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Tag: Filosofia

Aristotele ovvero la felicità come il massimo conseguimento della propria natura


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La ricerca della felicità è una esigenza universale dell’essere umano, secondo Aristotele. Tutti gli esseri umani ricercano il bene ed esiste un bene ultimo oltre il quale non ne esiste nessun altro. Il bene ultimo è proprio la felicità. Così ci dice lo Stagirita:

Poiché i fini appaiono essere molti e di essi alcuni li vogliamo a cagione di altri (come la ricchezza, i flauti e in genere gli strumenti), è chiaro che non tutti sono perfetti; ma il sommo bene sembra essere perfetto.  (…) Dico più perfetto quello perseguito per sé in confronto di quello perseguito per altro; e quello che non è mai voluto per cagion di un altro, in confronto di quelli che possono essere voluti sia per sé e per cagion di altro. E, insomma, perfetto senz’altro è quel fine che viene sempre voluto per sé e non mai come mezzo per un altro. E tale sembra essere soprattutto la felicità: la vogliamo infatti sempre per se stessa e mai per altro.[1]

Intervista a Claudio Selleri, editore con la casa LE DUE TORRI di Bologna

Cari lettori e lettrici di Scuola Filosofica, oggi vi proponiamo una nuova intervista condotta dal Team Cultural Promoting a Claudio Selleri, editore con la casa LE DUE TORRI di Bologna. LE DUE TORRI è nata negli anni ’90 nel campo dell’editoria specializzata nell’ambito dei giochi diventando in breve tempo l’editore di scacchi più tradotto all’estero. Nel corso della sua attività ha inoltre inaugurato la collana ‘Spiritualità’, in ambito di ricerca del sé, psicologia ed esoterismo, e la collana ‘Filosofia’, nata con il contributo di Scuola Filosofica. Vi auguriamo una buona lettura!

Benvenuto su Scuola Filosofica a Claudio Selleri che ringraziamo per la sua gentile disponibilità a questa intervista.

A cosa serve la filosofia?

The Adventures of Fallacy Man https://existentialcomics.com/comic/9


Quelle cose che noi desideriamo in vista di qualcos’altro, e senza le quali non è possibile vivere, le chiamiamo necessarie e concause; ciò, invece, che desideriamo per se stesso, anche se non ci procura null’altro, lo chiamiamo bene in senso proprio. (Aristotele, Protreptico) 

Abstract: Domandarsi a cosa serve la filosofia presuppone una risposta filosofica: non si deve filosofare? Allora, ci dice Aristotele, si deve filosofare! Anche questa domanda, come molte altre, trova la sua risposta nella storia del pensiero occidentale, perchè è il pensiero filosofico il luogo entro cui tutte le categorie che hanno caratterizzato l’evolversi della civiltà occidentale sono state elaborate. La filosofia è l’origine del nostro ordinamento politico ed economico, del nostro senso dell’etica e dell’arte, dei nostri scopi e valori. L’avvento della società scientifico-tecnologica ci pone di fronte al problema dell’utilità, proprio perchè essa stessa risulta da un confronto filosofico in cui la certezza viene a coincidere con la prassi, lasciando cadere sullo sfondo la pura ricerca della verità.

Filosofia della carezza – Come amare nel rispetto della libertà dell’altro


Molte volte facciamo coincidere con l’Amore un sentimento di proprietà e di appartenenza, saltando il livello della libertà che rappresenta il luogo stesso dove l’Amore vive e ha bisogno di vivere. L’eros vive al suo interno una condizione di continua ambiguità equivocando, all’interno della relazione etica come metafisica, tra l’immanenza e la trascendenza, passando dall’altruismo all’egoismo e rischiando continuamente di trasformare il desiderio metafisico, dell’invisibile, mistero in cui si racchiude l’enigma della femminilità, in bisogno fisico del visibile che si esprime nella voluttà e nel godimento. La partita dell’eros come relazione che mantiene la metafisicità, rischiando continuamente di perderla, viene giocata tutta nel desiderio dell’intimità erotica attraverso la ricerca della nudità senza profanazione.

