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Categoria: Storia

1989 – i fatti rilevanti

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Tiananmen_Square.jpg

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Tutti ci ricordiamo del muro di Berlino, della definitiva caduta di un simbolo d’illibertà, oppressione e intolleranza. Senza dubbio un grande evento, forse ingigantito in Occidente dal rumore degli scricchiolii dell’ormai fatiscente Unione Sovietica, nemico storico da sempre dei regimi liberali. L’URSS era destinata a seguire al crollo del suo muro di lì a qualche anno.

A distanza di vent’anni da quel 1989, molti si saranno dimenticati di altri avvenimenti molto importanti. Una certa signora birmana, insignita del premio Nobel per la pace, fu costretta agli arresti domiciliari. Un tizio di nome Tenzin Gyatso si oppose all’invasione cinese della sua terra natale, il Tibet, e fu costretto all’esilio in India. In una piazza di Pechino migliaia di ragazzi manifestavano contro il governo cinese per l’assenza di dialogo democratico, per l’immobilismo istituzionale e per il controllo culturale di regime. Una sonda spaziale, Voyager, inseguiva il grande pianeta blu, Nettuno. La signora era Aung San Suu Kyi, Tenzin Gyatso era il Dalai Lama e la piazza era quella di Tienanmen.

Il sacrum barbarico.

Il nostro discorso si pone come obiettivo primo di risolvere un problema centrale e fondamentale (con ciò intendo che il problema sta al fondamento dell’analisi del tema affrontato) in relazione all’analisi del tema scelto, il problema dell’esistenza del sacro per il barbaro: ‘esiste il sacro per il barbaro?’ sarà la domanda cui cercheremo la risposta. Nello sviluppare il nostro discorso dovremo passare inevitabilmente dall’individuare i tratti caratteristici del sacrum barbarico, dal rilevare come questi tratti siano stati in relazione con la struttura sociale politica e giudiziaria propria del barbaro e come abbiano condizionato la storia dei popoli barbari quando questa storia vide l’incontro con la cultura cristiana. Porremo in verità altre domande, cui però non daremo una risposta, ma che fungeranno piuttosto da stimoli di riflessione, in quanto questioni solo poste e non già risolte. Il nostro discorso prende in considerazione i tratti comuni del barbaro spesso senza entrare nel dettaglio (e distinguo) spaziale e temporale; tratteremo del barbaro europeo vissuto nel medioevo.

Pro s’indipendentzia de sa Sardinia. Tesi per idee, concetti e spunti di riflessione. Di Pili W.

Di Pili W.                              www.scuolafilosofica.com

Ruiu su coro

e s’animu che lizzu
cussos colores
adornant s’istendarde
boh! boh!
e fortes che nuraghe
a s’attenta pro mantenere
sa paghe[I]

 

 1 INTRODUZIONE

Oggi giorno è difficile riuscire a dialogare di politica. Difficile chiarire a noi stessi di quale schieramento facciamo parte. Difficile capire la politica dei nostri capi di governo sia a livello regionale che nazionale. Ma difficile è un eufemismo, forse la parola giusta è “impossibile”.

Storia della guerra del Vietnam – Stanley Karnow

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Storia della guerra del Vietnam è un libro imprescindibile per tutti coloro che s’interrogano sui fatti e sulle cause di una delle più incredibili vicende del secolo scorso, che gode di una centralità particolare per aver creato una nuova coscienza all’interno dell’esponente politico e culturale occidentale più importante, gli Stati Uniti e, in generale, dell’Occidente intero. Dopo il Vietnam le guerre non sono cessate, né nessun conflitto, per quanto brutale e sanguinoso, sarà mai un sufficiente deterrente per evitarne un altro: dopo la seconda guerra mondiale dovrebbe essere un’assurdità solo il concepirne la parola. Ma dopo il Vietnam non è più possibile pensare alla guerra come qualcosa di divertente, un’attività capace di interessare qualunque genere di ingegno, di riscattare gli inetti e di riabilitare gli incapaci.

Satyricon – Petronio

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Consigliamo la guida a Petronio e al Satyricon di Wolfgang F. Pili


Abbiamo perso quasi per intero l’opera di quel grandissimo genio dell’antichità che è stato Petronio. Ma senza dubbio, quel poco che c’è rimasto del Satyricon rimane scolpito nella memoria come le pietre del Colosseo. La storia del Satyricon sarebbe molto lunga  Encolpio è un uomo reso impotente dal dio della fertilità, Priapo. Non sappiamo perché, ma è chiaro che egli ha profanato un rito caro al dio. Encolpio è innamorato di Gitone, uno schiavo di continuo conteso da donne e uomini per la sua straordinaria bellezza e intelligenza.

Nascita del mondo moderno: 1780-1914 – Christoher Bayly

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Nascita del mondo moderno: 1780-1914 è un’opera monumentale di storia globale. La narrazione degli eventi del periodo indicato non fa affidamento a quadri regionali, se non nella misura in cui il particolare avvenimento locale non segna l’evidenza di un più grande evento storico di cui fa parte.

Le guerre coloniali del fascismo – Angelo Del Boca

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Il libro nasce dall’esigenza di parlare del periodo più buio della nostra nazione, quello del fascismo, nella sua veste peggiore, dopo l’adozione delle leggi razziali e dei sistemi di segregazione: il colonialismo. L’esperienza coloniale italiana è conosciuta molto superficialmente nel nostro Paese e, come è più volte segnalato nel libro stesso, è stata attuata una sorta di “rimozione del passato”. Le ragioni di tale “rimozione” sono diverse e non tutte pienamente giustificabili. La prima consiste nel fatto che il fascismo non è stato un atteggiamento politico e ideologico propriamente superato.

La formazione dell’Europa cristiana – Peter Brown

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Consigliamo – Dopoguerra di Tony Judt e Filosofia pura della guerra di Giangiuseppe Pili


La formazione dell’Europa cristiana è un libro monumentale sul periodo tardoantico, vale a dire, pressappoco, dai primi secoli d. C. (200 d. C.), all’anno mille. Già su questo difficile argomento, vale a dire la ragione di una cesura di grandi periodi storici, nel libro si possono trovare interessanti osservazioni, la prima delle quali il motivo per cui la tardoantichità si è ritagliata, nel tempo, uno spazio e un’attenzione sempre maggiore. E’ pur vero che nessuno, in precedenza, ha mai creduto alle date in termini assoluti: il 476 d. C., data del crollo dell’impero romano d’Occidente, non è che uno degli anni che sarebbero potuti andar bene per segnare la fine del dominio romano occidentale. Le cose, però, sono sempre molto più sfumate, se si va a scendere nel dettaglio, ed è ciò che Brown fa.