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La nostra storia

Struttura dell’articolo

1 Introduzione

2 I prodromi e la nascita di SF1.0 (2007-2009)

3 Ascesa e caduta di SF1.0 (2010-2011)

4 Il decollo e l’assestamento (2012-2013)

5 La grande razionalizzazione: tra studi, modifiche e revisioni, l’ascesa di SF (2014-2015)

6 Uno sguardo al futuro

7 Disamina delle fonti


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Introduzione

20160708_095329“I have a dream” o per meglio dire “I have two, three or four dreams”: uno sarebbe quello di pubblicare qualcosa, ma è un “trip” più che un “dream”, almeno per il momento. Però un altro sogno potrebbe essere molto meno “sogno” di quanto non sia: fare un bel sito di filosofia.

Giangiuseppe Pili, da Lettera a Stefano Sabatini – 25.01.2008 –

Scrivere la storia di un sito internet è qualcosa di estremamente difficile, se non addirittura impossibile. Un sito internet non è solamente un fatto disincarnato, che vive di vita propria, in una sorta di mondo platonico delle idee. Un sito internet è il risultato dell’utilizzo di software che agiscono sul web e che hanno una natura materiale, come tutte le altre cose. Inoltre, un sito internet ha moltissime proprietà distinte che non attengono esclusivamente al web. Esso è come una mano: può essere usata per toccare, per provare piacere, per scrivere etc.. Non c’è scritto nel manuale di istruzioni cosa un sito è perché un sito internet è una cosa con infinite possibilità di interpretazione, lettura ed utilizzo. Inoltre, proprio per questo, come insegnano tutti i manuali di cyber security, ogni piattaforma sul web prevede e richiede una equivalente trasposizione nel mondo: un insieme di persone organizzate per produrre uno scopo comune.

Tuttavia, la storia di un sito internet è qualcosa di molto particolare. Essa è composta di fatti classicamente intesi, ma anche di informazioni e avvenimenti che possono essere considerati indipendenti da essa, ancorché ineliminabili. La creazione di una cartella, la revisione della barra della homepage possono assumere una valenza fondamentale ai fini dell’evoluzione successiva del sito. Per questo, dunque, la storia di un sito internet è qualcosa di fondamentalmente ibrido.

La storia genericamente intesa è una narrazione sui fatti avvenuti nel mondo, significativi da un punto di vista causale per il genere umano o per una sua porzione. Essa richiede anche una storia delle idee, dei costumi e dei modi di vivere della gente, quando si richieda una certa discesa nel dettaglio di chi ha fatto la storia. Per la storia di un sito internet è richiesto qualcosa di ulteriore, ovvero la storia dell’epifenomeno, cioè dell’interfaccia del sito in quanto tale. Questo, dunque, avvicina la storia di un sito alla storia di un animale (razza), nella quale si intreccia la storia dell’hardware (sostrato biologico e DNA), la storia del software (l’epifenomeno, ovvero la forma superficiale dell’animale), la storia dell’interfaccia con la concorrenza intraspecie e interspecie (ovvero, la battaglia per la sopravvivenza all’interno dello stesso gruppo e tra gruppi concorrenti), la storia della selezione naturale.

Un sito internet è molto vicino ad un animale anche da un altro punto di vista. Esso vive nella continuità e non nella discretezza. Quasi tutti i siti maggiori vengono modificati ogni giorno, subiscono variazioni sia nella quantità di informazione caricata sia nella struttura di fondo. Infatti, un sito internet può rimanere lo stesso (il dominio non cambia, il www…) pur mutando in modo quasi impercettibile ogni istante. Un sito internet è come la nave di Teseo che cambia continuamente, pur rimanendo sempre la stessa.

Inoltre, un sito 2.0 ammette anche una variazione indipendente dai gestori, laddove gli utenti non solo forniscono dati e feedback agli analisti e implementatori dei siti, ma intervengono in molti modi, influenzando la storia di un sito. Questo avviene principalmente attraverso il pulviscolo copioso di contatti diretti (mail, letture, messaggi), di contatti indiretti (social network, commenti diretti nel sito, analisi dei dati) e di immissione di informazioni relative al modo attraverso cui utilizzano il sito. Ad esempio, Riccardo Scasseddu, il webmaster di SF ritenne opportuno modificare la lettura del sito attraverso l’utilizzo di tecniche responsive per favorire la lettura del sito dai sistemi mobili (smartphone, tablet etc.) poiché il traffico di SF2.0 raggiungeva quote sensibili di lettori da simili apparati di lettura: da qui divenne SF2.1, dove il .1 dipendeva proprio da questo upgrade, di cui Scasseddu fu subito entusiasta [Fonte].

La storia che ci accingiamo a redare è dunque un magma complesso di fonti, eventi e storie intrecciate di natura estremamente eterogenea. Quanto ci proponiamo di fare qui è di pubblicare la nostra storia, esposta con la chiarezza e l’apertura che ci ha sempre contraddistinto, ma avvertendo il lettore che alcune fonti rimarranno non citate, cioè non saranno rese pubbliche perché fanno parte dell’informazione strategica del sito, per cui noi non possiamo divulgarla. Non si tratta, naturalmente, di segreti di stato e porzioni di essa potranno essere un giorno di vulgati. Ma intanto la competitività del mondo di internet, la sicurezza delle persone che lavorano al progetto e la natura stessa dei contatti sul web rendono tale informazione sensibile all’esistenza stessa di SF2.1 e alla sua futura prosperità. Tuttavia, la narrazione che seguirà cercherà di rispettare tutti i parametri ai quali siamo soliti adeguarci e riteniamo che tale obiettivo sarà rispettato.

La struttura di questa storia prevedrà l’analisi dei vari eventi centrali ancor prima della nascita del sito, avvenuta il 27.09.2009 (www.scuolafilosofica.tk). Per comprendere la nascita del sito, bisogna retrodatare l’inizio della narrazione perché sin da subito si imposteranno dei pattern fondamentali per tutta l’evoluzione successiva del sito, sia rispetto all’organizzazione comando-controllo, sia rispetto all’interfaccia e ai contenuti poi immessi. Successivamente, considereremo i principali momenti di cesura, in particolare il 2011 e il 2015, anni in cui SF varia in modo sensibile.

Come si è già mostrato, la storia di un sito è un continuum e ogni cesura può risultare forzosa. Tuttavia, come anche nella storia generale del genere umano, esistono momenti di cambiamento irreversibile che devono essere considerati nella loro unicità ed importanza nell’economia complessiva degli accadimenti naturali. Questo vale anche per SF. Per quanto possibile, espliciteremo l’evoluzione della struttura dell’organizzazione C4I (comando, controllo, comunicazione, computer e intelligence). Al principio si trattava, infatti, di una C3+1/2 (comando, controllo, e computer e – poca – comunicazione), col passare del tempo si è ampliata fino a coprire tutto il C4I. Infine, forniremo una disamina delle fonti.

Infine, specifichiamo che, nei limiti del possibile, la narrazione sarà in terza persona perché SF è stato un progetto innovativo e creativo sotto molti aspetti. Sebbene il fondatore, Giangiuseppe Pili, ovvero il sottoscritto, è stato il principale ideatore e stratega, nonché il centro economico del sito, va detto che la storia di SF non sarebbe stata quella che è, senza l’aiuto fondamentale e imprescindibile di tutti quelli che hanno partecipato attivamente al progetto. In particolare e non in ordine di importanza, Riccardo Scasseddu, Wolfgang F. Pili, Francesco Margoni e Giovanni Paoletti sono stati preziosi sin dagli inizi. La loro impronta si ritrova dovunque nel sito. Oltre a loro, Paolo Scattone e Matteo Bucalossi hanno dato un aiuto insostituibile sin da quando hanno iniziato la loro collaborazione. Tutte queste persone ben conoscono SF e potrebbero scrivere una loro storia di SF, con la loro sensibilità e punto di vista. Tuttavia, proprio per le ragioni di cui sopra, credo di essere l’unico ad avere accesso alla quasi totalità delle informazioni rilevanti per poter scrivere un simile lavoro. Ma tutti sono stati chiamati a fornire le loro opinioni su questo testo che, come SF, porta la loro immagine come la mia. E per questo tenderò scrivere in terza persona. Questo non è un caso ma il risultato di una ragione profonda e il lettore potrà scoprirne il motivo leggendo queste pagine.


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I prodromi e la nascita di SF1.0 (2007-2009)

La prima mail in cui compare l’idea di fare un sito risale al 17.04.2008. Giangiuseppe Pili scrive a Stefano Sabatini, futuro collaboratore occasionale di SF.[1] In questa mail si enuncia la volontà di Pili di fondare un sito, in particolare “un bel sito di filosofia” e di “filosofia analitica”. Sabatini risponde che sebbene l’idea sia buona ed encomiabile, essa ha molte difficoltà pratiche di realizzazione, ad iniziare dalla vastità delle esigenze e tempo che un simile impiego avrebbe richiesto.

In una mail successiva, datata 01.08.2008, Pili scriveva al fratello Wolfgang F. Pili, per dirgli che si stava concentrando nella stesura della scheda del filosofo Thomas Hobbes, poi accorpata alla tesi di laurea triennale Modelli dell’individuo liberale. Pili esplicitamente dice al fratello che la stesura della scheda si sommava ad altre già redatte in vista di un sito. Le due mail del 2008 testimoniano l’idea che Pili aveva l’intenzione chiara di fondare un sito internet almeno dal 2008. In realtà, esistono delle mail ancora più antiche, datate nel 2005 e 2007 in cui Pili cerca contatti di collaborazione con altri gestori di siti internet, manifestando sia l’interesse a collaborare, sia l’idea che la forma del sito internet (e non, per esempio, della rivista classica) fosse il modo ideale per iniziare un percorso di libera circolazione di materiali utili per la conoscenza collettiva. Di questo si può trovare ancora traccia sul web (per esempio in http://www.filosofico.net/piliberkeley.htm). L’idea di fondare un sito internet aperto e accessibile è già nell’aria tra il 2005, il 2007 e il 2008 vede comparire le prime tracce.

