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Fanteria dello spazio – Starship Troopers – Heinlein

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Fanteria dello spazio è un libro di fantascienza edito nel 1962 dello scrittore Robert Heinlein. La trama è piuttosto lineare: il soldato Juan Rico, noto Johnny, è un soldato della fanteria mobile. Il romanzo, scritto con un narratore in prima persona, riporta le esperienze del soldato Johnny (il soldato par excellere americano) che da recluta “per caso” arriva a ricoprire il ruolo di comandante.

La narrazione in prima persona non risparmia il lettore da una prosa che mima il gergo rozzo dei militari, machista e patriottico. Pur essendo, appunto, un espediente letterario potenzialmente fruttuoso, basti considerare il risultato ottenuto da Kubrick in Full Metal Jacket, risulta la parodia della parodia pur senza essere volontariamente una parodia. D’altronde, associare Kubrick a Heinlein potrebbe essere quasi un eccesso di considerazione, una svista. Si tratta, dunque, di una stilizzazione del gergo ben peggiore che si può trovare tra le fila degli istruttori degli eserciti ma non per questo risulta credibile, verosimile. Sarebbe stato meno eccessivo, a quel punto, accontentarsi di scrivere in una prosa priva di questo elemento mimetico, che non rivela nient’altro se non la propria incompiutezza, situandosi a metà strada tra il volgare (letterario, parlato – altra cosa -, militare) e la prosa letteraria di livello medio. Inoltre, a rendere ancora più paradossale questo elemento stilistico discutibile, compare di quando in quando l’intrusione della necessità di trattare o giustificare alcune parti della società descritta nel libro: emblematici sono i casi in cui il professore di filosofia si lancia in severe lezioni ai suoi alunni, particolarmente rilevante quella in cui descrive la “scientificità” della morale allora adottata dalla società umana. Questo amalgama risulta piuttosto scorrevole pur non traendo da questa scorrevolezza alcuno giovamento: il lettore potrebbe risultare perplesso di fronte a questa eterogeneità stilistica così poco armonizzata.

Ma l’approssimazione non si tocca esclusivamente sul piano della pura forma laddove la realtà dei contenuti lascia poco spazio ad alternative e all’immaginazione. Il principale problema di questa opera di fantascienza è il fatto che la fantascienza, mondo del possibile, risulta quasi priva di alternative e di contrasti. E’ tutto perfettamente ordinato, è tutto perfettamente logico, è tutto perfettamente previsto. Tutto è inquadrato ma non giustificato in un simile ordine. Da un lavoro di fantascienza ci si aspetterebbe una giustificazione di una simile perfezione, la spiegazione sistematica dei mezzi grazie ai quali la società del futuro possibile è arrivata ad elaborare un sistema in cui tutti i cittadini accettano le legittimità dello stato, come ci si aspetta una spiegazione dei mezzi grazie ai quali tutti gli uomini della società considerata sono così ben organizzati. Nessun grande libro di fantascienza è così lineare, così semplice nel considerare gli eventuali problemi umani. La genialità di Asimov sta appunto nell’aver fornito una verosimiglianza della storia della fondazione: egli ci dà delle spiegazioni del perché le cose vadano in un certo modo e di come esse vadano. Asimov fu lo storico del possibile, lo storico del futuro ma non dimentica di spiegarci, da bravo storico, come le cose funzionino, come potrebbero funzionare in quel modo. E infatti Heinlein viene da taluni associato ad Asimov. Ma erroneamente. Egli in questo romanzo è simile ad alcuni tratti deteriori di Asimov, ad esempio l’assenza di una complessità psicologica nei personaggi piuttosto che l’assenza di un’umanità superiore (come nei libri di Philip Dick). Per usare una metafora, Heinlein ci offre esclusivamente un orologio perfetto di un possibile futuro pur senza spiegarci come questo si realizzerà e né se questo orologio ammetta qualche genere di attrito.

Da taluni è stato detto questo libro è militarista sia per il tema che per le spiegazioni (poche) della natura della società militarista. Ma ci pare dare troppo credito ad un’opera che vuole essere solo di svago e che non ci riesce neppure del tutto, date le intrinseche manchevolezze narrative, stilistiche e contenutistiche: Heinlein ogni tanto si chiedeva come un politico avrebbe giustificato qualche tratto della società e così la fornisce. Ma poi richiamato da più interessanti questioni a noi sconosciute, ci ha privato dei dettagli. Tutti quelli che avrebbero dato un senso ad un libro che di comune con le opere di Wells, Huxley, Orwell, Dick e Asimov ha soltanto l’etichetta. Di certo è un libro che solo nell’America felice e spensierata dei primi anni sessanta poteva essere scritto, ben prima della guerra in Vietnam, una decina di anni dopo la vittoria in Corea. Erano gli anni felici del mito americano. Che si concretizza, questo si, nel libro di Heinlein, per la felicità del lettore. Ci auguriamo per il buon nome dello scrittore che in altri romanzi abbia saputo fare qualcosa di meglio, per quella parte della fantascienza che vuole essere ed è anche grande arte.


Robert A. Heinlein

Starship Troopers – Fanteria dello spazio

Mondadori

Pag.: 342.

Euro: 10,00.


Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' stato assistant professor ed è il fondatore di Scuola Filosofica, coordinatore dell'associazione Azione Filosofica ed è il responsabile della collana dei libri di Scuola Filosofica. Egli è autore di numerosi saggi e di diversi articoli in riviste internazionali. In lingua italiana ha pubblicato numerosi lavori e libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is a former assistant professor in intelligence studies and he is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School) and the Co-Founder of the philosophical association Azione Filosofica (Philosophical Action). He is the editor in chief of the collective series of books based on the blog (Le Due Torri - Publisher). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) movie maker.

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