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Tag: Cicerone

Marco Tullio Cicerone – Vita e opere

Marco Tullio Cicerone nacque nel 106 a.C. ad Arpino in un’agiata famiglia equestre. Compì ottimi studi di filosofia e retorica a Roma, dove frequentò Lucio Licinio Crasso, il grande oratore e impresario edile, e i due fratelli Scevola. Strinse una fraterna amicizia con Tito Pomponio Attico, amicizia attestata nelle numerose corrispondenze. Nel 81 a.C. ebbe inizio la sua grande carriera da oratore e divenne presto avvocato. Il 79 a.C. un momento importante per Cicerone: la partenza per due anni in Grecia e in Asia, durante la quale ebbe modo di approfondire notevolmente i suoi studi filosofici e gli studi di retorica da Molone di Rodi. Al suo ritorno si sposò con Terenzia e in questi anni inizia la carriera politica che lo porterà a rivestire le più alte cariche dello stato romano:

Caratteri letterari del periodo augusteo, 43 a.C. – 17 d.C.

Con “età augustea” gli storici intendono quel periodo che parte dalla morte di Cesare per terminare alla morte di Augusto, o ancora dalla morte di Cicerone alla morte di Ovidio, contemporanee a quelle dei due politici romani. A partire dal 43 a.C. emerge la figura di Gaio Giulio Cesare Ottaviano che si farà nominare Augustus, Augusto, un impegnativo cognomen che assume a partire dal 27 a.C. e non prima.

Sallustio – Vita e opere


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Gaio Sallustio Crispo nacque ad Amiternum, oggi vicino all’attuale L’Aquila, nell’ottobre del 86 a.C. da una famiglia facoltosa pur senza aver dato uomini di stato. Compì probabilmente gli studi letterari a Roma dove emersero ben presto i suoi interessi politici. Sembra pure, ma non con certezza, che nel 55/54 a.C. abbia ricoperto la carica di questore. Sicuramente fu tribuno della plebe nel 52 a.C. e si schierò apertamente dalla parte dei populares conducendo un’accanita campagna contro l’uccisore di Clodo, Milone di cui Cicerone era il difensore, scrivendo anche l’orazione Pro Milone. Nel 50 a.C. proprio per le sue idee troppo favorevoli ai popolari, fu espulso dal senato per poi esserne riamesso da Cesare, favorito dalla sua difesa della causa cesariana. Nel 46 a.C. divenne pretore. E lo stesso anno fu nominato da Cesare governatore della provincia d’Africa nova. Tuttavia Sallustio non sapeva ben amministrare la cosa pubblica e, dopo essere di nuovo ostracizzato dal senato, Cesare lo costrinse a mettersi da parte. Fu da questo momento che Sallustio si dedicò alla storiografia, fino a quando la morte lo colse nel 35/34 a.C., quando si trovava nella sua lussuosa residenza tra il Quirinale e il Pincio, la cui zona fu chiamata in suo onore Horti Sallustiani.

Lucrezio

Le notizie biografiche più ampie e più importanti che ci sono arrivate su Lucrezio compaiono nella traduzione fatta da San Girolamo del Chronicon di Eusebio. Non è facile affermare con certezza la data di nascita e quella di morte, ma per stile, forma e ambientazione stimiamo che nacque attorno al 90 a.C. e morì verso la metà degli anni 50 a.C.. Gli anni 98 a.C. e 55 a.C. sono generalmente ritenute le date più verosimili dopo un accurato studio delle fonti. Ancora, nulla di concreto si può affermare sulle origini geografiche di Lucrezio, anche se sembrerebbe provenire dalla zona compresa fra Napoli, dove c’era una fiorente scuola epicurea, e Pompei dove era venerata la Venus fisica, cara a Lucrezio, alla quale dedicò il proemio della sua opera il De rerum natura.

Politica e cultura dall’età dei gracchi al periodo cesariano (133-44 a.C.) e la figura centrale di Catullo all’interno della poesia e cultura romana

CENNI STORICI

Il periodo storico che inizia con l’età dei Gracchi fino alla dittatura di Silla fu molto importante perché segnò l’inizio della crisi che portò al tracollo definitivo della repubblica aristocratica. Nel 133 a.C. il tribuno della plebe Tiberio Gracco presentò una nuova legge agraria. Da qui nacquero i primi problemi, come sempre accadeva in Roma sin dai primordi della repubblica, quando venivano proposte leggi agrarie che prevedevano una ridistribuzione delle terre: Gracco proponeva, mediante una nuova distribuzione di terra, di ricostruire il ceto dei piccoli proprietari agricoli, scomparsi negli anni precedenti per dar vita al fenomeno del latifondo. L’aristocrazia terriera non permise l’attuazione di questo corretto principio di redistribuzione delle risorse e Tiberio Gracco venne fatto uccidere. Dieci anni dopo nel 123 a.C., il fratello Gaio Gracco, anch’egli tribuno della plebe, ripropose il programma del fratello di più ampio respiro. Dopo il fallimento anche di questo progetto, si può parlare del “fallimento dei Gracchi”: il nodo della questione agraria era destinano a rimanere al centro della vicenda politica e sociale della tarda repubblica. Il programma dei fratelli Gracchi si era scontrato contro l’aristocrazia formata dai grandi capi militari, alla testa di milizie di proletari, per i quali l’assegnazione di terre rappresentava la ricompensa di lunghe campagne militari. Il fatto che ogni generale avesse un proprio esercito personale, portò ai conflitti che sfociarono alla guerra intrasociale dove da una parte dello schieramento c’erano i sillani, dall’altro invece i mariani. Silla, alla fine, ebbe la meglio e la sua vittoria portò all’instaurazione di una dittatura di cui era il dictator, che però non eliminò le cause profonde della crisi politica e sociale che scuoteva le basi della repubblica, come avviene spesso durante un dominio dispotico. 

Da Livio Andronico a Plauto, passando per Nevio e Cecilio Stazio: gli albori della letteratura latina

LIVIO ANDRONICO

 FONTI

Quello che noi conosciamo di Livio Andronico è basato sulle informazioni che ci ha tramandato Cicerone nel Brutus e Tito Livio. La biografia di Livio Andronico rimane comunque oscura per buona parte, oscurità dovuta ala fatto che Accio in disputa con Cicerone, scriveva che Andronico era giunto a Roma nel 209 a.C. e non ben prima come si tramanda in altre fonti. Ciò infatti sposterebbe il culmine dell’attività letteraria di Livio, ma pare strano che potesse essere contemporaneo di Ennio e Plauto: proprio per questo ci affidiamo alle fonti di Cicerone e Tito Livio che appaiono più attendibili.