Sulla linea delle idee e delle esperienze, più o meno fallimentari o insoddisfacenti tra il 2005 e il 2007, Pili decide di frequentare un circolo di politica universitaria, esperienza che dura poco più di un anno (04.2008-07.2009). In particolare, in questo periodo egli assume la carica di rappresentate degli studenti durante i consigli di facoltà all’Università degli Studi di Siena, dove partecipa sostanzialmente come auditore.

Dalla Facoltà verso il centro

In data 17.04.2008 Pili si associa allo sforzo bandito da un gruppo di studenti di voler fondare un sito internet di filosofia. Restio per istinto alla partecipazione attiva alla politica e per alcune vicissitudini familiari che lo segnarono nell’infanzia e nell’adolescenza, già timido e schivo per natura, egli era diffidente verso la vita associativa di stampo ideologico (mentre era già socio della Federazione Scacchistica Italiana dal 2002), compresa quella studentesca. Pur mantenendo un certo scetticismo, mantiene una certa apertura mentale per cui decide di aderire per ragioni di giusta informazione e coinvolgimento nelle attività pubbliche universitarie, ma ne rimane comunque ai margini. Infine, egli decide di scrivere articoli e condividere alcuni suoi risultati con gli altri membri del gruppo.

Tuttavia, appare subito chiaro che il coordinamento e la gestione di un sito internet, anche quando ancora agli inizi, richiede una volontà e una organizzazione precisa che in pochi sono disposti ad accettare. In particolare, non sembrano così chiari i benefici di un’iniziativa che vede gli ultimi arrivati sempre scoraggiati per via della presunta concorrenza. Infatti, internet, con la sua falsa immagine di ‘eterno presente’, sembra supportare l’idea di un ‘pieno assoluto’, al quale non ha senso cercare di apportare modifiche. Anche perché lo sforzo per capire la statica e la dinamica della rete è improbo, ancorché è facile accontentarsi di un utilizzo superficiale anche quando limitato e pericoloso. Infine, un sito internet di sola filosofia era sin troppo scevro da chiare implicazioni ideologiche per potersi sposare con altre attività dell’associazione.

Sicché in una lettera ad una amic20160709_122843a, in data 29.03.2009, Pili spiega le cause del fallimento di questo progetto ma puntualizza anche che il fallimento sarà cagione di ulteriore sviluppo perché aveva già considerato il caso peggiore e la possibilità di farne uno suo. Come testimonia in altre mail del 2009 precedenti all’agosto di quell’anno, Pili è convinto di perseguire l’intento di fondare un sito di filosofia. Inoltre, esiste ancora un quaderno-rubrica in cui Pili scrive diversi riassunti e le schede dei filosofi della storia occidentale ed era già pentito all’epoca di non averli subito scritti al computer. Il 29.01.2009 scrive una mail ad un amico chiedendogli di partecipare al futuro progetto. Si trattava dell’idea operativa, cioè concreta e non più solo astratta, della nascita del sito che si deve far risalire tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009. Ma è solo nel periodo estivo di quell’anno (08/09.2009) che Pili contatta un suo vecchio compagno di liceo e amico cagliaritano, Giovanni Paoletti.

Giovanni Paoletti è una persona piacevole, dotata di un senso dell’umorismo proprio del popolo della città sarda e di animo generoso per istinto. Nonostante stesse proseguendo negli studi in medicina, egli era attivo in ambito informatico. Pili e Paoletti, già vicini nell’elenco dell’appello delle scuole superiori, si accordarono per fondare il sito.

Paoletti, con la sua consueta pacatezza, spiega a Pili che avrebbe fatto il sito ma che rimaneva molto scettico sulla quantità di utenti che avrebbero mai potuto visitarlo. Pili gli risponde che, invece, un sito simile non esisteva ancora in Italia e bisogna sbrigarsi prima che qualcuno ci pensasse. Pili aveva ben in mente i pochi precedenti allora disponibili, tra cui www.filosofico.net che, tra gli anni 2002 e 2009 (data di nascita di SF), era il punto di riferimento fondamentale e ispirazione per molti. Paoletti rimane scettico, ma spiega che questo era un problema insignificante. Il suo parere non influiva, rispetto al resto, così dice. E come sempre mantiene la sua parola.

Cattura2Pili avrebbe messo i contenuti, comprato il dominio e Paoletti il know how informatico. Nella mail datata 26.09.2009 Pili e Paoletti si scambiano informazioni tecniche. Per soddisfare la curiosità del lettore, possiamo dire che il nome del dominio fu scelto dal webmaster tra varie alternative che Pili gli propose (filosofiaattuale; pensaoggi; filosofica-mente; puntofilosofi). Sembra fuor di dubbio che Paoletti abbia scelto il migliore. Quindi c’è almeno un senso per cui il nome del dominio fu qualcosa di relativamente accidentale, ma non del tutto. Inoltre, fu proprio per ragioni accidentali che il motto del sito fu “All we need is philosophy…”, ovvero fu scelto tra alcune alternative da Paoletti, la cui principale era “scrivere la filosofia oggi”. Anche in questo caso, la scelta dell’allora webmaster è indubbiamente la preferibile. Infine, l’immagine che Pili riutilizzerà in internet sarà scattata proprio a fianco e per volere di Giovanni Paoletti in una calda sera d’estate del 2007 (si suppone)!

Il cielo era limpido in quel giorno di settembre, e anche se internet non ha nubi o calure, la bellezza della giornata non poteva che essere di buon auspicio. Alle ore 10:31 di un mattino in cui tutto il mondo proseguiva il suo cammino nella galoppante crisi economica, nasce Scuola Filosofica. Era il 29.09.2009, un giorno che Giangiuseppe Pili ricorderà per sempre. E’ felice oltremodo e ringrazia il suo webmaster per la “mission accomplished”. Ma è solo l’inizio di una avventura che nessuno avrebbe potuto immaginare.

Cattura23

Sia detto che non si trattava ancora di www.scuolafilosofica.com, ma di www.scuolafilosofica.tk (oggi scomparso). Era un sito implementato direttamente con il linguaggio di markup HTML L’interfaccia era ancora da rifinire e la grafica complessiva troppo limitata. Inoltre, ogni click di pagina ne apriva un’altra e creava problemi. Era chiaro sin da subito che non si poteva iniziare con un sito perfetto, ma bisognava ricorrere ad aggiustamenti puntuali di volta in volta perché intanto l’importante era ‘esistere’. Non si poteva pensare di prevedere tutto in anticipo e data la natura di internet un’impostazione di tentativi e revisioni era l’unica soluzione. Di questo si mantiene traccia proprio negli scambi di mail quasi quotidiani tra Pili e Paoletti.

Pili aveva avuto modo di chiarirsi le idee su cosa volere dal sito durante gli anni (2005-2007) e sapeva ormai cosa non volere: replicare le piattaforme già esistenti ma inventare qualcosa di parzialmente innovativo, tenendo presente gli importanti precedenti del settore. In particolare, egli non vuole vincolarlo a se stesso, anche se era palese già da subito che gran parte degli oneri di pubblicazione e organizzativi sarebbero spettati a lui. Era il problema di tutte le associazioni, politiche o meno, del XXI secolo. Ma l’idea era far diventare un problema cronico del mondo italiano una virtù: anche la debolezza può diventare forza e la forza debolezza, direbbe Sun Tzu. Non si chiedeva a nessuno una partecipazione duratura, ma solamente di fare la propria parte, in funzione di quanto si decideva di fare e accettando i principi e le regole del sito. Quindi, il sito doveva essere chiaro, elastico, aperto ad interventi di varia natura e non vincolato a manodopera specializzata indispensabile. Cioè bisognava cercare di poter far sì che la logica del sito fosse cumulativa senza richiedere un impegno a tempo pieno per nessuno.

Pili si rende conto, infatti, che sebbene si sarebbe occupato del grosso del lavoro, anche senza fare niente, il sito sarebbe sopravvissuto a se stesso nel tempo. Questa è la prima preoccupazione. La seconda è rendere possibile un intervento quanto più ampio e diffuso. Anche l’ultimo baluardo italiano o del mondo poteva mettersi in contatto con SF per collaborare. Per questo era indispensabile lavorare molto al computer e sfruttare la tecnologia internet nel modo più integrato e virtuoso possibile. Infine, il sito poteva mantenere materiali di ogni tipo, ma tutti in linea con i tre ideali di cultura, ragione e democrazia. In particolare, proprio per questo, potevano essere pubblicati materiali di critica sociale ma non privi di argomentazioni e privi di violente polemiche ad hoc. A tutt’oggi il sito non ospita in nessuna circostanza materiali ben facilmente trovabili sulla rete e tale dichiarazione di intenti è motivata dalla fondamentale pagina sulla trasparenza (su questa pagina torneremo).

Il principio di comando-controllo è stato sin da subito implementato nell’organizzazione dei membri di SF1.0, allora limitati a Pili e Paoletti. In genere, Pili chiedeva a Paoletti di migliorare qualcosa o di effettuare qualche modifica. Paoletti modificava e Pili controllava il buon funzionamento. La comunicazione si svolgeva principalmente via mail. Paoletti svolgeva il lavoro bruto di implementazione, mentre Pili si occupava di aspetti superficiali e dei contenuti. Il sistema C3+1/2 era dunque impostato.

20160709_122745La notizia dell’esistenza del sito non viene diramata immediatamente. Infatti, la prima divulgazione ai contatti avviene il 06.10.2009, cioè esattamente una settimana dopo la nascita del sito. La ragione di questo fatto sta nello scetticismo dei mezzi di Pili, il quale ha una naturale avversione per i risultati immediati, nel bene e nel male. Infatti, prima di fondare il sito, come abbiamo visto, egli procede ad accumulare una massa critica di materiali per poter offrire una buona vetrina. Inoltre, esiste un documento databile al 09.2009, scritto a Carloforte (Isola di San Pietro, Sardegna), in cui si trova la traccia della futura struttura del sito: barra della homepage, ordine delle categorie, quantità e tipologia dei materiali da inserire. Inoltre, Pili è sempre stato avverso alla fede verso la tecnologia di ogni genere, per quanto ne riconosca il valore, a seconda della virtù di utilizzo. 20160709_122829Il risultato è che nell’immediato Pili si concentra a studiare il sito nelle sue reazioni nell’interfaccia e continua a interrogare il webmaster. Ma dopo il 06.10.2009 si rompono gli indugi e il 10.10.2009 ricompare una delle figure di maggior rilievo nella storia di Scuola Filosofica, cioè Wolfgang F. Pili.