Filosofia, letteratura e teatro – Studi in onore di Giovanni Feliciani

Carissimi lettori di SF. Come sapete, Scuola Filosofica ha spesso seguito con attenzione l’opera di Giovanni Feliciani, editore e filosofo italiano recentemente scomparso (2017). La sua casa editrice, Bibliosofica, è stata una delle prime a mandare dei lavori alla nostra redazione per conoscenza e recensioni. Vogliamo, dunque, ringraziare il dottor Fabio Nicolosi che mi ha personalmente invitato a ripubblicare l’intervista che io stesso concordai con Feliciani. Colgo l’occasione per segnalare l’uscita del volume Filosofia, letteratura e teatro e a far un ultimo saluto ad un uomo e pensatore che ha davvero creduto nella filosofia, come forma di sapere da diffondere a tutta l’umanità. Abbiamo bisogno di persone come Feliciani e il nostro Paese più che mai. Qui sotto trovate la quarta di copertina e auguro a tutti i lettori una buona lettura ancora in compagnia di Giovanni Feliciani.

Dr. Giangiuseppe Pili

Il Principio di Creazione bontadiniano, tra Parmenide e Gödel

 

Introduzione

Lo scopo di questo articolo è l’analisi del bontadiniano Principio di Creazione e delle aporie che hanno fatto da catalizzatore alla critica, in particolare quella severiniana. L’analisi mira a valutare la conformità del discorso agli standard epistemologici della logica formale e della semantica informale nel rispetto, tuttavia, dell’intenzione comunicativa dell’autore consistente nel fornire, in un’epoca di crisi dei valori, una via per il recupero della metafisica classica e una prova dell’esistenza di Dio.

Una questione di completezza – Scacchi, sistemi linguistici e sistemi formali

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Consigliamo – Filosofia della mente e Vincere con l’Arte della Guerra


Uno scorpione voleva attraversare un fiume e chiese ad una rana di portarlo. “No”, disse la rana “no grazie. Se ti portassi sul dorso tu potresti pungermi e la puntura di uno scorpione è mortale”. “Ma, non è logico” disse lo scorpione, gli scorpioni cercano sempre di essere logici “se io ti pungessi, tu moriresti e io affogherei.” La rana si convinse e lasciò che lo scorpione gli salisse sul dorso. Ma proprio nel bel mezzo del fiume la rana sentì un dolore terribile. Si rese subito conto che lo scorpione l’aveva punta. “E la logica?” chiese la rana nel mentre che incominciava a discendere verso il letto del fiume insieme allo scorpione “Non è logico quello che hai fatto”.“Lo so” disse lo scorpione “ma non posso farci nulla. E’ il mio carattere.”[1]

Orson Welles


Vuoi leggere un libro sulla filosofia degli scacchi? Un mistero in bianco e nero – La filosofia degli scacchi!


Ho sentito e letto critiche ai danni di quei pochi, ma importanti, “sistemi scacchistici”, critiche che si sviluppano attorno a due nuclei argomentativi distinti. Uno è lo scetticismo sulla qualifica delle mosse (definite in termini di “buone” o “cattive”), l’altro è l’osservazione che qualunque sistema di scacchi si sia dimostrato incompleto o, ancora peggio, incoerente.

In termini spiccioli, dimmi cosa è la filosofia! Ovvero, “la capra sopra la panca campa e sotto la panca la capra crepa”.

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Consigliamo Scrivere di Filosofia – Letteratura e Filosofia a Confronto


(1)   Sopra la panca la capra campa,

(2)   sotto la panca la capra crepa.

Una delle domande più gettonate dalla folla silenziosa ma mai troppo addormentata per non essere curiosa, è: dimmi un po’, tu che ne sai, ma cosa è la filosofia? Essendo una materia difficile, la cui asperità nasce da un tecnicismo talvolta ingiustificato e dalle strane domande, lascia disorientati tutti coloro che non penetrano la disciplina in fondo. Inoltre, non si è mai chiarito a cosa la filosofia debba servire: in poche parole, quale è il suo fine. L’obbiettivo finale chiarisce immediatamente, più o meno, i passi necessari per raggiungerlo e, per questo, si giustifica ogni fatica.

Logica da Zero a Gödel – Francesco Berto

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Consigliamo – Tutti pazzi per Gödel di Francesco Berto e Introduzione alle teorie della verità di Giangiuseppe Pili


“Logica da Zero a Gödel” non propriamente un manuale di logica. Esso è un testo che dovrebbe essere letto prima di accedere direttamente alla disciplina. La Logica è ostica e richiede molte nozioni pre-tecniche, se così si può dire, ma che difficilmente si riescono ad imparare in blocco. Spesso, nei manuali più tecnici si dà questa conoscenza per scontata. Come la matematica, la Logica si impara facendola e, dunque, l’acquisizione di solide basi, anche concettuali, risulta di capitale importanza. Il lavoro di Berto riesce in pieno in questa difficile operazione: fornire gli strumenti concettuali per lo studio della Logica.