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Scuolafilosofica Posts

La grande storia della prima guerra mondiale – Martin Gilbert

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La grande storia della prima guerra mondiale (The firs world war) tratta degli avvenimenti iniziati nel 1914 con l’occupazione della Serbia da parte dell’impero Asburgico a seguito dell’assassinio dell’erede al trono degli Asburgo, per mano dell’anarchico Gavrilo Princip “nel giorno del’anniversario della sconfitta che i turchi avevano inflitto ai servi nel 1349 nella battaglia del Kosovo”[1]. Dalla spedizione punitiva dell’impero segue, per reazione a catena, l’entrata in guerra delle principali potenze europee, Germania, Russia, Impero Britannico e Francia, tutte animate e convinte dalla necessità di una guerra che sarebbe stata rapida e vantaggiosa. La narrazione si conclude alla fine delle trattative di pace che, come viene sottolineato, saranno la base dell’insoddisfazione della Germania e dei popoli sconfitti; la causa dei rivolgimenti politici che approderanno alla seconda e più terribile guerra.

Una questione di completezza – Scacchi, sistemi linguistici e sistemi formali

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Uno scorpione voleva attraversare un fiume e chiese ad una rana di portarlo. “No”, disse la rana “no grazie. Se ti portassi sul dorso tu potresti pungermi e la puntura di uno scorpione è mortale”. “Ma, non è logico” disse lo scorpione, gli scorpioni cercano sempre di essere logici “se io ti pungessi, tu moriresti e io affogherei.” La rana si convinse e lasciò che lo scorpione gli salisse sul dorso. Ma proprio nel bel mezzo del fiume la rana sentì un dolore terribile. Si rese subito conto che lo scorpione l’aveva punta. “E la logica?” chiese la rana nel mentre che incominciava a discendere verso il letto del fiume insieme allo scorpione “Non è logico quello che hai fatto”.“Lo so” disse lo scorpione “ma non posso farci nulla. E’ il mio carattere.”[1]

Orson Welles


Vuoi leggere un libro sulla filosofia degli scacchi? Un mistero in bianco e nero – La filosofia degli scacchi!


Ho sentito e letto critiche ai danni di quei pochi, ma importanti, “sistemi scacchistici”, critiche che si sviluppano attorno a due nuclei argomentativi distinti. Uno è lo scetticismo sulla qualifica delle mosse (definite in termini di “buone” o “cattive”), l’altro è l’osservazione che qualunque sistema di scacchi si sia dimostrato incompleto o, ancora peggio, incoerente.

Manifestare il dissenso con gli atti linguistici

Made By SF

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Mussolini marcia su Roma e vuole prendere il potere. Un’immensa folla lo segue. Prima domanda: la folla che segue Mussolini sta compiendo un atto linguistico favorevole alla presa del potere da parte del Duce oppure no? Invece, coloro che guardano Mussolini sfilare senza dire una parola, stanno sostenendo il Duce o no?

Entropy in a World of Causes

 Abstract

In this short paper will present ideas taken from some recent crossings between philosophy of causation, philosophy of time and speculative physics[G1]  (especially Albert 2000, Loewer 2007, Frisch 2007, Kutasch 2007) investigating on a way to reconcile counterfactual asymmetry and thermodynamic asymmetric features such as entropy. I will consider those proposals from their theoretical point of view and then present criticism taken from the authors above and some personal thoughts.

Language between Evolutionism and the Code Model. A criticalanalisys of Ferretti’s work: “Perché non siamo speciali” (2007).

 Abstract.

Providing an hypothetical synthesis between contemporary evolutionary theories and the main chomskian paradigm, and starting from a comparison among a Code Model of Language (tailored around an integration of Fodor’s L.O.T. view) and an ongoing original prospective about human language, Ferretti (2007) introduces many theoretical concepts. In this paper I will propose acritics of thosesolutions, underlining some uneasy consequences of his theoretical assumptions (with special regards over the notion of “intelligence”) trying, in the end, to sketch a personal proposal.