Wolfgang, fratello di Giangiuseppe, è una persona dall’animo nobile, generoso, introverso ed estroverso nello stesso tempo e sin da giovane età eccellente scrittore. Vinse un concorso letterario ancora alle scuole elementari e scrisse nell’adolescenza un romanzo di grande bellezza, anche se purtroppo mai pubblicato (Ascesa al potere). Sin da subito si prodiga di diffondere l’informazione, mostrando sin dall’epoca peculiari propensioni ‘social’. Per il momento Wolfgang non propone materiali, ma partecipa e testimonia interesse al progetto del fratello. Data la centralità e il lavoro proficuo e costante di W. Pili, si ritornerà su di lui a tempo debito.

Il 30.09.2009 SF1.0 è la data in cui Andrea Zeppi diventa il primo collaboratore occasionale di SF1.0. Egli manda alcuni lavori (tutt’ora presenti in SF2.0) e discute con Pili di punti e dettagli migliorabili. E’ la prima volta che Pili affronta una analisi strategica di medio-lungo periodo, la prima di una lunga sequenza di simili analisi e discussioni. Una delle più costanti attitudini di Pili non è solamente l’implementazione della funzione di comando-controllo a livello operativo, ma una costante analisi strategica che miri al medio-lungo periodo. Il tentativo di indirizzare il futuro del sito è sempre stato avvertito da Pili, che ha cercato in ogni modo di creare le condizioni in anticipo. Su questo punto, ritorneremo più oltre.

Il 2009 si chiude con la fondazione di SF1.0 e con essa termina la prima fase, ovvero dell’ideazione e dei primi mesi di vita del sito. Il biennio successivo, 2010-2011, sarà il periodo devoluto all’ascesa e caduta di SF1.0, giacché alcune criticità emerse renderanno il passaggio ad una nuova piattaforma un momento indispensabile per l’evoluzione futura di SF.


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Ascesa e caduta di SF1.0 (2010-2011)

Parlare di ascesa e caduta di SF1.0 è volutamente fuorviante ed evoca altre e più serie narrazioni storiche. E’ fuorviante perché il progetto di SF non finì nel 2011 e il dominio del sito (www.scuolafilosofica.com) non smise di esistere. Quindi non si può parlare in modo corretto di ‘caduta’. Tuttavia il titolo rende bene l’idea di quello che fu un periodo tumultuoso di evoluzione e crescita di tante componenti che saranno poi integrate in SF2.0.

2001Pili già inizia a diffondere il sito sia nella rete, sia rispetto ai suoi contatti. Inoltre, già ad inizio del 2010 pubblica il suo primo lavoro, 2001, Filosofia negli scacchi per i libri di ScacchItalia, si prodiga a trovare nuovi contatti sul web, tra cui Soloscacchi e la Rivista di Scacchi di Lucio Rosario Ragonese, al quale propone di ospitare la rivista su SF1.0 (cosa che rimarrà invariata negli anni). Grazie a quest’ultima conosce Carlo Alberto Cavazzoni, una delle figure più interessanti, affascinanti e amate dello scacchismo italiano. Pili scrive una recensione per uno dei libri di Carlo Alberto e da allora inizia una proficua amicizia, che porterà, qualche tempo dopo, alla pubblicazione del libro Un mistero in bianco e nero La filosofia degli scacchi, in cui Carlo Alberto scriverà la bellissima prefazione. I due rimangono in contatto e, soprattutto, in piena sintonia di vedute sugli scacchi e sul mondo. Pili e Cavazzoni si incontrano per la prima volta alla fiera del gioco di Modena, Play, nell’aprile del 2013. E’ la prima volta che SF fornisce la scusa per una simile congiunzione di persone altrimenti destinate probabilmente a rimanere separate nello spazio e nel tempo.

snapshot (3)La prima data significativa del nuovo anno per SF1.0 è il 09.02.2010, in cui Wolfgang F. Pili diventa il secondo collaboratore di SF1.0. Si tratta dell’inizio della collaborazione stretta tra Giangiuseppe e Wolfgang. Wolfgang non solo si dimostra sin da subito interessato alla stesura degli articoli, ma si prodiga in diversi modi alla divulgazione, compresa la citazione del sito nella sua tesina di diploma. W. Pili è il collaboratore con il più alto numero di articoli ed è indubbiamente il secondo autore più letto nell’intera storia di SF. Ancora oggi, nella top three degli articoli, compare un articolo di Wolfgang Pili. Inoltre, come si avrà modo di dire, sarà per merito di Wolfgang, attuale gestore dei social, se SF avrà una sua pagina facebook, sulla quale quasi sin da subito espresse l’opinione della necessità. Ma per il momento G. Pili è contrario e lo rimarrà ancora per diversi anni.

Rimangono aperti diversi problemi. Innanzitutto il sito è opaco agli utenti, cioè non risaltano le novità e le variazioni. Sia detto chiaramente che questo è un sempiterno problema per ogni tipo di sito, perché esso si fonda sulla stabilità della piattaforma e sull’esigenza di mostrare la sua ‘vita’. Cioè, da un lato, da un sito si vorrebbe rimanesse sempre lo stesso, perché si impara un po’ alla volta a conoscerne tutti gli aspetti e potenzialità e non si desidera che, una volta imparato a maneggiare, lo strumento ti sfugga tra le mani. Da un altro lato, però, ogni utente vuole interfacciarsi con qualcosa di vivo, di antistatico e dinamico perché vuole essere sicuro che l’informazione contenuta nel sito non sia solo lettera morta. Inoltre, anche per ragioni prettamente emotive, un utente preferisce visitare un sito che si modifica nel tempo ad uno totalmente statico.

Trovare un’armonia tra le due esigenze è spesso molto difficile e in wordpress si è ovviato al problema inserendo la data di pubblicazione direttamente sull’articolo, creando così una ‘storia’ interna al sito.

Ma intanto SF1.0 non ha questa risorsa: ogni articolo appare ‘eterno’ e gli strumenti di comunicazione sono pochi. Il 23.02.2010 viene implementata la newsletter, che viene aggiornata saltuariamente, con l’inserimento delle principali pubblicazioni del periodo. Tuttavia, la newsletter rimaneva un mezzo limitato e assai imperfetto. Compariva una finestra nel sito in cui si mostravano le ultime novità, ma l’ancoramento temporale rimaneva comunque assai insoddisfacente. L’altra data importante dei primi del 2010 è il 19.02.2010: www.scuolafilosofica.tk diventa www.scuolafilosofica.com. Inizia, così, la vita del dominio attuale di SF. Per i curiosi, sia detto che attualmente esiste anche www.scuolafilosofica.it, comprato nel 2014 in vista di un eventuale traslamento del sito, non ancora avvenuto e ancora non privo di controversie.

Dopo aver implementato la funzione di ricerca interna, per altro non molto efficiente perché utilizzava un sistema interno del google per ritrovare gli articoli, si assiste ad un certo assestamento. I mesi successivi non vedono grandi cambiamenti e per arrivare a novità significative, si deve giungere alle soglie dell’autunno. Pili avverte l’esigenza di aumentare lo spazio di comunicazione e interfaccia con gli utenti. Infatti, è del parere che il sito debba consentire uno scambio diretto, sebbene moderato, tra i gestori del sito e gli utenti della rete, cioè con altre persone. Infatti, sui mass media si parla spesso di ‘mondo del web’ come se fosse composto da entità eteree indipendenti dagli esseri umani dietro al computer. E’ un modo comodo e fuorviante di vedere le cose, giacché è sempre e comunque l’human resource a costituire l’obiettivo di ogni sito, perché cerca in qualche modo di catturarne l’attenzione. E’ la persona intesa in senso totale (mente e cuore) a costituire l’obiettivo di ogni sito internet, nessuno escluso: è un mezzo per arrivare a parlare a chi si vorrebbe, se solo fosse data l’opportunità. Il target può variare, ma non lo scopo.

Pili riconosce l’esigenza, anche solo narrativa, di maggiore apertura al pubblico. Questa esigenza era molto forte nei primi anni di SF e Paoletti propone a Pili di fondare un forum. Tuttavia, Pili rimane molto avverso ad una simile piattaforma: richiede molto tempo, molto lavoro e non è un corollario di SF. Quindi, il forum non verrà mai implementato. Sin da questo periodo si affaccia la possibilità della fondazione di una pagina facebook, ma Pili ancora nega l’autorizzazione. Ancora i membri con cui elaborare il comando sono soltanto due e quindi tutto il peso della decisione grava direttamente su di lui.

Il 2010 vede l’ingresso di vari collaboratori occasionali, alcuni dei quali hanno mantenuto una certa preminenza in SF. Ma la vera data fondamentale è quella del 10.12.2010, in cui Francesco Margoni inizia la sua collaborazione con il progetto. Sebbene sia solo l’inizio di una duratura amicizia e una salda collaborazione, Pili e Margoni incominciano subito un certo scambio epistolare, di cui Pili da sempre ne riconosce l’importanza. In particolare, Margoni diverrà il terzo articolista più prolifico di SF e sicuramente una delle figure che, insieme a G. Pili, W. Pili e Scasseddu, maggiormente ne hanno influenzato l’esistenza e l’evoluzione. Ancora oggi Francesco Margoni gode di ampia autonomia in SF e viene interpellato in tutte le decisioni strategicamente sensibili alla vita e all’evoluzione del sito. Il suo contributo, per Pili, è ed è stato decisivo.

Il 2010 si chiude con 5000 entrate circa ma ha offerto già l’opportunità di un proficuo scambio di idee e opinioni soprattutto all’interno dei nuovi collaboratori. Pili già ha avuto modo di intrattenere rapporti con altre persone, le quali non sarebbero mai state raggiunte se non grazie a SF. In facoltà, tuttavia, Pili scopre molte resistenze, per altro ipotizzate e fondate su argomenti ben conosciuti. Chiede a diversi colleghi, parla con diverse persone ma sono tutte scettiche. Nessuno vuole condividere i saggi che erano obbligati comunque a scrivere per l’università.

