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Scuolafilosofica Posts

Antropologia e scienze cognitive

Devono scienza cognitiva e antropologia collaborare a stretto contatto nella realizzazione dell’obiettivo di comprendere la cognizione umana? A dare risposta affermativa a questa domanda, non priva di controversia, è un articolo scritto dai filosofi Stich e Laurence con l’antropologo Barrett, “Should the Study of Homo sapiens be Part of Cognitive Science?”, pubblicato su Topics in Cognitive Science.

Breve contestualizzazione storica su Karl Marx e “Il Capitale”

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Consigliamo Marx il comunismo e il totalitarismo di sinistra


Quando all’inizio del 1848 Marx ed Engels pubblicarono il Manifesto dei comunisti non solo gettarono le basi per una nuova concezione del socialismo, ma stilarono di fatto un programma rivoluzionario a breve scadenza per i proletari di tutta l’Europa. Gli stessi fallimenti dei moti del ’48 portarono Marx all’esilio a Londra e ad una riprogrammazione dei suoi punti rivoluzionari.

Il pieno e il vuoto – Il sesto capitolo de L’arte della guerra

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Per avere un vantaggio ottimale sul nemico bisogna essere primi ad arrivare sul campo di battaglia. Il nemico andrà dove vuoi se saprai fargli immaginare di trarre vantaggio operando una certa mossa, ovvero il nemico è suscettibile alla logica dei premi e delle punizioni, tanto quanto lo sei tu: “Ciò che fa muovere il nemico dove vuoi tu, e di sua iniziativa è la prospettiva dei vantaggi. Se invece vuoi impedirgli di andare in un certo luogo, prospettagli un danno”. Per colpire un nemico attaccalo dove non si può difendere e scegli di difendere ciò che sai che ti attaccherà. Per combattere un nemico non dargli mai delle tue intenzioni e valuta e compara sempre tutte le alternative: “E così, se desidero intraprendere la lotta, il nemico non potrà sottrarvisi: perché attaccherò ciò che è costretto a salvare”. Non dare la possibilità al nemico di leggere le tue mosse implica che il nemico dovrà difendere tutto e contemporaneamente, così egli dovrà concedere debolezze: la guerra non si vince se non sfruttando le debolezze dell’avversario. Bisogna temere il nemico in ristrettezza numerica perché tenderà ad organizzarsi con più precisione che se avesse molte truppe: “La scarsità di forze induce a preparare la propria difesa. Persino un nemico superiore numericamente può essere indotto a non combattere”. La tattica prevede la scoperta dei piani dell’avversario attraverso ricognizioni e pungolamenti che costringono il nemico a effettuare mosse che mostrino i suoi piani. Così “la vittoria si consegue adattandosi al nemico”.

Mutamento climatico, questione morale?

La risposta al problema del mutamento climatico non sembra, attualmente, essere considerata un imperativo morale. Poiché il mutamento climatico antropogenico (quello causato per lo più dall’uomo) non genera intuizioni morali solide, non pone come urgente la necessità di agire (moralmente) per arginare il problema. Questa era la tesi sostenuta da Markowitz e Shariff in “Climate change and moral judgment” (Nature Climate Change, Vol.2).

La biblioteca – Definizione e storia

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Consigliamo Biblioteconomia – Le cinque leggi di Ranganathan e Le biblioteche in Italia


Il termine biblioteca deriva dal greco “βιβλιο- ϑήκη”, βιβλιο è infatti il termine greco che indica “libro”, mentre ϑήκη indica “un luogo di deposito”. I βιβλιοϑήκαι erano per gli autori classici i mobili in cui libri venivano collegati. Nei secoli questi luoghi di raccolta sono divenuti sempre più grandi fino a divenire delle vere biblioteche moderne. Quindi in ultima analisi la biblioteca è un luogo dove si custodiscono, in maniera diversa, come vedremo, tomi e libri di tutti i generi per una consultazione al piccolo, al medio o al vasto pubblico, com’è stato nelle varie epoche in modi diversi. Importante sottolineare la differenza fra libreria e biblioteca: il primo è un luogo di “mercato” dove comprare i libri per poter sviluppare una biblioteca privata, il secondo invece come detto è un luogo di conservazione. In quest’epoca di digitalizzazione del libro il ruolo delle librerie e delle biblioteche è sempre più importante: il rischio di perdere nozioni attraverso la digitalizzazione della carta è sempre più forte, tanto che, aumentano via via di numero le biblioteche digitali, autorizzate e non, dove poter consultare libri direttamente online, scoraggiando la nascita e lo sviluppo di nuove case editrici e di conseguenza di librerie.

