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Tag: Scacchi

Intervista a Claudio Selleri, editore con la casa LE DUE TORRI di Bologna

Cari lettori e lettrici di Scuola Filosofica, oggi vi proponiamo una nuova intervista condotta dal Team Cultural Promoting a Claudio Selleri, editore con la casa LE DUE TORRI di Bologna. LE DUE TORRI è nata negli anni ’90 nel campo dell’editoria specializzata nell’ambito dei giochi diventando in breve tempo l’editore di scacchi più tradotto all’estero. Nel corso della sua attività ha inoltre inaugurato la collana ‘Spiritualità’, in ambito di ricerca del sé, psicologia ed esoterismo, e la collana ‘Filosofia’, nata con il contributo di Scuola Filosofica. Vi auguriamo una buona lettura!

Benvenuto su Scuola Filosofica a Claudio Selleri che ringraziamo per la sua gentile disponibilità a questa intervista.

Intervista a Volfango Rizzi sulla conferenza di scacchi a Voghera il 7 ottobre

Il giorno 7 ottobre alle ore 16.00 si terrà a Voghera una conferenza nazionale sugli scacchi dal titolo estremamente interessante e affascinante: “Scacchi, mente e letteratura”. La conferenza ha un programma piuttosto ricco sia di contenuti che di interventi. Per fornire un quadro esaustivo abbiamo intervistato Volfango Rizzi, organizzatore dell’evento (qui la locandina: Scacchi, Mente e Letteratura):

 

(a) Caro Volfango Rizzi, presidente dell’ASE960 (Associazione Scacchi960 e Scacchi Eterodossi), quale è stata la motivazione che ha guidato alla scelta del tema “scacchi, mente e letteratura”?

Mi dedico molto agli scacchi giovanili e studenteschi e trovo personalmente interessante il tema dei possibili benefici sulla mente da parte di questa disciplina. So che vi sono state delle recenti ricerche, anche nel nostro paese, sull’argomento dei benefici dell’insegnamento degli scacchi ai fanciulli. Ritengo quindi che sia interessante sviluppare questa tematica sotto molteplici aspetti: medico, psicologico e pedagogico. Ritengo però stimolante allargare l’orizzonte e trattare anche i rapporti tra il mondo degli scacchi e letteratura, matematica, storia e filosofia.

Il giocatore invisibile – Giuseppe Pontiggia

“Credimi, è infantile” continuò la ragazza. “Convincere sempre gli altri, tutti, che tu vali, che hai ragione. Prova a immaginare per una volta l’ipotesi contraria, che tu sia dalla parte del torto. Che cosa succede? Crolla qualcosa? Io non capisco poi, alla tua età, come fai a essere così schiavo degli altri.”

Giuseppe Pontiggia

Il giocatore invisibile è un romanzo di Giuseppe Pontiggia, edito nel 1978 e grande bestseller di allora, uno dei pochi che può dire di aver superato la prova del tempo a medio-termine e che vincerà anche la prova superiore. La storia è assai semplice e abbastanza piana, senza arditi risvolti: un importante professore di filologia classica legge inaspettatamente una lettera anonima su una rivista di settore La voce degli antichi nella quale viene attaccato personalmente sia sul piano tecnico che sul personale. La lettera, breve e concisa, riesce nell’intento di sconvolgere la vita del professore. Costui ne viene in breve conquistato, giacché le parole sono il suo regno e con le parole sole si poteva far breccia nelle sue più intime convinzioni e divellere i suoi più intimi sentimenti. E’ il crollo, lucido e violento. Chi può essere stato? Perché? Bisogna rispondergli? Inizia, così, una discesa nell’angoscia, che avvinghierà il professore sino a stritolarlo e imporgli nella mente la necessità di scoprire a qualunque costo il nome dell’autore. Dopo vari tentennamenti, decide di rispondere alla lettera anonima, ma non si sa se questa scelta abbia comportato più danni che guadagni. Intanto la sua vita si complica. All’università perde sempre più spesso la calma. I colleghi incalzano, non gli par vero. Nella vita privata la moglie tentenna: lo tradirà? Ma lui è lontano, non trasmette amore, e non comprende più neppure quanto la sua relazione con una studentessa sia un tradimento deplorevole in sé e lo costringa a seguire il discutibile talento poetico della ragazza. I personaggi che lo circondano non sono da meno. E tutti potrebbero essere il suo peggior nemico.