La motivazione principale era il pericolo di plagio, da taluni avvertito come insormontabile. Pili provava ad argomentare contro questa idea perché se loro non riuscivano a pubblicare in riviste, perché avrebbero dovuto riuscire proprio gli altri? Inoltre, ormai non è più così difficile scoprire simili ricopiature e il sito sin da subito tutelava gli autori. Infine, anche nel peggiore dei casi, la Play Station dimostrava che il successo di una piattaforma consisteva proprio nella facilità di scaricamento e duplicazione, cosa impossibile alla rivale Nintendo: se tutti ti copiano, tutti ti sono debitori e necessariamente dipendenti. Ma poi la pratica sembra sconfessare questo fatto: sebbene in malo modo, gli utenti tendono a riportare la fonte anche, e soprattutto, per accreditare le loro opinioni. Ma di quest’ultimo fatto Pili non poteva ancora portare prove tangibili.

La realtà dei fatti, però, è diversa dalla narrativa. Il principale motivo per cui la maggioranza dei colleghi non rifiuta la collaborazione è l’assenza di chiari incentivi: perché pubblicare, foss’anche alle stesse condizioni del fondatore ed editore? Egli è un pari e SF non offre ancora alcun genere di prestigio: in mancanza di grandi numeri (per il momento) e di un ISNN, gli incentivi alla semplice condivisione e alla creazione di uno spazio pubblico di alto profilo non interessano. Il risultato fu abbastanza magro, ma non lo fu in relazione agli utenti della rete: sin da questo anno si contano almeno una decina di contatti diretti e indiretti per poter partecipare al progetto.

Il 2011 è l’anno dell’esaustione di SF1.0. Non si riescono a trovare dei buoni rimedi per fare interfacciare maggiormente gli utenti. Inoltre, il sito è comunque difficile da modificare ed è richiesto un apporto costante da parte del webmaster. E’ soprattutto l’annosa questione dei commenti a suscitare maggiori perplessità. Inoltre, osservava Margoni, il sito è troppo polarizzato sul fondatore e non incentiva altri a partecipare al progetto. Pili riconosce la validità della critica di Margoni, ne vede il chiaro problema e decide di eliminare la sezione dei ‘dipinti’ e altre collaterali, tutte devolute a materiali suoi personali. Era la prima volta che SF modificava se stesso, non in funzione dei contenuti ma della sola ‘organizzazione’. Non c’era una modifica sostanziale, ma solo di forma. E la forma su internet è importante, quand’anche non è comunque tutto. E proprio la storia di SF dimostra in modo inequivocabile questo fatto.

rsDurante il 2011 non accadono fatti di particolare rilievo, fino agli inizi dell’autunno, quando fa la comparsa Riccardo Scasseddu. Giangiuseppe Pili e Riccardo Scasseddu sono messi in contatto nell’autunno del 2011 per parlare della nuova piattaforma di SF. Paoletti aveva già spiegato che lui non avrebbe più potuto lavorare se non in .html puro e il tempo era a sfavore. Scasseddu era già amico di Wolfgang, il quale ne parla entusiasticamente al fratello. Giangiuseppe è più anziano di Riccardo di circa quattro-cinque anni ma era privo di pregiudizi (all’epoca, dunque, Scasseddu ha 19 anni, un’età che Italia corrisponde circa a 1 anno di vita socialmente riconosciuta). Scasseddu è un giovane informatico di professione. Riccardo Scasseddu e Giangiuseppe Pili si conoscono di persona e parlano di SF di fronte ad una pizza di ragguardevoli dimensioni, in una calda sera a Cagliari. Il locale non è particolarmente illuminato e gli odori delle pietanze invadono la sala, non particolarmente lussuosa ovvero piuttosto spartana.

Pili ha subito l’impressione di parlare con un vero talento, con una persona brillante e determinata, precisa e spedita. In particolare, riconosce il suo potenziale per il progetto e decide, così, di accettare la nuova collaborazione. L’unica imperfezione che riscontra in Scasseddu è una velocità di parola piuttosto sostenuta, assimilabile ai colpi di un Vulcan antimissile. Inoltre, i discorsi di Scasseddu, non essendo mai banali, dovevano essere ripetuti almeno un paio di volte, previa richiesta, prima di riuscire comprensibili agli orecchi di un giovane specializzando in filosofia. Infatti, Scasseddu padroneggia il gergo informatico con sicurezza e non a fini propagandistici, con conseguenti problemi di comprensione. Era l’inizio di una entusiastica ed eccitante collaborazione duratura.

Scasseddu spiega a Pili che bisogna lavorare in wordpress, piattaforma che avrebbe consentito di risolvere gran parte dei problemi lasciati aperti da SF1.0: i commenti erano previsti dalla piattaforma, che era anche facilmente modificabile, tracciava i contenuti e consentiva una buona lettura. Al lato pratico si tratta di un lavoro tutt’altro che piacevole: bisogna traslare tutti gli articoli (già arrivati a 250-300 lavori per un numero di pagine word pari a dieci volte il numero degli articoli). Inoltre, è necessario riprogrammare tutta la pagina della home, scegliere un template, e modificarlo all’occorrenza, inserire le tag agli articoli, inserire i video e le immagini. Il lavoro richiede a Pili almeno due settimane e non senza varie imperfezioni, alcune delle quali mai eliminate.

Scuolafilosofica 2.0

Tuttavia, Pili e Scasseddu hanno le idee chiare: vogliono mantenere la possibilità di aggiungere nuovi elementi, di modificare agilmente le pagine, di intervenire in modo specifico, di disporre di profili per vari utenti ad accesso preferenziale, di mantenere alta l’elasticità. Infine, Scasseddu chiede a Pili di scrivere uno statuto. Esso si può trovare ancora nella homepage di SF2.1. Lo statuto è il fondamento e consacramento degli ideali di Scuola Filosofica. Al principio conteneva solamente i punti 1-2 e 4, mentre il 3 è stato aggiunto successivamente (9.04.2014).

Alla fine del 2011 la struttura di comando e controllo si è allargata. Con l’ingresso di Margoni, Scasseddu e Wolfgang Pili la catena di comando era in genere la seguente: qualcuno poneva un problema. G. Pili comunicava a W. Pili e Margoni la questione e dopo aver analizzato le risposte, discusso (in genere via mail) la soluzione mediana ottimale, egli istruiva il webmaster dell’idea strategica considerata. Infine, il webmaster operava cambiamenti o modifiche e inviava un feedback. Al comando seguiva il controllo, che già di per sé prevedevano tanto la comunicazione quanto il computer. Va detto che su questa procedura di lavoro, Pili e Scasseddu avevano trovato immediatamente una sintonia rara, entrambi piuttosto prudenti. Il sistema C4 (comando, controllo, comunicazione e computer) era già parte operativa dal biennio 2010-2011 e consentirà la formazione di pratiche standard che verranno cristallizzate nella pagina della trasparenza nel 2014 e poi nel documento per i nuovi collaboratori, stilato nel 2015 (si ritornerà su questo). La struttura di C4 verrà modificata solamente leggermente nel 2015, con l’ingresso di Matteo Bucalossi.

Il 2012 era alle porte e nessuno avrebbe previsto cosa sarebbe successo. SF1.0 chiude con 12.000 entrate circa (5000 il primo anno e 7000 il secondo anno): il conteggio è però fuorviante, perché tiene conto di tutte le pagine aperte dall’utente (quindi, un utente che avesse aperto 3 pagine avrebbe contribuito con 3 entrate). La media delle pagine aperte da un utente è compresa tra 1 < x < 2, dato che si può espungere e retrodatare dall’analisi dei per i primi tre anni di SF2.0, in cui il numero medio di apertura di pagina è stato 1.6 per utente, mentre nel 2016 la media è salita a 2.2. E’ quindi ragionevole assumere l’intervallo considerato, sicché si può supporre che i visitatori unici furono: 2500 il primo anno e 3500 il secondo nella peggiore delle ipotesi. I dati relativi al conteggio su SF1.0 sono sostanzialmente ipotetiche perché il contatore era altamente inefficiente. E si può dire che un delle maggiori rivoluzioni connesse alla nascita di SF2.0 fu proprio il sistema di analisi e statistica Piwik per lo studio delle entrate. Anche questa novità fu introdotta da Riccardo Scasseddu.

Si poteva parlare di successo? Non è chiaro. Il sito aveva già dato l’opportunità di creare proficue discussioni, collaborazioni, scambi di vedute e un progetto comune. Tuttavia, nessuno si stupiva del numero delle entrate ancora piuttosto limitato: in fondo, si trattava solo di un “sito di filosofia”. Ma era chiaro che si era già di fronte ad una crescita e di una crescita quasi del 50%. Ma nessuno si sarebbe aspettato i risultati degli anni successivi, quando la crescita delle entrate avrebbe raggiunto dei picchi pari al 400% in determinati periodi. Il 30.06.2016 il sito ha raggiunto le 100.000 entrate in sei mesi. Rispetto alle 5000 entrate del primo anno si tratta di una maggiorazione dell’ordine delle 20 volte e nella metà del tempo. A cominciare da Pili, che pure ha sempre nutrito un ragionevole ottimismo sul progetto, nessuno si sarebbe aspettato tanto a poco più di cinque anni di distanza. Intanto SF1.0 era asceso e caduto: iniziano gli anni di SF2.0!


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Il decollo e l’assestamento (2012-2013)

Il 2012 si assesta come anno di nuovi collaboratori e pubblicazioni costanti. In particolare, W. Pili e Margoni contribuiscono in modo rilevante alla produzione di ottimi lavori. Inoltre, il 2012 è anche l’anno in cui due persone prestigiose decidono di collaborare: Giuseppe Ragunì, professore all’Università di Mursia, e Ivano Pollini, professore in varie università europee e della statale di Milano, decidono di partecipare in qualche misura al progetto. Il primo propone a G. Pili di scrivere una recensione del suo eccellente lavoro, I confini logici della matematica, missione compiuta qualche tempo più avanti (28.03.2013), data la natura tecnica del lavoro proposto. Ivano Pollini concede a Pili la possibilità di ripubblicare alcuni suoi lavori e mantiene vivo il contatto anche successivamente.

