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Tag: URSS

1989: i fatti rilevanti

Tutti ci ricordiamo del muro di Berlino, della definitiva caduta di un simbolo d’illibertà, oppressione e intolleranza. Senza dubbio un grande evento, forse ingigantito in Occidente dal rumore degli scricchiolii dell’ormai fatiscente Unione Sovietica, nemico storico da sempre dei regimi liberali. L’URSS era destinata a seguire al crollo del suo muro di lì a qualche anno.

A distanza di vent’anni da quel 1989, molti si saranno dimenticati di altri avvenimenti molto importanti. Una certa signora birmana, insignita del premio Nobel per la pace, fu costretta agli arresti domiciliari. Un tizio di nome Tenzin Gyatso si oppose all’invasione cinese della sua terra natale, il Tibet, e fu costretto all’esilio in India. In una piazza di Pechino migliaia di ragazzi manifestavano contro il governo cinese per l’assenza di dialogo democratico, per l’immobilismo istituzionale e per il controllo culturale di regime. Una sonda spaziale, Voyager, inseguiva il grande pianeta blu, Nettuno. La signora era Aung San Suu Kyi, Tenzin Gyatso era il Dalai Lama e la piazza era quella di Tienanmen.

Storia della guerra del Vietnam – Stanley Karnow

Storia della guerra del Vietnam è un libro imprescindibile per tutti coloro che s’interrogano sui fatti e sulle cause di una delle più incredibili vicende del secolo scorso, che gode di una centralità particolare per aver creato una nuova coscienza all’interno dell’esponente politico e culturale occidentale più importante, gli Stati Uniti e, in generale, dell’Occidente intero. Dopo il Vietnam le guerre non sono cessate, né nessun conflitto, per quanto brutale e sanguinoso, sarà mai un sufficiente deterrente per evitarne un altro: dopo la seconda guerra mondiale dovrebbe essere un’assurdità solo il concepirne la parola. Ma dopo il Vietnam non è più possibile pensare alla guerra come qualcosa di divertente, un’attività capace di interessare qualunque genere di ingegno, di riscattare gli inetti e di riabilitare gli incapaci.

Scaccopoli – Mario Leoncini

Gli scacchi sono un gioco di società, un piacere per la mente, un’occasione pacifica per distrarsi dalla realtà della vita. Ma gli uomini riescono a mettere in mezzo anche i divertimenti innocenti al centro delle loro controversie. Scacchi e politica. Due categorie diverse. Gli scacchi, una frivolezza della vita. La politica, il fondamento dell’esistenza umana. Nessun punto di contatto. Eppure, forse non c’è mai stato un gioco a cui la politica è stata così legata e così interessata.