. My aim is not to build a theory. I want to create the foundations of a good approach to an epistemological theory of intelligence. To reach this step, unsolved problems must be considered; I formulate them in an analytical manner, that is, I consider them as philosophical puzzles, similar to epistemology. This is the preliminary step toward a new way of thinking about old issues. We must face our primary difficulties in the best manner, that is, we need an epistemology of intelligence.
Ispirato dalla recente lettura de Work in the Age of Robots (Encountering Books, 2018) del saggista e futurologo Mark Mills, vorrei qui ragionare sul principale argomento del libro, ovvero l’avvento dell’automazione non determinerà la fine del lavoro per come lo conosciamo. Ora, a differenza di certi testi giuridici che fonderebbero taluni stati, vorrei iniziare questa brevissima riflessione dando una definizione di lavoro del termine centrale: ‘lavoro’. In questo contesto, il lavoro è il processo necessario per trasformare una risorsa in bene di consumo.
L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità di cui egli stesso è colpevole. Minorità è l’incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro. Colpevole è questa minorità, se la sua causa non dipende da un difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi di essa senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! Questo dunque è il motto dell’illuminismo.
Ho avuto il piacere di conoscere il dott. Giancarlo Chiariglione durante questi ultimi mesi. Egli mi ha onorato di prender parte attivamente al progetto della collana di cui è responsabile, Il pensiero e il suo schermo edita da Petite Plaisance di Pistoia, casa editrice ben nota specialmente in ambito filosofico. Da parte mia ho avuto subito il piacere di scoprire i suoi interessi di ricerca e così ho accettato di scrivere il libro Anche Kant amava Arancia Meccanica che ha la prefazione illustre del prof. Silvano Tagliagambe. Ho così voluto ospitare un’intervista a Giancarlo Chiariglione sul blog di Scuola Filosofica per promuovere appieno quella che è senza dubbio una collana di grandissimo rilievo scientifico capace di interessare anche il più vasto pubblico. Anche in questa circostanza, ringrazio il dott. Chiariglione per la sua disponibilità e gentilezza e per avermi dato l’opportunità di lavorare su uno dei testi che già oggi stimo maggiormente della mia carriera di saggista.
Ciao Giancarlo. Grazie di aver accettato questa intervista per Scuola Filosofica. Come definiresti la collana “Il pensiero e il suo schermo”? Quali sono i temi principali e quale è l’obiettivo della serie di libri?
Ispirato da una recente chiacchierata con una giovane ragazza che studia per diventare pubblicitario, mi cimento oggi in un articolo inusuale per questo sito, ovvero l’analisi di due pubblicità, interpretate come modelli particolari del loro genere.