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La nascita dell’intelligence economica francese. Gagliano G.

La nascita dell’intelligence economica francese è un libro di Giuseppe Gagliano, presidente del Cestudec (Centro Studi Strategici De Cristoforis) e autore di numerose pubblicazioni del settore. Il volume è edito da Aracne nel 2013. L’opera è strutturata in due parti: la prima ripercorre la genesi storica dell’intelligence economica (IE) francese secondo le interpretazioni di Nicolas Moinet e Hélén Masson, rispettivamente. Nella seconda parte si riporta il rapporto Martre che “costituisce l’atto di fondazione dell’intelligence economica in Francia”.[1]

Il fine globale del lavoro è quello di rendere disponibile al lettore italiano interessato alcune tra le principali interpretazioni della scuola francese di (IE), in particolare quella che ha portato i maggiori sviluppi operativi. Il fine ideale è di natura strettamente interna alla nostra nazione, ovvero aumentare il dibattito sullo sviluppo di un pensiero di (IE) italiana:

Con questa pubblicazione il Cestudec si propone di stimolare un fruttuoso e fecondo dibattito anche in Italia per l’intelligence e la guerra economica secondo l’interpretazione francese nell’auspicio che, anche nel nostro paese, in tempi ragionevoli, possa prendere vita una istituzione analoga per finalità e metodologia alla Scuola di guerra parigina.[2]

Il fine del libro è, di per sé, di grande importanza. Con la dissoluzione del blocco sovietico si è assistito ad un periodo in cui la potenza americana sembrava doversi imporre come unica superpotenza. Sebbene ancora oggi gli USA rimangono il paese con il più grande arsenale militare, la guerra sembra aver cambiato veste almeno parzialmente. Con la presenza delle armi atomiche il limite autoimposto alla violenza non sembra aver di per sé scongiurato la possibilità di costituire nuclei di interesse favorevoli a nuove tipologie di guerra. In altre parole, l’equilibrio atomico non ha fatto largo ad un’epoca di pace. Inoltre, la potenza degli USA sembra essere sempre più sottopressione e in discussione per molteplici aspetti, il che lascia intendere che l’attuale ordine mondiale sia solo transitorio.

La natura della guerra economica non è, di per sé, così nuova (come emerge in vari punti del libro). Ma se nelle epoche passate si è sempre sfruttata in modo collaterale, oggi la guerra economica sta diventando una delle principali forme di conflitto. In un mondo globalizzato in cui gli attori politici, sociali ed economici sono sempre più interconnessi, il rischio relativo all’instabilità dei mercati è divenuto sistematico, perché indotto da scelte di singoli operatori, siano essi pubblici o privati e di varia dimensione. Per il ben noto effetto farfalla, anche piccole variazioni nei microsistemi economici possono comportare grandi effetti a livello macrosistemico e globale. Inoltre, la potenza di fuoco sviluppata dai nuovi armamenti è tale da scongiurare macroconflitti, ma induce l’interesse nello sviluppo di nuovi sistemi per condurre lotte in modi non convenzionali.

Gli intenti programmatici del libro prendono forma nella trattazione delle analisi teoriche dell'(IE) francese. Per riuscire nell’intento, in più di una parte vengono considerate e confrontate anche le altre forme di (IE) presenti nel panorama internazionale. Ed è in questo senso che il lavoro riesce a costituire uno studio a tutto campo nel panorama della (IE). Ad esempio, in più punti vengono considerate le strutture di (IE) più avanzate: Giappone, USA, Germania, Svezia e Regno Unito. Il merito principale dell’opera di Gagliano, infatti, consiste nel considerare lo sviluppo della (IE) francese, mostrando in controluce anche i punti di forza e debolezza degli altri sistemi. In questo modo, si riesce ad apprezzare lo sviluppo di una nuova forma di (IE) in relazione alle altre strutture organizzate di (IE) antecedenti.

Di particolare interesse generale risulta una questione che emerge in più punti nel libro. Lo sviluppo della (IE) francese risultava imprescindibile per ragioni strategiche, aggravate dal fatto che la Francia non disponeva di una storia consolidata di (IE) alle spalle a differenza, ad esempio, della vicina Germania. In questo senso, il problema era principalmente di strutturare i servizi di (IE) in modo tale da risultare competitivi rispetto al resto del panorama mondiale nei suoi molteplici aspetti. La sfida non era solo di natura istituzionale, ma anche propriamente culturale. Questo aspetto potrebbe passare inosservato, ma risulta decisivo. Infatti, in diversi punti emerge il problema di trovare sistemi di integrazione tra il pubblico e il privato nella gestione dell’informazione utile da un punto di vista economico. In altre parole, la gestione verticale dell’istituzione di (IE) non è sufficiente, ma deve essere ripensata come una rete in cui alcuni nodi sono le amministrazioni pubbliche e gli operatori economici e sociali privati, sostenuti dalle risorse dello Stato. Nonostante i vantaggi di una simile strutturazione reticolare, l'(IE) risulta essere di difficile formazione rispetto ad un popolo che, di per sé, potrebbe non accettare o riconoscere i sistemi di (IE) come positivi o come integrabili rispetto alla propria prassi di lavoro. In altre parole, come le rivoluzioni militari sono dovute solo in seconda istanza ad una variazione delle armi ma si costituiscono principalmente su nuove concezioni dell’uso delle armi già disponibili, cioè su fattori eminentemente culturali; allo stesso modo, lo sviluppo di una (IE) efficiente richiede una preliminare accettazione della stessa a livello culturale. Infatti, ciò che emerge in modo evidente dallo studio complessivo, è proprio la necessità del riconoscimento da parte della nazione intera dell’importanza strategica del reperimento, gestione e distribuzione dell’informazione utile da un punto di vista economico. In altre parole, solo a condizione che l’intera nazione riconosca nella propria cultura un senso alle attività di (IE) si può sperare di avere un sistema efficiente, laddove, oltretutto, per una efficace gestione dell’informazione economica è richiesta una molteplicità di figure e di feedback da parte degli operatori economici.

La nascita dell’intelligence economica francese risulta essere uno studio interessante nell’ambito ristretto della riflessione sull’intelligence in generale e sull’intelligence economica in particolare. Tuttavia, come abbiamo cercato di mostrare, sia negli intenti che nella sostanza, il principale pregio del lavoro è quello di riuscire a mostrare in controluce l’importanza dell’intelligence economica, soprattutto da un punto di vista operativo. In particolare, ci sembra importante sottolineare la necessità di un dibattito diffuso sulla questione, almeno in relazione agli interessi della nostra nazione.


Giuseppe Gagliano

La nascita dell’intelligence economica francese

Aracne

Pag.: 196.

Euro: 13,00.


[1] Gagliano G., (2013), La nascita dell’intelligence economica francese, Aracne, Roma, p. 9.

[2] Ivi., Cit., p. 10.


Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' stato assistant professor ed è il fondatore di Scuola Filosofica, coordinatore dell'associazione Azione Filosofica ed è il responsabile della collana dei libri di Scuola Filosofica. Egli è autore di numerosi saggi e di diversi articoli in riviste internazionali. In lingua italiana ha pubblicato numerosi lavori e libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is a former assistant professor in intelligence studies and he is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School) and the Co-Founder of the philosophical association Azione Filosofica (Philosophical Action). He is the editor in chief of the collective series of books based on the blog (Le Due Torri - Publisher). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) movie maker.

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