Il 2012 si chiude con 22.474 entrate, cioè un incremento rispetto a SF1.0 del 50% del totale, cioè in un solo anno il SF2.0 fece il doppio dell’entrate dell’intero biennio di SF1.0, con una media di 61 utenti giornalieri. Sembrava già un risultato incoraggiante, soprattutto perché gli utenti erano in crescita. A differenza degli anni successivi (2014-?), la maggior parte delle entrate era concentrata nella seconda metà dell’anno (settembre-dicembre), il che lasciava intendere una maggiorazione delle entrate nell’anno successivo. Va detto, comunque, che non si nutrivano particolari aspettative sulle entrate relativamente ai vari periodi dell’annualità, a differenza di oggi, perché mancavano i precedenti (non si disponeva di possibilità di tracciare l’utenza in SF1.0).

Questa informazione ci consente di sostenere quanto la storia sia tutt’altro che secondaria: essa può essere davvero maestra di vita, se sia ha la voglia e il tempo per imparare da essa. E questo si nota soprattutto quando appunto la storia è assente: non si hanno metri di giudizio, possibilità di paragone e ogni novità può risultare sconcertante. Quando, invece, si dispone di una storia si accumulano dati, pratiche, capacità di analisi grazie e sulla base e a causa della storia stessa.

Il 2013 prosegue anch’esso senza rivoluzioni sensibili, in piena linea di continuità con il 2012 ma avvengono alcuni fatti importanti. Il primo è databile al 03.2013, che è la data in cui alcuni membri dello staff di SF inseriscono nel CV la propria partecipazione al progetto. Inoltre, sempre nel mese di marzo, SF entra ufficialmente nel mondo dei social, sebbene molto in sordina. Infatti, Pili inserisce su linkedin l’esistenza del sito e della sua natura progettuale (ancora oggi si può constatare questo fatto). Scasseddu e W. Pili immediatamente seguono. Questo fatto non è particolarmente significativo né per le entrate (da linkedin entrano ancora oggi una quantità di ingressi sostanzialmente trascurabile, nell’ordine del 0.001%). Tuttavia uno dei primi vincoli all’ingresso dei social era stato rotto.

Dopo uno scambio di idee, avvenuto in un uggioso giorno di aprile del 2013, il C4 decide di implementare un programma che consente di inviare messaggi twitter direttamente dal pannello dell’amministratore. Il risultato fu che, come recita il titolo della prima segnalazione, SF sbarca su twitter. La storia di SF su twitter non è tra le più brillanti nel suo palmares, ma ad ogni modo neppure del tutto trascurabile. Non la faremo qui, ma chi è interessato può andare a scoprirla nella pagina twitter ancora pienamente operativa.

Collateralmente, ormai si sente l’esigenza di comunicare contenuti esterni a SF, in particolare informazioni potenzialmente preziose agli utenti. Soprattutto il flusso di utenti di ritorno faceva pensare ad abituali frequentatori del sito (cosa poi confermata sia dal Piwik che dallo studio sulle entrate del 2014): questo suggerisce l’idea a Pili di inserire una categoria di post preposta alla segnalazione di notizie di breve durata. Infatti, se sin da subito il progetto tenta di concentrare articoli di qualità sufficiente da durare alle intemperie del tempo e dei mutamenti della rete (cioè lavori selezionati per poter essere sempre competitivi nell’ipercompetitivo mondo della rete), diviene chiaro che è importante dare segnali sul fatto che SF non è soltanto una enciclopedia. Questo si traduce a livello operativo ampliando semplicemente le categorie. Il numero delle segnalazioni diverrà talmente ampio e variegato che la cartella finirà per contenere ben 19 sottocartelle. Questo fatto, che può sembrare secondario, ha creato un flusso di contatti di persone interessate a promozioni di varia natura (da case editrici ad aziende impegnate nel settore di marketing) costante nel tempo.

Una delle caratteristiche di SF è la costante molteplicità dei tentativi e degli espedienti utilizzati. La sperimentazione, i tentativi e la curiosità, nonché l’iniziativa individuale sono sempre state tra le chiavi di ispirazione strategica e operativa del C4. Inoltre, come già si notava sopra, SF ha sempre cercato di sfruttare le collaborazioni saltuarie e occasionali, in modo che si possa utilizzare un lavoro diffuso anche quando non concentrato: segmenti di poco lavoro congiunto consentono comunque di portare a termine anche task complessi.

Cattura3Un giorno, Wolgang Pili si reca in facoltà e ha l’idea di mettere dei volantini per cercare nuove collaborazioni. G. Pili ritiene un’ottima idea e lascia carta bianca a W.. Ma dopo un iniziale ‘fai da te’, G. Pili decide di tentare l’operazione su una scala più vasta. Contatta uno dei suoi più cari amici, Giacomo Carrus, il quale accetta di portare i volantini nelle principali bacheche dell’università di Cagliari.

Cattura4Il gruppo C4 elabora il volantino e alla fine viene stampato e consegnato a Carrus. Carrus, coadiuvato da una sua cara conoscenza, distribuisce 40 volantini. Tra i compiti di Carrus c’è quello di tenere traccia dei luoghi in cui vengono messi i volantini, perché quasi tutta l’esperienza di SF è conservata da qualche parte e questa storia dovrebbe essere la dimostrazione inequivocabile di questo fatto. Carrus si rivela la persona giusta per questo compito, per via della sua determinazione e della sua capacità analitica (su di lui si ritornerà più oltre). Riportiamo un pezzo della mail:

4 facoltà di filosofia

3 facoltà di lettere

3 bacheca generale magistero

4 bacheche della cittadella (son sparse in tutti gli edifici)

2 biblioteca cittadella

2 biblioteca ingegneria

2 biblioteca scienze politiche

2 bacheca scienze politiche

2 biblioteca economia

2 bacheca economia

2 bacheca giurisprudenza

4 sparsi in vari posti “cruciali” del polo giuridico economico (visto che lì ci bazzica un sacco di gente)

2 facoltà di informatica

2 biblioteca provinciale

2 biblioteca comunale

2 biblioteca viale trieste

Il lettore sarà curioso di sapere i risultati della campagna e se ci sono state risposte. La risposta è sì, nell’arco delle prime 12 ore di vita dei volantini ovvero uno. Non è possibile riportare la mail per ragioni di privacy, ma costui sembra molto disponibile ed oltremodo contento di sapere dell’esistenza del sito. Nessun altro ha risposto alla chiamata, né via telefono, né via mail, né in nessun modo. Come sempre, si tiene traccia di questo esperimento che non verrà mai replicato se non in parte, quando G. Pili, per rivedere i suoi cari amici di Siena, porta alcuni volantini in facoltà. Nessuno ha mai risposto all’appello! In realtà, anche parlando recentemente con Francesco Margoni, si scopre che le risposte a simili tentativi sono quasi sempre trascurabili, sebbene sia un modo come un altro per tentare di avvicinare persone interessate in modo indiretto, rispetto al flusso di informazioni standard.

Dopo queste novità, il 2013 sarà un anno importante per altre due ragioni. La prima è legata all’esistenza del logo, ancora oggi visualizzabile nella homepage e non solo giacché, di fatto, diventa quasi una firma telematica di G. Pili.

LogoVector9jpeg

PS_colorsPaolo Scattone, già collaboratore di vari progetti di Giangiuseppe Pili, accetta di disegnare il logo. Anche in questo caso il C4 svolge il lavoro in modo altamente interconnesso, fornendo stimoli, correzioni e idee al grafico, il quale conclude il lavoro. In data 07.09.2013 arriva la notifica ufficiale: nasce il logo di SF2.0! Una mail del 09.10.2013 suggerisce che la discussione sulla migliorabilità del logo andava avanti, cosa che poi infatti finirà per avvenire successivamente.

Il secondo fatto rilevante del 2013 è che per la prima volta Giangiuseppe Pili considera la possibilità di fondare una associazione culturale, capace di fornire servizi, qualora richiesti. Questo si rivelerà un progetto difficoltoso e sostanzialmente rimane tra le possibilità aperte al futuro del gruppo di SF. In ogni caso, tra il settembre e l’ottobre del 2013 il gruppo di SF2.0 lavora per la buona riuscita della manifestazione di scacchi e cultura al Turisport di Cagliari. In particolare, Paolo Scattone lavora alla locandina di alto profilo, Riccardo Scasseddu provvede a fornire la consueta assistenza sul web, G. Pili coordina tutte le parti in causa, compresa l’ASD di Cagliari, con il quale l’evento è organizzato. CopertinaLibraInoltre, Pili si accorda con Stefano Sabatini, già suo antico mentore, amico e fratello dell’amico di infanzia: Stefano Sabatini sarebbe stato il relatore della prima parte della conferenza sugli scacchi e l’informatica. Si noti che durante tutto l’arco dell’esistenza e delle molteplici attività di SF, quella del coordinatore è probabilmente l’attività più delicata perché non consiste soltanto nel trasmettere le informazioni, ma anche nel filtrarle, nell’elaborarle e nel darle una valenza strategica e operativa. La coordinazione non è utile senza una ulteriore funzione di valutazione strategica che tenda ad indirizzare il processo verso uno scopo chiaro e ben definito.

La manifestazione ha un buon successo, anche con il prezioso aiuto di W. Pili, che ha segnalato la manifestazione a molti amici: 54 persone e un buon venduto del suo primo libro, Un mistero in bianco e nero, segnano questa prima esperienza. Inoltre, questa occasione dà lo spunto a Pili per una delle sue analisi sul C4 del sito e sulla sua trasposizione in sede operativa in altri scenari. In sostanza, non potendo qui riportare l’analisi, Pili nota che è possibile sfruttare il web in modo da gestire e dislocare risorse altrimenti lontane nello spazio: per via dei concorsi di dottorato, Pili trascorre due mesi a casa di un amico fraterno in Siena per avere più agio di manovra, sicché gran parte dell’organizzazione e della coordinazione della manifestazione avveniva in remoto.

