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Recensione: Salvatore Grandone – Duelli Filosofici. L’arte di dibattere sui concetti

Duelli filosofici - Copertina
Copyright: Diarkos Editore, https://diarkos.it/index.php?r=catalog%2Fview&id=246

In fase di approccio alla materia filosofica, sia esso per scopo di ricerca, insegnamento e divulgazione, è buona pratica affidarsi alla trattatistica dei nomi illustri dell’ars philosophandi, ma è altrettanto buona norma non sottovalutare perciò il proprio potenziale in fase di produttività ragionativa.

Il principio base dell’opera del dottor Salvatore Grandone[1] (Duelli filosofici. L’arte di dibattere sui concetti, Diarkos editore, Reggio Emilia, 2023, N.d.R.) è propriamente sradicare la convinzione che la materia filosofica sia fatta di riverente osservazione ed apprendimento, senza mai giungere alla pratica del ragionamento e della formulazione del pensiero proprio del lettore. In particolar modo, la necessità di una rivoluzione in tal senso risulta fondamentale dinnanzi al rapido ed inarrestabile divenire generazionale, in direzione di una frenesia della produzione che ostacola il ragionamento personale in favore dell’immediatezza delle opinioni e del riconoscimento, ed ancor peggio ostacola l’interazione intellettualmente onesta tramite piattaforme sociali (social media in particolare, N.d.R.) apparentemente predisposte al rispettoso dibattito, sebbene in realtà “l’imperativo è asfaltare l’interlocutore. A ogni costo” (Grandone 2023:9).[2]

Sulla base di questa opera, il dottor Grandone fa proprio il principio espresso dal linguista Luca Serianni tramite la celebre massima secondo cui “chi ha scelto di fare l’insegnante non può permettersi il lusso di essere pessimista”,[3] una consapevolezza probabilmente ben radicata nella mente dell’autore data la sua esperienza nel campo dell’insegnamento e la pubblicazione, dopo il conseguimento di due dottorati di ricerca in materia filosofica, dell’opera L’esercizio del pensiero. Filosofia per concetti (Diarkos 2020).

 Il saggio è scritto secondo principi di affabilità ed eleganza, una struttura stilistica accessibile, priva di oscuri tecnicismi che rischiano di scoraggiare l’approccio alla trattazione filosofica, ma pur sempre elegante, ricercata ed efficace nel veicolare il messaggio. L’affabilità di fondo della prosa permette di aggirare il rischio di categorizzazione elitaria del pubblico di riferimento: superati i limiti della trattazione accademica, il saggio si rivolge,  poggiando su una base di sincera fiducia, in particolar modo ai giovani in fase di apprendimento, con un invito a sfruttare il proprio potenziale per apprendere le base del ragionamento secondo maniera filosofica, con l’obiettivo ultimo di costruire una società basata propriamente sul rispettoso dibattito, sorretto da opportune argomentazioni. Difatti, prima operazione compiuta dal saggio in questione è proprio esporre chiaramente le fallacie principali in cui il dibattito, se non propriamente ragionato, rischia tendenzialmente di cadere. La  problematica viene aggirata tramite la presentazione di una metodologia espositivo-argomentativa da praticare lungo l’intero corso della lettura.

Sulla base di ciò, il saggio si concentra sulle casistiche di maggior rilevanza nella trattazione filosofica, procedendo ad un’analisi puntuale delle principali tematiche, che spaziano dal dovere al desiderio, alle passioni, l’amore e l’amicizia. Procedendo con ordine, la casistica del dovere è affrontata tramite una prospettiva di filosofia morale, riguardo dunque la natura stessa del dovere e l’applicazione, senza astrazioni, delle considerazioni filosofiche alla contemporaneità, una metodica utile a colmare il possibile senso di eccessiva distanza ed astrazione concettualistica. La questione del dovere nell’agire umano gode di assoluta rilevanza nella società contemporanea, in particolare dinnanzi ad un incessante mutamento che procede di pari passo con lo sviluppo tecnologico[4], dunque trattare l’argomento stimolando una riflessione personale che superi le concezioni aprioristiche sul dovere delle nuove generazioni è un espediente fondamentale per la stimolazione delle personali capacità di ragionamento, troppo spesso ritenute irrilevanti. Il medesimo principio è applicato per ognuna delle categorie trattate, e l’espediente fondamentale del saggio è proprio la presentazione, al termine di ogni capitolo, di esercizi di ragionamento filosofico tramite i quali il lettore possa mettere in pratica il l’apparato concettuale. Le conoscenze concettuali presentate magistralmente nel saggio pertanto non rimangono confinate all’operazione di lettura, ma diventano lo strumento più adatto per costruire una solida argomentazione, il che è base della civile costruzione della società.

