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Scuolafilosofica Posts

Syria Quello che i media non dicono. Schiavone (a cura di) con Aramu, Khrais, Picasso

Syria Quello che i media non dicono è un lavoro composito che unisce il reportage giornalistico ad analisi di politica internazionale e a considerazioni di natura sociale e culturale. Il libro, pubblicato da Arkadia nel 2013, vuole fornire una panoramica generale su quanto viene taciuto dal sistema mediatico internazionale in generale e dal sistema mediatico italiano in particolare per quanto attiene al più feroce conflitto mediorientale dalla seconda guerra del golfo. L’intento viene conseguito mediante la testimonianza diretta degli autori, coinvolti in termini personali sia in quanto membri dell’associazione Assadakah (Centro Italo-Arabo e del Mediterraneo) che in quanto giornalisti. Gli autori, infatti, riportano la loro personale esperienza, congiuntamente alle loro analisi, su quanto sono in grado di testimoniare per quanto riguarda il conflitto siriano e quanto viene comunicato attraverso i principali media nazionali italiani.

L’importanza della civiltà Micenea nell’ambito della storia greca: le tombe a fossa

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Consigliamo le Polis la civiltà micenea


La civiltà Micenea si sviluppò nella regione del Peloponneso a partire dal 1600 a.C. circa, laddove un popolo nomade che prende il nome di popolo acheo, si stabilì creando una regione abitata, facendo di Micene il polo unitario del loro territorio: era infatti questa la città più grande da cui la civiltà prende appunto il nome. Altre importanti città fondate dagli achei furono senz’altro Sparta, Tirinto, Pilo e Argo. Come tutte le popolazioni seminomadi (o nomadi del tutto) erano dediti alla pastorizia, alla agricoltura locale, alla caccia e alla pesca. Inoltre intrapresero degli scambi commerciali con i cretesi dai quali impararono l’arte della navigazione. Avevano un’organizzazione militare, spesso le stesse città erano in conflitto fra di loro e inoltre dovevano vigilare contro la minaccia degli ittiti, resilienti nell’attuale territorio turco.

Il termine “miceneo” è stato coniato da uno dei più grandi studiosi e archeologi della storia greca, il tedesco Heinrich Schliemann. Invece Micene veniva descritta da Omero come una città “ricca d’oro” ed era da quel luogo che era partita la spedizione contro Troia con a capo Agamennone. Oggi le rovine di questa città vengono ancora ammirate con stupore tremila anni dopo la loro costruzione, e lo stesso, i viaggiatori che visitavano questa zona nel VIII secolo a.C. la ammiravano come luogo di culto, là dove era nato lo splendore dell’antica Grecia.

Fondamentali cenni sulla storia di Creta fra il 2200 e il 1375 a.C.

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Consigliamo le Polis e la civiltà micenea


La storia di Creta è una storia molto antica. Infatti, popolazioni abitavano l’isola di Creta già a partire dal Neolitico. Per motivi di tempo e importanza partiremo dal 2200 a.C. circa quando i nativi cominciarono a costruire i primi palazzi, in quello stesso periodo in cui i Micenei cimentavano le loro doti nelle arti funerarie. Questo è un periodo molto importante perché segna la cesura fra un momento iniziale in cui si viveva in grossi villaggi dediti all’agricoltura e alla pastorizia, e un altro momento in cui comincia a nascere l’agglomerato urbano. Si crea dunque un architettura pianificata con rete stradale, rete fognaria, acquedotto, fontane e spazi riservati, al cui centro di tutto c’era il palazzo.

Nasce così dunque l’età dei palazzi, a cui probabilmente i cretesi si rifecero come modello alle civiltà del vicino Oriente, anche se gli studiosi non si azzardano a trarre conclusioni definitive a riguardo: sono troppi pochi infatti i riscontri e non abbiamo certezza che la nascita dei palazzi a Creta non sia dato da un’evoluzione delle tecniche native.