Il 2013 si chiude con 75.585 visitatori unici, 1.6 ingressi per pagina e una media di utenza pari a 207 utenti giornalieri. In poche parole, il 2013 vede una crescita delle entrate di circa il 300% rispetto all’anno precedente e del 700% rispetto al primo anno (appena due anni prima). Sembravano già passate decadi, ma l’anno di fondazione del sito era solamente la fine del 2009. Il 2013 fu il primo anno di stupore generale e ancora si rinnovava il fatto che la seconda parte dell’anno aveva un incremento pari al 25% rispetto alla prima parte dell’annualità. Questo era dovuto anche al fatto che G. Pili, su segnalazione di W. Pili, si era reso conto che gran parte degli articoli postati nel 2011 durante la traslazione da SF1.0 a SF2.0, non avevano tag o ne avevano tre (all’epoca troppo poche). Quindi, durante i primi mesi del 2013 si era prodigato in un lavoro improbo di miglioria delle tag. Questo, unito all’aggiornamento del google, suggeriva il motivo della nuova spinta nella seconda parte dell’anno. Anche il secondo anno di vita di SF2.0 stava finendo in modo più che onorevole.


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La grande razionalizzazione: tra studi, modifiche e revisioni, l’ascesa di SF (2014-2015)

Il 2014 e il 2015 sono due anni tumultuosi per SF, ricchi di novità e occasioni inaspettate. In particolare, il 2014 è stato l’anno dei ‘grandi studi’ dedicati esclusivamente su SF. Il primo di essi è datato al 21.03.2014 e costituisce uno dei massimi sforzi di comprensione del sempre più inaspettato numero di ingressi. In esso vengono vagliati in dettaglio i primi due anni di vita di SF2.0 (e non SF1.0), vengono studiate le tipologie di entrate e le normali aspettative sulle letture degli utenti. Inoltre, proprio in questo studio, si trova la prima introduzione storiografica di SF, giacché nell’introduzione si racconta in modo più succinto, la storia di Scuola Filosofica e delle sue principali figure.

20160709_144304Ma è soprattutto l’elaborazione di un semplice modello matematico che è stato fondamentale per spiegare perché il sito continuasse ad avere un aumento costante delle entrate. Inoltre, per la prima volta, vengono distinti i periodi dell’annualità. Anche senza scendere nel dettaglio, si può parlare di tre fasce: gennaio-giugno, luglio-agosto e settembre-dicembre. In genere le entrate più consistenti si concentrano nella prima e ultima fascia, mentre tra luglio e agosto si può assistere anche ad un calo del 60-70% sulla media delle entrate giornaliere, un dato costante. I mesi a più alto numero di ingressi sono gennaio, maggio e settembre, seguiti subito da giugno e novembre.

20160709_144322Il secondo grande studio del 2014 è datato all’agosto del 2014 ed è sostanzialmente l’analisi di altri siti internet analoghi presenti sul web. Questo è lo studio che costituisce la principale risorsa di paragone con altri siti del settore e, per tanto, è sempre stato mantenuto nell’informazione inaccessibile e qui non ci è concesso riportarne né i risultati né la natura. Si può però dire che non si trattava esclusivamente di una analisi comparativa, e prevedeva sia la stesura di una analisi del SEO per SF, sia l’analisi delle future aree di intervento a medio-lungo termine, cioè una analisi strategica. Possiamo dire che gran parte delle operazioni nell’anno e mezzo successivo (2015-oggi, 06.07.2016) sono frutto di quell’analisi.

In particolare, nel gennaio 2015 incomincia l’operazione restyling, un progetto di lunghissima portata e non ancora terminato, ma che ha già portato alla complessiva razionalizzazione del sito. Su questo si ritornerà più avanti, per il momento, però, va notata l’importanza dell’impatto di simili analisi strategiche, che cercano di chiarire i confini dei margini di miglioramento futuri.

AVATARLa prima novità del 2014 è stata la creazione della pagina facebook di SF, azione tanto voluta da W. Pili. Wolfgang si assume il peso della sua gestione, giacché G. Pili continua a mantenersi al di fuori del social network. Tuttavia, questa volta anche Scasseddu sostiene che il momento è propizio, sicché Giangiuseppe accetta di buon grado l’iniziativa del fratello, la cui mente fervida di idee gravide è sempre stata una fonte preziosa di crescita per il sito. A differenza di twitter, anche perché W. Pili si spende lavoro e tempo sulla piattaforma, i risultati sono quasi immediati e significativi. La vita della pagina facebook continua tutt’oggi in modo soddisfacente e costituisce il principale punto di accesso al sito, dopo i motori di ricerca. Inoltre, facebook, secondo le più recenti statistiche, è la fonte di smistamento social prediletta dei lettori di SF, dato che raggiunge addirittura il 99% degli ingressi totali del sito da social (il restante 1% si divide tra twitter e academia.edu/).

scuola

Il principale evento dell’anno inizia nell’aprile del 2014, quando SF viene contattata da un’azienda di marketing, che lavorava per conto di grandi marchi, tra cui il Corriere della Sera. E’ l’inizio di una rapida azione congiunta del C4. Su questa iniziativa è lecito mantenere il riserbo, ma si può dire che è stata una delle maggiori soddisfazioni e riconoscimenti per SF. Inoltre, anche in questa circostanza, ci sentiamo di ricordare l’estrema serietà di tutte le parti in causa, fatto tutt’altro che banale. Infine, possiamo dire che nell’ambito dell’attività, le visualizzazioni del materiale sono state ampiamente soddisfacenti.

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Sempre il 2014 vede anche il contatto della casa editrice Bibliosofica, la quale propone una recensione a G. Pili. Essa viene scritta da Francesco Margoni. Simili proposte saranno quasi ordinarie per SF, fino al 2016, anno in cui il solo G. Pili ha recensito già quasi dieci volumi seguendo un iter già ampiamento consolidato dalla prima volta, nel 2012. Possiamo dire en passant che le recensioni costituiscono probabilmente 1/3 di tutte le entrate di SF, sono in sé 1/3 di tutti i materiali del sito, e hanno dato l’occasione per la creazione di contatti stabili e duraturi con persone di alto profilo accademico, istituzionale e umano.

Il 2014, oltre a tutto ciò, conosce una nuova espansione nelle collaborazioni e dei contatti più eterogenei. In particolare, si segnalano i lavori di Umberto Rossolini, citati all’interno di un gruppo di lavoro dell’Università di Salerno. Non è la prima volta, e non sarà l’ultima, che un’università segnala i lavori di SF, alcuni dei quali sono stati direttamente inseriti nelle intranet delle varie università. Purtroppo, non è sempre stato possibile constatare la trasparenza di chi riutilizza i materiali, come attestato dalla pagina appositamente creata per questo scopo e non per nulla inserita nella categoria della trasparenza.

Infine, tre fatti rilevanti. Il primo è che per lanciare nuovamente un segnale di apertura (almeno uno per anno dalla nascita di SF) G. Pili crea la pagina delle collaborazioni (collabora, perché si!), rinnova la pagina dei contatti “Scrivici!” e crea la pagina dedicata esclusivamente alla trasparenza, che è anche una fonte preziosa per tener traccia dell’evoluzione delle “best practice” del sito.

La pagina della trasparenza trae la sua ragion d’essere da una lettura di Pili del fondamentale Knowledge in a Social World di Alvin Goldman, uno dei suoi filosofi prediletti e di cui ha una conoscenza vasta e variegata per via del suo progetto di dottorato. In questo libro Goldman sostiene che il blogging, così come era configurato allora (1999) era ampiamente insoddisfacente proprio perché non si aveva una buona trasparenza dell’informazione e l’utenza poteva dirsi scettica ragionevolmente. Pili riconosce la validità dell’analisi del grande epistemologo e decide di creare una pagina per spiegare nei dettagli, pur senza scendere nelle aree sensibili, come funzionasse la pratica abituale e non di SF. Nonostante le apparenze, si tratta di una pagina fondamentale e una sensibile variazione dell’asset di SF nel 2014.

Sia detto che le succitate “best practice” del sito sono pratiche epistemologiche virtuose, accumulate nel tempo, soprattutto nei rapporti tra Pili e Margoni e tra G. Pili e W. Pili, rapporti che hanno visto lo scambio di opinioni, correzioni e commenti reciproci. Sempre a seguito di questo fatto sono state ampliate le bibliografie, che fanno da rimando costante per ogni domanda riguardo alle fonti principali degli articoli del sito, quando non sono presenti direttamente negli articoli, se necessarie. Infine, la categoria della trasparenza assurge a modello e simbolo dell’intero sito, mostrando come esso sia non soltanto impegnato sul profilo dei contenuti ma anche nella promozione reali e di fatto della democrazia.

Sempre per ragioni legate a questo, Pili decide di inserire una serie di fotografie del gruppo di lavoro, giacché vuole mostrare agli utenti che il gruppo è disposto a metterci direttamente la faccia, espressione presa alla lettera. Non tutti i collaboratori finiranno per fornire una foto, perché non obbligatoria, ma la tutti i tecnici hanno riconosciuto la legittimità di tale azione e hanno deciso di inviarne una di loro gradimento.

Il terzo e ultimo avvenimento del 2014 è databile alla fine dell’estate e all’inizio dell’autunno. In più di una circostanza, Wolfgang richiede una revisione generale della grafica del sito. Ancora una volta, G. Pili, sempre affezionato alle esigenze di mantenere la continuità nella tradizione del sito, rimane scettico ancorché aperto. Messo in moto il C4, alla fine il gruppo arriva a decidere che i tempi sono maturi per la revisione generale del sito. Ma questo non sarà fatto nel 2014, ma la decisione era stata presa. Il sito doveva rinnovarsi.

Il 2014 è l’anno dei cinque zeri. In SF non vengono mostrati i dati per via della ostilità del webmaster, che si è sempre definito contrario per alcune ragioni (che non possiamo riportare). Tuttavia il 4.10.2014 viene inserita una segnalazione: “100.000 un numero, un simbolo” in cui per la prima volta si comunica agli utenti che si è raggiunta la soglia delle 100.000 entrate in un anno. Si trova anche un commento del vecchio webmaster, il quale riconosce simpaticamente di aver forse nutrito delle aspettative troppo pessimistiche. Ma ormai non ci sono più dubbi, SF è entrato nella top dei siti di filosofia e cultura italiani.