Punto di forza dell’opera in questione è la versatilità delle casistiche trattate: la trattazione filosofica del saggio evade gli stretti limiti che può incontrare una produzione accademica espositiva, di qualsivoglia disciplina, trattando argomenti secondo prospettive che, incessantemente, ritornano in svariati ambiti degli studia humanitatis. Ciò è funzionale a stimolare anche la connessione interdisciplinare tramite solidi ponti di collegamento che permettano l’ampliamento del proprio ragionamento. È il caso della trattazione argomentata riguardo la natura del desiderio, che ben si presta ad una prospettiva analitica freudiana applicata agli studi di critica della letteratura[5], o ancora è il caso della trattazione riguardo le passioni e l’amore, la razionalità nella casistica secondo prospettive filosofiche, che per lungo corso hanno influenzato la produzione letteraria, dalle tematiche cavalleresche alla poetica[6]. Dunque la versatilità degli argomenti trattati permette a chiunque goda di interessi nel campo umanistico di apprezzare le riflessioni proposte, senza dunque dover sottostare ai limiti che i settori disciplinari possono talvolta imporre. Una tale versatilità è inoltre sostenuta e assicurata dalla ricchezza bibliografica su cui poggia la base del saggio.

Nel suo insieme, il saggio si presenta dunque come un notevole lavoro di svolta nella tradizione dell’insegnamento della materia nonché nell’arte di dibattere sui concetti, il titolo è di per sé eloquente, racchiude la finalità ultima del saggio, fedelmente soddisfatta, di insegnare la metodologia di base, presentando di conseguenza anche la possibilità di una pratica immediata, del duellare secondo maniera filosofica. Altrettanto eloquente è l’accurata scelta terminologica, riferirsi al dibattito come un duello inquadra con efficace immediatezza il dibattito stesso in una cornice pressoché cavalleresca, “in cui i contendenti si affrontano ad armi pari e vince chi riesce ad argomentare meglio la propria opinione” (Grandone 2023:52).

La lettura, piacevolmente scorrevole, richiede chiaramente la disposizione personale all’impegno nel ragionamento. Il saggio non manca di soddisfare le aspettative del lettore che, con sana onestà intellettuale e curiosità, sarà guidato professionalmente in direzione di un compimento del ragionamento. L’apparato concettuale immancabilmente appreso non solo andrà a costituire la metodologia per la proficua riuscita della lettura, ma sarà senza limiti temporali un espediente di cui si potrà godere su base quotidiana per lo svolgimento di un civile e proficuo dibattito.

In conclusione, indiscutibile merito dell’opera è quello di elevare la trattazione filosofica ad un procedimento di ragionamento, su solide basi bibliografiche e di raffronto diretto con nomi illustri del panorama, ma con la finalità ultima di stimolare la riflessione. Trattasi di una vera e propria arte che, conseguentemente, può andare a modificare sostanzialmente le abitudini di dibattito degli esponenti di qualsivoglia categoria, senza limiti settoriali, in direzione di una soppressione della ferocia della sopraffazione in favore del civile confronto interpersonale, il che rende chiaro merito e onore ai plurisecolari insegnamenti filosofici che, in questo saggio, sono la base concettuale e non il dogma, un approccio ardito ma proficuo nel suo insieme.

[1] La sua pagina istituzionale, con biografia e pubblicazioni (per Diarkos), è disponibile al seguente link: https://diarkos.it/index.php?r=person%2Fview&id=82.

[2] Cfr. Grandone S., Duelli filosofici. L’arte di dibattere sui concetti, Diarkos Editore, Reggio Emilia, 2023, p.9.

[3] Cfr. Treccani, Luca Serianni, 21 luglio 2022, in Atlante, Treccani Online; https://www.treccani.it/magazine/atlante/cultura/Luca_Serianni.html; https://www.treccani.it/.

[4] Jonas H., Il principio responsabilità, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino, 2009 (ed. originale 1979), pp. 18-32.

[5] Cfr. Alfano G. L’opera e la psicoanalisi, 2022, in Neri L., Carrara G., Teoria della letteratura, Carocci editore, Roma, 2022, pp. 99-112.

[6] La casistica gode di enorme ampiezza, dal periodo primo-Medievale sino alle produzioni contemporanee, in numerose direzioni, per un esempio di grande rilevanza cfr. Tagliani R., Il personaggio di Dinadan nella tradizione del Tristan en prose, in Critica del Testo XII / 2, Dipartimento di Studi Europei e Interculturali, Università La Sapienza, Roma, 2010, pp. 101-137.


Simone Di Massa

Disse il linguista Noam Chomsky che nella vita "è importante imparare a stupirsi dei fatti semplici", ciò è esattamente quanto i miei lavori di linguistica, filologia e letteratura cercano di apportare a SF, il culto degli studi e della ricerca e la meraviglia della semplicità, fino alla minima parola poetica. Studioso di Lettere Moderne a Milano, da sempre vivo con l'ambizione di tenere alti i valori sacri del mondo delle lettere, donando con i miei lavori quanto il panorama letterario ha donato a me, apportando alla mia vita nuovi colori e la consapevolezza che la totalità non è che un insieme di dissonanze.

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