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Tag: Presocratici

Talete

 

Vita

Di Talete non si sa né data di nascita né di morte. Si calcola, visse tra il VII-VI secolo a.C., più precisamente tra il 640 e il 540 a.C.. Le date sono incerte e puramente indicative, di fatti non c’è giunto nulla della sua vita che non sua ammantato di una certa aria di leggenda. Visse a Mileto e si spostò in diverse parti del Mediterraneo; Egitto, Grecia. Si dice che fosse di interessi molto vari e Diogene dice che fu un grande capo politico, i dossografi riportano la previsione dell’eclisse di sole del 585 a.C., in Egitto calcolò l’altezza delle piramidi con un metodo ingegnoso: aspettò che l’ombra delle cose fosse uguale all’altezza stessa dell’oggetto, questo ci è riferito da Plutarco. Si dice che abbia introdotto egli stesso la geometria in Grecia e fu anche un matematico e alcuni gli attribuiscono le dimostrazioni di alcuni teoremi ma è piuttosto improbabile che ciò sia realmente avvenuto.

Senofane

Vita

Come per gli altri presocratici, della vita di Senofane sappiamo ben poco. La sua esistenza è databile tra il VI e il V secolo a. C.. Nato a Colofone, qui visse fino a che non fu costretto a emigrare a causa dell’invasione della città da parte dei persiani. La città era vicina a Mileto, altra patria natale di grandi filosofi. Giunse sino ad Elea, in magna Grecia, città che darà illustri pensatori. Prima di stabilirsi stabilmente viaggiò molto per tutta l’Ellade. Fu eminente poeta e gli si attribuiscono i poemi in versi La fondazione di Colofone e la colonizzazione di Elea ovvero i canti delle due città nelle quali il pensatore-poeta trascorse gran parte del suo tempo. Ma è per la trattazione critica della religione che è maggiormente ricordato, in un suo trattato “Sulla natura”.

Parmenide

Vita

Di una cosa si può star certi, della sua esistenza, che sembra poco ma è già tanto: nacque ad Elea, colonia focese sulle coste dell’attuale Campania, attorno al 510 a.C.. Lì visse, studiò, divulgò il suo pensiero.

Fu forse discepolo di Amina, pensatore pitagorico, altri dicono che invece il suo maestro fu Senofane, ma entrambe le possibilità non si possono escludere, nella misura in cui il suo pensiero si discosta abbastanza tanto dalla visione pitagorica che di Senofane. Possiamo solo congetturare. E sempre di una congettura si tratta quando si dice che il suo pensiero abbia subito l’influenza della filosofia di Eraclito. In questo senso è dibattuto il fatto che visse prima l’uno o l’altro: c’è chi sostiene addirittura il contrario, cioè che fu Eraclito ad essere influenzato da Parmenide e ciò mostra a quale livello di incertezza stiano le nostre ipotesi.

Sappiamo con certezza che scrisse un trattato di filosofia in versi, esametri, “Sulla natura” del quale abbiamo i primi trenta versi ed in totale i frammenti rimasti sono centocinquantaquattro. L’opera è divisa in due parti fondamentali più un prologo, pervenutoci interamente. Nella prima parte si parla della verità e della realtà agli occhi del vero: la via dell’essere e della verità. Nella seconda parte si parla delle opinioni dei più: la via dell’opinione e del falso.

Melisso – Vita e opere

Vita

Nasce a Samo e lì vive, si ipotizza tra il 444 e il 439 a.C.. Pare che, a differenza dei filosofi che abbiamo sino ad ora trattato, tutti abbastanza avversi alla vita pubblica, fu un uomo politico di una certa rilevanza. Fu sicuramente discepolo di Parmenide e di questi riprese diversi concetti, senz’altro l’impostazione generale e i problemi. Invece di sostenere per via indiretta o attraverso l’utilizzo di nuovi metodi argomentativi, come aveva fatto l’altro grande sostenitore di Parmenide, Zenone, Melisso si propone di parlare diffusamente e in maniera più chiara della dottrina del suo maestro. Ma, come spessissimo accade in questi casi, se non sempre, il filosofo di Samo finì per coniare una filosofia affine ma diversa da quella del suo maestro.