L’anno si chiude con 135.207 visitatori unici, una crescita rispetto al 214 del 100%. Come si può notare, il trend di crescita si è abbassato rispetto al 300% dell’anno precedente per ovvie ragioni: un sito non cresce all’infinito per un periodo infinito di tempo, perché ogni sito ha una soglia potenziale massima di crescita che è dovuta principalmente al raggiungimento ed esaustione dell’insieme delle persone interessate. Ancora una volta, il web non è disincarnato: esiste un numero massimo di persone che si può raggiungere, ed esiste un numero massimo di persone interessate sebbene tale insieme non sia ricorsivo. Non è possibile fornire un algoritmo che genera in automatico l’insieme degli interessati perché non esiste un modo a priori per stabilire chi può essere interessato e chi no. In secondo luogo, le persone possono cambiare interessi, quindi una persona prima interessata può cambiare opinione o viceversa. Questo è fisiologico. Ma una crescita del 100% su un precedente di 75.000 è ancora molto significativa.

L’illusione della crescita infinita in questo campo, come in altri, si fonda sul fatto che proprio perché non è possibile individuare ex ante il numero di utenza, intuito dalla mente come indefinito, si finisce per pensare che esso sia infinito. Un insieme indefinito può benissimo essere finito. Ad esempio l’insieme delle donne più belle è indubbiamente finito perché il numero delle donne è ipso facto finito. Tuttavia, non è possibile indicare in modo definitivo cosa rientri in questo insieme e cosa no, quindi non sono noti i confini anche se si deve supporre che essi esistano. Quindi, anche nel web si ha a che fare con crescita finita almeno a livello potenziale. Di fatto, proprio per le variazioni degli insiemi delle persone interessate o non più interessate, è possibile avere la percezione di una crescita infinita, ma non è così ed è per di più fuorviante pensarla così. E va notato che anche ammesso, e tutt’altro che concesso, che esista una crescita infinita nel tempo (perché per ogni mese si può registrare una crescita), essa comunque non è comunque superiore al margine massimo possibile.

Non è un caso, infatti, che la curva di crescita attesa di un sito sia sostanzialmente analoga a quella di un logaritmo: tanto più funziona e tanto più cresce rapidamente da 0 a 1 per poi crescere sempre più lentamente. Sia chiaro che mantenere gli utenti non sia di per sé cosa facile, come pure riuscire comunque a mantenere sia pure marginali tendenze di crescita. Anche perché la crescita di un 10% di 100.000.000 è comunque per nulla trascurabile!

Se il 2014 è stato già di per sé un anno denso di eventi per SF, il 2015 è addirittura un anno tumultuoso. Giangiuseppe Pili, in particolare, moltiplica occasioni e contatti, proficui anche per SF e hanno costituito, per lui, una delle ragioni di soddisfazione massima che non traeva da tanti anni. La prima occasione è fornita dall’avv. Marco Scintu, il quale segnala un bando di una associazione culturale. Dopo uno scambio di mail, l’associazione risulta estremamente interessata al gruppo di lavoro di SF e chiede che venga organizzato un piccolo team di revisione per degli articoli che avrebbe pubblicato successivamente. Pili contatta alcuni dei membri più qualificati e fidati del suo staff, attende al lavoro e coordina il gruppo. Va segnalato che l’associazione si affida a Pili proprio per via di SF e dei suoi contatti, più che per altre ragioni. Il lavoro prosegue nei mesi di gennaio-maggio del 2015.

456FEC_web article-05L’evento fondamentale di tutta la storia successiva è datata a gennaio 2015, in cui Pili contatta il suo vecchio e fidato collaboratore alla grafica, Paolo Scattone. Per il progetto di restyling, Pili decide di contattare un addetto ai lavori per avere una supervisione. Scattone accetta entusiasticamente e lavora freneticamente per tutti i primi mesi dell’anno. Egli produce una anteprima della nuova grafica, supervisionato dal C4, per tutta la durata del lavoro. Dopo varie versioni ed accorgimenti, la struttura è pronta. Tuttavia, rimangono ampie difficoltà tecniche da superare, le quali sono state risolte solo in parte dal webmaster. In ogni caso, Scattone ha fatto un lavoro prezioso e duraturo. Infatti, analizza le imperfezioni della pagina, mostrando il fatto che il sito, di dimensioni ipertrofiche, ha delle ridondanze e delle parti migliorabili soprattutto nella gestione del menù, della barra principale e delle categorie.

Per questo si inizia una grande revisione, che produce risultati duraturi che vengono tutt’oggi conservati: vengono eliminate categorie morte, vengono inventate nuove pagine e si pongono nuovi possibili orizzonti. In particolare, dato il riconoscimento dei precedenti e della natura delle richieste che SF ha ricevuto durante gli anni, è decisa la creazione di una pagina dedicata ai servizi (05-08.2015), in cui si esplicitano le modalità di richiesta e offerta.

IMG_1625Altra novità fondamentale riguarda la variazione del C4, che diventa C4I. Infatti, Matteo Bucalossi, giovane amico di Giangiuseppe Pili, converge direttamente nell’organizzazione di SF per gestire l’eventuale richiesta di analisi di Open Source. Questo era stato sempre un vecchio cruccio di Pili, il quale sentiva di non avere le doti necessarie per svolgere anche questa importante mansione. Bucalossi è un giovane di estremo talento, molto motivato e dalle capacità di comunicazione addirittura ipertrofiche. Decide, così, di sposare la causa di SF, come testimoniato dalla mail ufficiale del 27.04.2015 in cui Pili dice al resto del gruppo C4 che ora esiste un addetto specifico a questo scopo. Bucalossi, che legge anche il documento apposito del 2014, avrà modo di utilizzare le sue competenze in più di una circostanza e con una buona efficienza. Egli diverrà poi il co-gestore della pagina facebook, nonché articolista di rilievo nel ramo delle relazioni internazionali e della sicurezza, di cui è stato il precursore. Da C4 la struttura diventa stabilmente C4I. Anche questo obiettivo è stato raggiunto nel 2015.

Nel 2015 c’è una sostanziale revisione del complesso della burocrazia, cioè delle informazioni di gestione interna, di SF. Come si è già mostrato, i frutti della razionalizzazione operata da Scattone si sono fatti sentire immediatamente. Dopo la pagina dei servizi, in linea con le esigenze di trasparenza, si è creata la pagina dei tecnici (13.04.2015); dei collaboratori stabili, già definiti nella pagina della trasparenza ma ora ufficialmente distinti (13.04.2015) e dei collaboratori occasionali (13.04.2015). Inoltre, data la crescente necessità di smistare richieste e proposte, si è creata la pagina delle proposte editoriali (01.06.2015). Sempre in linea con queste esigenze viene creato un modulo informativo per i nuovi collaboratori (23.06.2015). Sempre nell’ottica di questo grande momento di revisione, come già detto al principio, Riccardo Scasseddu implementa un software per facilitare la lettura di SF sui dispositivi portatili (smartphone e tablet), la cui efficacia lo rese orgoglioso “è raro poter ottenere simili risultati con così poco sforzo!” ed aggiunge “da oggi [03.05.2015] SF diventa SF2.1”. E da qui si deve la nascita della nuova ridefinizione del sito!  Infine, G. Pili effettua un nuovo studio sulla struttura del sito e cerca di trovare delle nuove aree di sviluppo, individuate in particolare nel canale youtube, sul quale aveva avuto modo di parlare a lungo con Riccardo Scasseddu, a suo tempo. Il canale youtube viene riaperto nell’autunno del 2015 e viene regolarmente aggiornato.

Cattura

Il 2015 è stato anche l’anno con il maggior numero di collaboratori. Da sottolineare l’ingresso della prima donna-autrice. Infatti, Pili è sempre stato costernato dall’assenza di donne all’interno del progetto. Non certo per sua volontà, sta di fatto che il numero di proposte di scrittrici è stata assente (con la prima eccezione nel 2016). Sebbene il sito proponga collaborazioni, apertura, i valori della democrazia e dimostri in più punti la totale disponibilità ad ogni tipo di suggerimento e attività, le donne sono tra le più ferventi lettrici ma ne sono rimaste, per così dire, ai margini. Pili ne ha avuto testimonianze dirette ed indirette: la maggioranza delle persone che ha conosciuto come “follower” autodichiaratesi tali erano proprio donne. La prima volta fu ad un corso di istruttori di scacchi nell’autunno del 2013, in cui, per la prima volta, conobbe una lettrice, la quale disse a Pili che aveva preparato parte della sua tesina di maturità proprio grazie ai materiali di SF. Tuttavia, rimaneva il fatto che il progetto non aveva ancora la sua prima autrice e questo era sempre stato un cruccio di Pili e di altri del gruppo C4. Tuttavia, grazie al contatto di Wolfgang, il 2015 vede la collaborazione della prima autrice: Laura Baire. I suoi saggi hanno aperto una nuova categoria (didattica), appositamente creata e hanno dato la possibilità di aprire un nuovo ramo nel sito.

Come si diceva, il 2015 è stato l’anno con la maggiore affluenza di nuovi contatti di collaborazione, come dimostrano i casi di Matteo Bucalossi, Stefano Bernini e Giacomo Carrus. In particolare, quest’ultimo ha scritto degli articoli di estrema qualità, com’era lecito aspettarsi da una persona della sua cultura e preparazione. Inoltre, essi sono gli articoli più letti di quelli generati l’anno precedente, giacché prima che un articolo entri pienamente nel suo picco di accesso impiega in media 2 o anche 3 anni.

Dopo questa prima parte dell’anno, davvero ricca di eventi, la seconda metà dell’anno vede alcune iniziative importanti. Prima di tutto, su idea di Wolfgang Pili, vengono stampate delle magliette per il gruppo (08.2015) e viene effettuato un simpatico servizio fotografico (11.09.2015) per propagandare la novità. Ancora una volta, le preziose idee di Wolfgang hanno trovato modo di avere un’implementazione.