La letteratura latina nell’età Giulio-Claudia – i generi minori

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Con la dinastia Giulio-Claudia si intende quella serie di imperatori (nell’ordine Augusto, Tiberio, Claudio, Caligola e Nerone) che regnarono dal 14 a.C. fino al 68 d.C.. E’ difficile poter inquadrare in una sola immagine i caratteri della letteratura di questo periodo: infatti, se da un lato nascono figure letterarie celebri come Virgilio, Orazio, Ovidio e Seneca, dall’altro invece nascono generi letterari, considerati minori, con nuove figure di letterati che non riesco a imporsi come punti cardinali di riferimento letterario. Questo è dovuto probabilmente al fatto che tutti gli imperatori di questa dinastia svilupparono dei gusti letterari particolari e distinti l’uno dall’altro e anche al fatto che non stilarono un progetto culturale importante come quello che aveva ideato Augusto.

Fanteria dello spazio – Starship Troopers – Heinlein

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Consigliamo 1984 di Orwell


Fanteria dello spazio è un libro di fantascienza edito nel 1962 dello scrittore Robert Heinlein. La trama è piuttosto lineare: il soldato Juan Rico, noto Johnny, è un soldato della fanteria mobile. Il romanzo, scritto con un narratore in prima persona, riporta le esperienze del soldato Johnny (il soldato par excellere americano) che da recluta “per caso” arriva a ricoprire il ruolo di comandante.

Fuori fuoco L’arte della guerra e il suo racconto – Oliva

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Vuoi leggere la monografia che contiene questo testo? Filosofia pura della guerra!


Fuori fuoco L’arte della guerra e il suo racconto è un saggio di Maddalena Oliva nel quale viene spiegato il rapporto tra l’immagine della guerra veicolata nei media attuali e l’evento militare. Il saggio si articola in sei parti.

Nell’Introduzione Visioni incrociate tra l’arte della guerra e il suo racconto vengono presentati tre nuclei tematici ricorrenti: (1) il sistema geopolitico attuale è causa (efficiente) o effetto (nei modi) di uno stato di “guerra globale permanente” in cui i termini di “pace” e “guerra” tendono a fondersi e diventare sostanzialmente irriconoscibili:

L’ultima di queste è, a seconda delle definizioni, “la guerra totale permanente” – formula banale ma che nota una dimensione pervasiva, continuamente protratta nel tempo e nello spazio – che apre uno scenario in cui tutti i termini e le distinzioni tradizionali sembrano girare a vuoto (dalla cancellazione dei limiti fra pace e guerra, interno e esterno, civile e militare, stati in grado di “dichiarare la guerra” e stati che possono “firmare la pace”, alla redistribuzione al di là di ogni dimensione stabile dell’asse amico/nemico).[1]

Seneca – Vita e opere

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Consigliamo Cicerone e Percorso di letteratura latina


Vita

Lucio Anneo Seneca nacque a Cordova in Spagna molto probabilmente il 4 a.C. da una famiglia equestre benestante: il padre era Seneca il Vecchio. Ebbe modo di crescere in un ambiente stimolante e fu predisposto allo studio. Cordova era una città di tradizioni repubblicane: si era infatti schierata al fianco di Pompeo al tempo delle guerre civili ed era infatti terra di asilo per molti repubblicani ostili alla dittatura di Caio Giulio Cesare. In vista della carriera politica e retorica che avrebbe sostenuto, la famiglia si trasferì presto in Roma, così da poter essere educato nelle migliori scuole di retorica: i suoi maestri di matrice stoica furono Attalo e Papirio Fabiano.

Prima di iniziare l’attività forense nel 31 d.C. intraprese diversi viaggi per ampliare le sue conoscenze, specialmente in Egitto, dove seguì uno zio prefetto.

Dotato di grandi capacità oratorie, Caligola, geloso di queste, decretò la sua condanna a morte: venne però salvato probabilmente da un amante dell’imperatore stesso. Più avanti, però, durante il principato di Claudio, venne esiliato nel 41 d.C. con l’accusa di adulterio con la connivenza di Giulia Livilla sorella di Caligola e figlia di Germanico: naturalmente era tutta una messinscena. Seneca venne allontanato per le sue doti propagandistiche e oratorie che portavano in minoranza l’imperatore.