1.Introduction

Human Language is not totally social driven and conventional, rather its basis is structured beyond a strictly generative process that take part from given set of principles and parameters. With this simple[G1]  idea in mind, Noam Chomsky (1959) wiped away most of the behaviorist approach ambitions[1], changing the rules concerning not only research programs in linguistics but also giving an important impetus to cognitive science in its childhood.

Storia Romana (III) – L’impero romano: da Augusto a Costantino


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Nel 31 a.C. Ottaviano, grazie alla vittoria conseguita ad Azio a discapito di Antonio, si trovò ad essere padrone assoluto dello Stato Romano. La conclusione delle guerre civili, però, lasciva dubbio il futuro: a chi deve andare il potere? E come? I romani pur continuando a credere nei valori repubblicani e continuando a percepire la monarchia assoluta come una negazione delle proprie libertà, erano disposti ad affidare il potere ad una persona sola, confidando nel fatto che avrebbe potuto mantenere quella pace duratura interna che, ormai, mancava da quasi un secolo. In questo particolare momento, Ottaviano capì bene che per arrivare ad avere il potere assoluto doveva mantenere e rispettare le istituzioni politiche, almeno a livello formale: convenzionalmente con il 31 a.C. si fa iniziare il Principato, ovvero il regime istituzionale incentrato sulla figura di un reggitore unico chiamato princeps.

Storia Romana (II) – Dalla dittatura di Silla alla battaglia di Azio

Scopri la Guerra di Giugurta di Sallustio!

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Mitridate VI e la dittatura di Silla

Durante la guerra sociale che investì Roma, Mitridate VI, il re del Ponto si preparava a guidare le province greche e asiatiche contro Roma. Già dal 104 a.C. il Senato era stato attento alle sue mosse e, impossessatosi anche della Cappodocia nel 92 a.C., era toccato a Silla, in qualità di pretore, intervenire per insediare un re più gradito ai romani. Sfruttando un periodo di debolezza interna, Mitridate VI attaccò nuovamente la Cappodocia, allorchè il Senato si trovò costretto a dichiarare guerra al re del Ponto, anche se le legioni romane erano ancora impegnate contro le popolazioni italiche; Mitridate sostenne un efficace propaganda di rivolta al mondo romano, propaganda diretta al mondo greco: si presentò come un sovrano filoelleno, che rivendicava la libertà di tutti e vendicatore dei soprusi dei Romani. Ben presto dilagò in Cappodocia (attuale Turchia) e fu, presto, padrone di tutta l’Asia minore. Nell’88 a.C. si rese necessaria un’azione contro Mitridate, in conseguenza del massacro di migliaia di cittadini romani che vivevano nelle province asiatiche. Il comando dell’esercito venne affidato a Lucio Cornelio Silla.

Durante la guerra in Oriente in Roma i popolari tentarono di riorganizzarsi. Il tribuno della plebe Publio Sulpicio Rufo revocò il potere consolare a Silla dandolo a Mario Druso. Lo Stato Romano giaceva, inoltre, in un profondo stato di crisi: la guerra sociale e la guerra contro Mitridate avevano impoverito le casse statali, così come le numerose razzie, massacri e devastazioni avevano portato alla perdita di numerosi capitali. Sulpicio Rufo propose una serie di provvedimenti per far fronte a questi problemi: richiamò dall’esilio quelli che erano stati perseguiti per collusioni con gli alleati italici, inserì i neocittadini italici in tutte le trentacinque tribù e impose un limite di indebitamento di duemila denari per ciascun senatore.

L’orrore: che cosa è

Apocalypse Now - Kurtz

L’orrore è il dolore di un male intenzionale cosciente. L’orrore è prima di tutto dolore, un dolore ampio, capace di ottundere i sensi e ottenebrare la ragione. Ma è un dolore ben diverso da quello di una ferita. Esso è il dolore del bambino innocente che guarda il mondo con l’ingenuità del bene che viene sovrastato dal male. Così, l’orrore è un dolore che si subisce fino in fondo perché si radica direttamente nella natura dell’essere umano: essere uomini significa essere esseri capaci di provare orrore. L’orrore, infatti, sgorga come da una fonte dall’animo inquieto, doloroso e contratto, prostrato dalla sofferenza per la vita.