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[Recensione] Luciano Peccarisi – Il cervello e i suoi segreti. La maschera della mente (Diarkos, 2025)

Copyright: Diarkos (https://diarkos.it/index.php?r=catalog%2Fview&id=408)

La monografia di Luciano Peccarisi, Il cervello e i suoi segreti, si inscrive nell’ambito dei suoi personali sforzi di ricerca riguardo l’attività della mente e i suoi risvolti psicosociali, e ugualmente in un panorama di letteratura scientifica che sempre più, in maniera multidisciplinare, si interroga sul mistero della mente umana. Lo fanno le neuroscienze, e ugualmente lo fanno la filosofia, la psicologia e l’antropologia, e altrettanto la linguistica e la filosofia del linguaggio, che in commistione alle ricerche neuroscientifiche hanno ampliato gli orizzonti: in questo senso, sono particolarmente significative le ricerche svolte da Noam Chomsky e Andrea Moro, che spesso si sono mossi sulla scorta di teorizzazioni risalenti a personalità del calibro di Joseph H. Greenberg, H. Paul Grice, John R. Searle, Ludwig Wittgenstein.[1] Luciano Peccarisi, esperto di Neurologia e impegnato in attività di divulgazione, ha all’attivo monografie quali Il miraggio di ‘conosci te stesso’. Coscienza, linguaggio e libero arbitrio (Roma, Armando, 2008);  Dialogo tra il Cervello e il suo Io (Roma, Aracne, 2014); Quando il cervello immagina. Le due dimensioni della mente (Milano, Fabbrica dei Segni, 2021); Sono un cervello che parla (Roma, Tempesta, 2021).

La monografia in questione, articolata in quattordici capitoli, si apre ragionando sull’idea della duplicità delle dimensioni della mente umana, con una netta contrapposizione rispetto alle dinamiche che regolano il regno animale: mente umana che si configura come la mente dell’attore – come intitola eloquentemente il secondo capitolo – immancabilmente modellata dal contesto socioculturale in cui si trova immerso, e in forza del quale si trova a indossare una maschera. Nuovamente, nell’ambito della pubblicazione Cervello e coscienza. Dal teatro alla maschera,[2] che ha di poco succeduto la pubblicazione della monografia qui in esame, il concetto dell’attorialità dell’individuo e della maschera è stato ribadito, definendo la maschera «rappresentante della nostra coscienza, espressione del nuovo cervello modificato dal mondo culturale e sociale.» e concludendo che «Siamo attori che recitano con le azioni e i comportamenti del loro corpo, con cui ricopriamo un’interiorità immaginata, preclusa a tutti. Nessuno può conoscere la coscienza degli altri».

L’evocativa immagine della maschera rimanda, con buona immediatezza, alla concezione filosofia soggiacente la produzione letteraria di Luigi Pirandello, e ciò è tanto più corretto – essendo proprio il Pirandello de La realtà del sogno (in Novelle per un anno, 1914) una delle tessere di un ampio mosaico di citazioni di questa monografia – ma sarebbe certo riduttivo limitarsi a tale collegamento: come sopra, la monografia del dott. Peccarisi ha il merito di presentarsi con una notevole ampiezza di citazioni provenienti da ogni ambito della sfera della cultura. Si stagliano con particolare risalto le citazioni storico-letterarie, dalla grecità di filosofia e teatro e proseguendo con Shakespeare tra i molti, e giungendo alla più vicina contemporaneità, ma il bagaglio cultura non si esaurisce a questo: uno sguardo informato alla Bibliografia (pp. 225-233) rivela apporti sì dal mondo letterario (fra i vari, Shakespeare risalta per la scena teatrale, ma ampio spazio è dato anche ai poeti, da Leopardi a Montale e Whitman), e da questo anche dal versante critico (tra i vari, Italo Calvino e Claude Lévi-Strauss), ma ugualmente da quello della filosofia (tra i vari, Nietzsche, Schopenhauer, Wittgenstein) e della psicologia (tra i vari, Mihályi Csíkszentmihalyi e Umberto Galimberti), nonché dalla più aggiornata letteratura scientifica.

Un tessuto ricco di citazioni, insomma, ma che non denota certo frammentarietà, quanto invece una ben riconoscibile e ben strutturata unità fatta di molteplicità consonanti: Peccarisi ha il buon merito di insistere sulla molteplicità individuale in relazione al contesto culturale, il che determina anche una molteplicità di orientamenti degli attori in scena. La questione ben si inscrive in un panorama scientifico ricco e multidisciplinare: nel 1987, il professor Edward Tory Higgins (Columbia University) propose una teoria sulla frammentazione del Sé[3] – che andrebbe a diversi tra attuale, ideale e imperante[4] e quanto avanzato dal dott. Peccarisi nella sua monografia sembra ben prestarsi a una riflessione multidisciplinare, una cartina di tornasole dell’ampio spettro di letture possibili di questo saggio.