Gli albori della civiltà greca attraverso le fonti archeologiche mediate dalle fonti linguistiche

Gary Todd from Xinzheng, China, CC0, via Wikimedia Commons

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Consigliamo le Polis la civiltà micenea


In Introduzione alla storiografia greca: Erodoto, Tucidide, Polibio e le figure minori abbiamo analizzato le varie figure di storici e letterati antichi che ci hanno tramandato fondamentali nozioni per la strutturazione di una cronologia credibile. Naturalmente senza un buon supporto delle fonti (reperti) archeologiche portate alla luce da archeologi come Heinrich Schliemann e di Wilhelm Dorpfeld, fautore fra l’altro del metodo scientifico riguardante uno scavo archeologico, sarebbe impensabile riuscire a ricostruire precisamente ampi tratti del periodo storico considerato.

La fondamentale differenza fra le fonti archeologiche e quelle scritte, è che le prime sono considerate delle fonti “mute” come per esempio possono essere reperti e tracce che l’uomo ha lasciato nel suo cammino involontariamente. Ancora le fonti archeologiche sono suddivise in fonti materialistiche, fonti epigrafiche e numismatiche e ancora le già considerate fonti letterarie. Il lavoro di un archeologo grecista è riuscire a differenziare il “greco” dal “barbarico”, quest’ultimo inteso come ciò che viene dall’esterno: infatti, spesso durante uno scavo potevano/possono essere rinvenuti elementi totalmente estranei alla storia greca, arrivati in quel punto per caso; questi sono dei cosiddetti “elementi intrusivi” giunti magari attraverso le devastazioni locali. Questo problema, già caro agli storici greci, ad esempio ad Ecateo di Mileto citato da fonti di Strabone, che supponeva che nel passato arcaico la Grecia fosse stata abitata da barbari e ancora anche Erodoto considerava certa l’esistenza di popoli pre-ellenici e ipotizzava che i più antichi abitanti dell’Attica fossero in realtà i Pelasgi, popolazione successivamente ellenizzata.

Letteratura latina della prima età imperiale

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Consigliamo Cicerone e Percorso di letteratura latina


L’inizio della prima età imperiale è prende avvio dalla morte di Mecenate e dalla fine del cosiddetto “mecenatismo”. Gaio Cilnio Mecenate aveva istituito una sorta di circolo, simile a quello degli Scipioni, con la differenza che, di fatto, loro disponevano dei pieni poteri durante tutto il principato di Augusto, instaurando una forma di egemonia culturale nel cuore di Roma. Per citare il Conte, si crea un “Ministero della propaganda” che gestiva tutte le produzioni artistiche, le passava al vaglio e le autocensurava, ridimensionando decisamente il principio di autodeterminazione dell’arte e della singola libertas.

Il castello – Franz Kafka

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Consigliamo La metamorfosi di Kafka


“Lei è molto severo” disse il sovrintendente, “però moltiplichi pure per mille la sua severità, e non sarà ancora niente a confronto con la severità che l’autorità esercita con se stessa. Solo un assoluto estraneo può formulare una domanda come la sua. Se esiste un’autorità di controllo? Ma se sono tutte autorità di controllo! Certo, il loro compito non è quello di scoprire errori nel senso grossolano della parola, perché di errori non se ne fanno, e anche posto che una volta avvenga un errore, come nel caso suo, chi può dire, in definitiva, che si tratti di un errore?”

Franz Kafka

Il castello di Franz Kafka è un romanzo incompiuto composto nella prima metà del XX secolo. Il romanzo si sviluppa su una trama quasi indescrivibile. K. è l’agrimensore, così crede, di un villaggio innevato e senza nome di cui si sa per certo che è governato dai signori di un castello. Il castello è ben visibile dal villaggio ma quando K. prova a raggiungerlo scopre che la via principale non raggiunge l’imponente struttura. K. si ritrova presto a vivere in un villaggio in cui le persone si comportano nei modi più insoliti pur mantenendo un’apparenza di normalità e così la percepisce lo stesso K.. K. stesso ha grandi difficoltà a camminare, spesso si deve letteralmente aggrappare ad altri per camminare. Ma non è l’unica difficoltà del personaggio principale: costui si sente sempre un estraneo, emarginato, limitato. Ogni suo fine è frustrato da rallentamenti nella successione degli eventi, rallentamenti che determinano l’impossibilità di raggiungere lo scopo. Agli inspiegabili rallentamenti si alternano evoluzioni imprevedibili dello sviluppo degli eventi, come quando K. cerca di parlare con il potente Klamm ma non ci riesce in alcun modo perché Klamm, già membro influente del castello, può essere visto solo da chi vuole lui.