Nei mesi finali dell’anno (09-12.2015) si inserisce la possibilità di effettuare donazioni al sito. Più che una ragione di lucro, questa possibilità è stata data per tutti coloro (moltissimi) che pur volendo partecipare e sostenere il progetto, non vogliono o non possono collaborare in modo ordinario. Il sistema donativo è stato inserito per ragioni di principio, proprio per dare la possibilità a tutti di intervenire in qualunque modo, anche perché, appunto, un simile sito non si mantiene da solo e ha continuamente bisogno di trovare modi per ampliare i suoi orizzonti. In questa sede, G. Pili ha avuto modo di chiedere più di una consulenza all’avv. Marco Scintu, prezioso e puntuale sin da subito. Per tale ragione, l’avv. Scintu è il principale referente legale di Pili, anche relativamente alle (poche) esigenze di questo tipo di SF.

Come si può notare da questi ultimi resoconti, i tempi di intervento si sono dilatati nel tempo. Quando al principio bastava una mail e al più qualche ora di lavoro, ora i tempi sono molto più lunghi sia perché il C4I ha dovuto affrontare nuove sfide nella propria vita, sia perché le modifiche ad un sito di tale dimensione sono momenti delicati in cui non si possono più correre rischi di errore. Infatti, mentre sino al 2013 si viveva una fase di euforia ed espansione, dal 2014 si è entrati definitivamente nella fase della maturità del sito, in cui ogni modifica va ben studiata e ponderata. Ed è soprattutto per questo che, a distanza di un anno e mezzo dall’inizio del restyling esso non ha ancora visto la luce, anche se la razionalizzazione generale è stata decisamente importante.

Il 2015 si chiude con 143.412 entrate, l’anno migliore di sempre. Tuttavia, a questa cifra si dovrebbero sommare circa 10.000-11.000 unità perché, durante la crisi dei cookies, grazie alle improvvide lentezze del sistema legale italiano, il webmaster, in via precauzionale, ha dovuto sospendere il contatore. Proprio a seguito di questo fatto sono state aggiunte due pagine, compresa la nota legale espansa (la cui nascita è da retrodatare al 2014): si ha ragione di credere che le entrate complessive dell’annualità realisticamente sono state di 153.412. La crescita è stata di circa 25.000 entrate, vale a dire di 1/5 rispetto all’anno precedente. C’è ragione di credere che una crescita ci sarà anche nel 2016.


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Uno sguardo al futuro

Valori2Il 2016 non sarà oggetto di questa narrazione perché ancora in corso. Abbiamo riportato un dato en passant giusto per ragioni di confronto ma non sarà tratto un bilancio dell’annualità, ricca anch’essa di novità di altro tipo che non interne al C4I. Tuttavia, mi sento in questa circostanza di ringraziare tutto lo staff di Scuola Filosofica, in particolare il gruppo C4I. Non siamo certo giunti alla fine della storia, ma alla periodo di maturità di un sito sempre più consolidato.

Spero che a breve sarà implementata la nuova grafica del sito che, posso già dirvi, è stupenda. Rimangono alcuni dettagli tecnici il cui informatichese di Scasseddu saprebbe definire molto meglio di me. Per la prima volta avremo una grafica totalmente originale, sostanzialmente slegata dai tamplate standard che conserverà gran parte della nostra impostazione tradizionale, ma avrà senz’altro un po’ più di colore ma sempre in piena sobrietà.

Il futuro non potrà che riservarci nuove avventure, giacché il 2016 ha già avuto modo di stupirci. Tuttavia, voglio dire che continueremo a lavorare sulle aree già precedentemente definite, insisteremo sui social network, sulle segnalazioni, sulla pubblicazione libera, sui materiali che diffondono la cultura, la ragione e la democrazia. Speriamo un giorno di poter coronare il sogno di avere una radio su internet e di avere finalmente un autore di fumetti che, in teoria, avremmo anche già individuato e che ha già disegnato per noi qualcosa (ma dammi tempo, zi!, mi direbbe lui…). Non smetteremo mai di credere che anche il meglio sia qualche volta accessibile, pur con tutti i limiti delle cose umane. Noi ci proviamo e ci crediamo. Speriamo di aver trasmesso un po’ dei nostri principi ed ideali anche a quanti, altrimenti, Il gruppopenserebbero di essere soli perché SF ha avuto successo soltanto perché si è creata una virtuosa sinergia tra gli organizzatori, gli autori e gli indispensabili lettori. E allora, non ci rimane che aspettare e stare a vedere, perché tutti continuino a fare la loro parte!


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Disamina delle fonti

Non essendo mia abitudine quella di scrivere una analisi personale senza molte fonti indipendenti dalla mia memoria, ho dovuto attingere a diverse risorse. Le più importanti sono state soprattutto le mail che ho ancora nella casella postale. Non posso né intendo mai pubblicarle, ma mi sono servite sia per ricostruire alcuni passaggi ed eventi, sia per avere una solida cronologia. Inoltre, la disamina delle mail è stata particolarmente preziosa per ricostruire le origini del sito e degli avvenimenti centrali negli anni 2007-2009. Va da sé che, come si è spiegato, SF fonda la sua comunicazione in gran parte verso un fitto scambio di mail. E’ stato impossibile leggerle tutte o anche solo una parte perché sono letteralmente centinaia, se non migliaia. Il numero tende a crescere molto rapidamente, se si considerano le risposte ricevute. Mi sono limitato a fare una disamina generale delle mail più importanti, a cercarne alcune specifiche per sapere quando una certa modifica è stata apportata e quando sono nate certe idee o si è discusso di un punto particolarmente importante. Per questa analisi ho speso diversi giorni.

Oltre a questo, ho conservato diversi documenti e appunti, che saranno consultabili solo limitatamente in alcune immagini inserite nell’articolo. Inoltre, ho riletto gli studi dedicati a SF, sia quelli che fanno parte dell’archivio di SF, sia quelli miei personali. Sia detto che alcune di queste analisi sono estremamente dettagliate, riassumono i principali avvenimenti, integrano utili informazioni esterne e costituiscono una disamina critica del progetto. Sempre rispetto a queste tipologie di fonte, va detto che sono molte più di quelle che non si possa immaginare e costituiscono sostanzialmente un continuum, giacché la revisione ed analisi è sempre stata estremamente costante.

Un altro genere di fonte è stato il sito stesso, che tiene traccia di ogni tipo di modifica apportata, con tanto di data e ora. Ho ricostruito la variazione delle pagine del periodo del tumultuoso 2015 in gran parte attraverso il sito. Inoltre, ho potuto consultare gran parte delle notifiche di SF e segnalazioni più importanti, cioè quelle che sono state pubblicate come post direttamente nel sito. Queste fonti sono liberamente consultabili e sono state riferite, quando necessario, direttamente in questa analisi.

Un’altra fonte assolutamente indispensabile è stato il contatore Piwik, da cui sono stati estrapolati i dati e le statistiche succintamente riportate. Anche in questo caso, non è possibile dischiudere tutta l’informazione presente nel contatore, giacché non solo è sensibile, ma anche oggetto di studio e analisi, quindi comunque elaborata. In ogni caso, possiamo attestare facilmente che le cifre sono esattamente quelle riportate nell’elaborazione annuale del Piwik.

Infine, una fonte fondamentale per l’aggiunta di alcuni dettagli è stata la mia stessa memoria. Sono stato e continuo ad essere il coordinatore del C4I e il principale gestore del sito, quindi più di ogni altro dispongo di ricordi preziosi che infatti ho dovuto considerare. Non solo, ma conosco personalmente tutti i membri del C4I con i quali ho avuto modo di parlare, discutere e analizzare gran parte di quanto poi è stato fatto e anche di quanto poi non si è riuscito a fare. Queste discussioni non sono state tracciate se non dalla mia memoria e da quella (forse!) della persona con cui ho avuto modo di parlare.  Ho inserito pochi dettagli personali e ho cercato di attenermi quanto più possibile ad una analisi fattuale e ricostruzione causale degli avvenimenti in modo razionale. Tuttavia, se qualcuno avrà modo di suggerire correzioni, sarò ben felice di apportarle.

Chiudo questa analisi dicendo che per me è stato un momento di riflessione importante su uno dei progetti che porto avanti quotidianamente da più tempo. Come ebbi modo di anticipare direttamente nell’introduzione, scrivere la storia di un sito ha in sé qualcosa di paradossale. Che storia può avere un www.?, evidentemente una storia ibrida, fatta di idee, programmi, homepage, ma anche di persone, di discussioni, di letture, di scrittura, di ragione, di emozioni e di sentimenti. Insomma, fatti molto eterogenei e difficili da dominare nella loro interezza. Ma penso che alla fine questo sia un problema di tutte le narrazioni storiche, che più o meno devono fare i conti con simili ineliminabili paradossi.

“La conoscenza umana è troppo vasta per essere dominata da una sola disciplina”, mi disse una volta Francesco Margoni. E non posso che convenire con lui anche in questo caso. Però spero di essere riuscito in almeno un intento: mostrare al lettore che un sito internet è un vero e proprio organismo, qualora noi gli diamo gli strumenti per prosperare. Forse l’immagine migliore è quella di un formicaio con l’aggiunta di una pianificazione intenzionale: le formiche discriminano compiti, si fanno carico di pesi, combattono, scavano e accumulano ogni giorno qualche cambiamento; così un sito internet si fonda su una organizzazione del lavoro cognitivo e non, richiede che ognuno faccia la sua parte, impone una certa attenzione ai dettagli e una monitorizzazione costante per un accumulo di dati e informazioni sia su di sé che su quanto propone.

Quindi un sito è esattamente come ogni altra cosa. E allora internet non appare più così speciale. E’ solo un’altra delle infinite possibili configurazioni di quella natura assolutamente infinita che talvolta chiamiamo Dio e talvolta non sappiamo come chiamare. Noi non siamo altro che degli esecutori. Speriamo di averlo fatto nel migliore dei modi e continuare a farlo. Perché, in fondo, abbiamo tutti bisogno di qualcosa in cui credere perché si si ama solamente ciò in cui crediamo profondamente. All we need is philosophy… which is love for knowledge.

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[1] Per una distinzione tra collaboratori occasionali e stabili, si veda le pagine del sito in link.

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