Press "Enter" to skip to content

Tag: Putnam

Putnam sul rapporto tra filosofia e scienza: per una terza via ragionevole

Traggo il contenuto di questa riflessione dal capitolo primo del volume La filosofia nell’età della scienza, volume il quale raccoglie i più recenti saggi filosofici di Putnam[1].

Oggi si pone cogente la domanda sul posto della filosofia nell’insieme complessivo del sapere dell’uomo. Ci si interroga sia sul posto sia sulla stessa legittimità e utilità del sapere filosofico, dunque, prima, se in generale vi è un posto per la filosofia, e poi, se sì, qual è.

Critiche a Chomsky

Riportiamo alcune critiche rivolte alla grammatica generativa da Searl e da Putnam in particolare.

  1. Chomsky non indica le regole di codifica del significato e duplica i livelli di riferimento.
  2. La sintassi non indica il modo di “sciogliere” le ambiguità.
  3. L’apprendimento linguistico consiste nel riconoscimento del contesto d’uso.
  4. L’espressione linguistica è sempre intenzionale.
  5. E’ davvero così breve il periodo necessario ai bambini per imparare a parlare?
  6. Se il linguaggio è innato, allora perché il bambino non impara a parlare da solo?
  7. Se il linguaggio è una facoltà innata della mente, allora perché non esiste uno e un solo linguaggio?

Il pragmatismo filosofico.

 Struttura dell’articolo: 1.Note storiche – La fase eroica (ca. 1870-1930) – Il revival ( ca. 1980); 2. Le tesi del pragmatismo; Bibliografia essenziale

1. Note storiche

Il movimento pragmatista nasce dalle filosofie di Peirce (1839 – 1914), James (1842 – 1910) e Dewey (1859 – 1952). Tuttavia, anticipazioni della filosofia pragmatista possono essere agevolmente trovate in ‘tutta l’antichità che si vuole’ (come confessa con piacere Peirce): Socrate, Aristotele, ma poi anche Spinoza, Locke, Berkeley, Kant, Comte. Comunque sia, è sensato riconoscere due fasi storiche del movimento pragmatista: la fase classica (o fase eroica ca. 1870 – 1930) e la fase nuova (o il revival ca. 1980).