Carl Von Clausewitz – Analisi di filosofia della guerra


Abstract

Carl Von Clausewitz. Analisi di filosofia della guerra intende ricostruire il pensiero dell’uomo d’arme, storico e pensatore del warfare Carl Von Clausewitz. L’analisi è partizionata secondo una distinzione tematica dei principali nuclei del pensiero di Clausewitz in relazione alla dottrina pura della guerra. L’analisi critica condotta ha garantito la possibilità di approfondire singoli punti tematici particolarmente rilevanti in sede di dottrina del warfare, in particolare abbiamo privilegiato l’aspetto epistemologico della teoria di Clausewitz rispetto ad aspetti più propriamente interessanti per la pratica militare. In particolare, l’epistemologia clausewitziana è stata ricostruita sulla base di alcune semplici assunzioni dell’epistemologia analitica contemporanea per meglio mettere in luce tutte le sfaccettature, altrimenti incoglibili nella sua integralità, dello straordinario pensiero filosofico di Clausewitz.


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La filosofia analitica de Il signore degli Anelli

Abstract

Il lavoro vuole essere una analisi filosofica del mondo possibile descritto da J.R.R. Tolkien, nella trilogia de Il signore degli Anelli. L’analisi è condotta con i metodi analitici offerti dalla corrente filosofia, detta analitica. Essa, piuttosto che un semplice compendio del testo tolkeniano, vuole essere un divertimento a vantaggio dei lettori, che vogliano speculare filosoficamente sul testo e, allo stesso tempo, venire a contatto con un modo di fare filosofia ancora abbastanza relegato agli specialisti. Questo per mostrare che non solo ci si può divertire filosofeggiando, ma che pure è possibile farlo con un modo di fare filosofia che, apparentemente inaccessibile, può invece esserlo, diventando, così, utile strumento e indiscutibile divertimento.


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L’ontologia de Il signore degli anelli

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1.1 Un mondo di fatti morali

Il mondo de Il signore degli Anelli è un mondo di fatti morali. Per comprendere la base metafisica di sfondo a tutta l’opera è imprescindibile fare mente locale su questa peculiare caratteristica dell’opera di Tolkien. Definiamo con ‘fatto morale’ una qualunque entità fisica alla quale corrisponde una proprietà che lo contraddistingue moralmente, come ‘buono’ o ‘cattivo’. Sicché ogni entità definita come parte del dominio degli oggetti presenti nell’universo tolkeniano, intesi sia come cose che persone, ha una chiara definizione morale. Si può dedurre che nessuna entità non è né buona né cattiva, ma è o buona o cattiva, o, al più, entrambe. La maggior parte delle cose dell’universo tolkeniano sono definitivamente buone o cattive, ma possono essere sia buone che cattive, in alcuni casi limitati. Le sfumature del buono o cattivo a livello di fatti sono, in realtà, assai poche ma importanti.

L’educazione sentimentale – Gustav Flaubert

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Consigliamo Madame Bovary di Flaubert


L’educazione sentimentale è un romanzo scritto da Gustave Flaubert. Esso narra le vicende private del signor Frédéric Moreau, giovane della piccola aristocrazia francese. L’educazione sentimentale inizia con il giovane Moreau e con l’amico Deslauries che si rincontrano, dopo anni di separazione. Entrambi lasceranno la provincia per andare a vivere nella capitale, sebbene Moreau e Deslauriers avranno un diverso destino, perché diversi nei desideri. Moreau va alla ricerca del grande amore, mentre Deslauriers va in cerca del potere. Moreau troverà subito l’oggetto dei suoi desideri incarnata nella figura della donna-madre, la signora Arnoux, che fa la sua comparsa sin dalle prime pagine del romanzo e rimarrà avvinghiata alla vita di Moreau (e alla immaginazione del lettore) per tutte le pagine de L’educazione sentimentale.