Particolarmente rilevante, nell’ambito di un lavoro che risalta l’importanza del linguaggio nella distinzione dell’umanità – e conseguentemente delle sue facoltà e attività mentali – rispetto al regno animale, è l’attenzione che il dott. Peccarisi pone nei confronti degli aspetti più marcatamente linguistici, con affascinanti osservazioni anche etimologiche: per rimanere vicini all’elemento della maschera, Peccarisi osserva giustamente che «I Greci avevano un unico termine, prosopon, per designare tanto il volto quanto la maschera, i Romani invece distinguevano tra una facies e una persona dal latino persōna, ognuno impersona una parte ed è in questi ruoli che riconosciamo gli altri e noi stessi» (Peccarisi 2025: 38).[5] E proprio al fronte linguistico è dedicato, con particolare attenzione teorica e nuovi affascinanti ragionamenti etimologici, il terzo capitolo, L’attore e il suo linguaggio, radicato su teorizzazioni che vanno dai summenzionati Chomsky e Moro all’eccelso Wilhelm von Humboldt. L’attenzione linguistica non si esaurisce certo al terzo capitolo, ma rimane centrale nell’intera monografia.[6]

Nella sua Prefazione alla monografia, lo psicoterapeuta Alessandro Salvini scrive: «Leggere questo saggio ha due risultati: il primo di ampliare le finestre conoscitive e di riflessione a cui affacciarsi per capire l’altra faccia funzionale del cervello; il secondo di rimuovere il velo allo specchio che ci impedisce di comprendere meglio noi stessi e gli altri, coinvolti nel doppio copione d’interpreti e attori» (2025: 10).[7] Paola Stefanucci, nel recensire il volume del dott. Peccarisi, scrive: «Da abile divulgatore qual è, l’Autore usa la metafora del “teatro”, in cui ognuno è spettatore e attore, per illustrare l’evoluzione (e l’unicità) della mente umana. […] In questa “recita”, due sono i copioni, uno genetico, innato, chiuso e definito. L’altro è quello scritto dalla cultura e dalla società, appreso, aperto, dinamico e infinito.».[8] Nel tirare le somme, mi sento di concordare con entrambe queste voci: la monografia del dott. Peccarisi ha il pregio di proporre nuove specole di visione della propria mente, giocando sulla metafora della duplicità e rendendo agevolmente accessibili concetti fondamentalmente complessi, che sia per i funambolismi logici propri di alcune teorizzazioni filosofiche o per l’intrinseca complessità della materia. Ad ogni modo, il volume del dott. Peccarisi, affidandosi a un’eccellente e solida struttura bibliografica, fornisce un prezioso strumento di indagine personale, un affascinante esame della complessità della mente umana.

 

 

 

[1] La complessa questione sugli sviluppi e gli esiti della neurolinguistica e della filosofia del linguaggio richiedono una trattazione che non è possibile ospitare qui. Per una lettura compendiale si rimanda al volume di Giorgio Graffi Breve storia della linguistica (Roma, Carocci, 2019), con particolare riferimento al cap. 7 (La linguistica contemporanea, pp. 187-230).

[2] Luciano Peccarisi, Cervello e coscienza. Dal teatro alla maschera, in Il Pensiero Storico. Rivista internazionale di storia delle idee, 12 febbraio 2026, online all’url <https://ilpensierostorico.com/cervello-e-coscienza-dal-teatro-alla-maschera/> [u.c. 23/06/2026].

[3] Edward Tory Higgins, Self-Discrepancy: A Theory Relating Self and Affect, in Psychological Review, vol. 94, n. 3, 1987, pp. 319-340.

[4] Per una molto buona summa di questa e altre attuali teorizzazioni di psicologia sociale e ambiante, rimando alla lettura di Paolo Inghilleri, I luoghi che curano, Milano, Raffaello Cortina, 2021.

[5] Luciano Peccarisi, Il cervello e i suoi segreti. La maschera della mente, Santarcangelo di Romanga, Diarkos, 2025.

[6] Da filologo in formazione, affascinato dalla centralità dell’aspetto linguistico, ho ritenuto di dare centralità a questo particolare merito della monografia in questa recensione. Con ciò non si intende sminuire la rilevanza delle altre specole di indagine, o delle altre questioni e disamine affrontate: è una pura e personale predilezione di ricerca.

[7] Alessandro Salvini, Prefazione, in Luciano Peccarisi, op. cit., pp. 7-10.

[8] Paola Stefanucci, “Il cervello e i suoi segreti. La maschera della mente” L. Peccarisi, in Il giornale della previdenza dei medici e degli odontoiatri, 19 marzo 2026, online all’url <https://www.giornaleprevidenza.it/recensioni/il-cervello-e-i-suoi-segreti-la-maschera-della-mente-l-peccarisi/> [u.c. 23/06/2026].


Simone Di Massa

Nato nel 2002, laureato in Lettere Moderne all'Università degli Studi di Milano con una tesi di Filologia Romanza, mi occupo di filologia e linguistica delle letterature romanze medievali, nonché di letteratura latina, dedicandomi con acribia e passione a ciò che è propriamente un culto degli studi, e una ragione d'esistere.

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