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Logicomix – Apostoloso Doxiadis, Christos Papadimitrou

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Tutti pazzi per Gödel di Francesco Berto


Logicomix è un grafic novel, vale a dire un romanzo a fumetti. In questo si narra la storia di Bertrand Russell. La narrazione tocca vari livelli della vita del grande pensatore inglese: la sua vita privata, il suo attivismo pacifista e la sua riflessione di logico e filosofo. La struttura del grafic novel non è lineare né esclusivamente concentrata su Russell, ma spesso presenta la voce stessa degli autori, resa indispensabile per maggiore fruibilità e chiarezza. Una parabola, dunque, di una vita di un uomo complesso resa in maniera altrettanto complessa ma, nonostante ciò, perfettamente fruibile. In apertura v’è anche un’introduzione di Giulio Giorello e, in appendice, è presentato un piccolo glossario con una veloce presentazione dei filosofi citati nel fumetto (neanche pochi), delle opere più importanti di cui v’è riferimento esplicito nel testo e alcuni termini fondamentali. Questo glossario è particolarmente utile per tutti coloro che si potrebbero approcciare alla filosofia (in particolare alla logica e alla filosofia della matematica) attraverso il grafic novel.

Logicomix (la cui traduzione sarebbe letteralmente “fumetlogico”) ha un titolo che mostra solo un lato del grafic novel in questione. La logica, in senso strettamente filosofico, c’entra ma relativamente. Siamo, piuttosto, di fronte ad un intarsio a mosaico difficilmente descrivibile, un caso di complicata descrizione e facile fruizione. La sequenza narrativa prosegue a ondate nella quale il filo logico si interrompe per poi riprendersi le cui narrazioni rimangono sempre intelligibili. Il tema narrativo principale segue una conferenza di Russell il quale discute i pro e i contro dell’ingresso in guerra degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale. Ma lo stesso Russell, invece di prendere di petto il problema astratto e universale della giustificazione (eventuale) della guerra o della pace, aggira il nodo centrale raccontando la sua esperienza umana, dall’indifferenza intellettuale verso le faccende della società civile fino alla formazione della sua coscienza pacifista, profondamente liberale in senso libertario (cioè non conservatore). In realtà, dell’indiscutibile senso di gioia e necessità di assenza di oppressione, sì presente nel Russell intellettuale pacifista, compare solo qualche traccia in Logicomix perché avrebbe implicato due conseguenze sgradite agli autori: (1) trattare per intero la vita di Russell (2) rendendo impossibile scendere nei dettagli della sua vita di logico e filosofo. In Logicomix, infatti, Russell non è presentato solo nella sua veste di pacifista o uomo socialmente impegnato ma, forse soprattutto, come filosofo, cioè come l’uomo incapace di fermarsi alla sicurezza della finzione per ricercare nel vivo del profondo la verità. La ricerca della verità sorge in Russell, secondo gli autori, dall’intrinseca paura della pazzia e della necessità di un controllo razionale sugli aspetti primordiali e irrazionali della natura umana: Russell fu colpito dalla scoperta, quand’era ancora un bambino, di uno zio totalmente insano accudito dalle amorevoli cure della nonna bigotta, non pazza solo perché la religione è un credo istituzionalmente riconosciuto (anche quando si tramuta da bisogno primordiale a follia fanatica). In effetti, uno dei temi principali, se non il più importante, è esplicitato dalla domanda: “perché la logica conduce alla pazzia?” Questo motivo di sottofondo è reso manifesto dai continui rimandi e riferimenti ad altre vicende biografiche dei più grandi logici della storia: la pazzia di Cantor, l’inventore del paradiso dei matematici, la schizofrenia dei figli dello stesso Russell e dell’altro grande logico David Hilbert, la morte per auto-deperimento di Kurt Gödel (senza dimenticare la depressione seguita al Teorema), il suicidio di Alan Turing, la malattia di Frege, la follia del terribile Von Neumann e l’inestricabile vena di paranoia che avvolge Wittgenstein, un uomo di cui è difficile stabilire quanto fosse effettivamente umano nel suo metaforico autismo (cosa curiosa per uno dei più grandi filosofi del linguaggio). In effetti, sembra proprio che la follia sia un elemento essenziale per tutti coloro che hanno studiato gli abissi della logica e della matematica, eppure questo tema, ed è un po’ una debolezza del fumetto, sebbene chiaramente centrale, rimane sempre un po’ troppo in superficie, sull’anedottico, difficile da elevare su un piano universale: il fatto che ci siano “coincidenze” con un supposto filo di correlazione causale non rende più manifesto il fatto che questa presunta causalità sussista davvero.

Ci sono anche altre debolezze in Logicomix, per esempio, il fatto di non costituire precisamente né un’introduzione alla filosofia o alla logica, né essere una vera e propria biografia di Russell e neanche, cosa più significativa, si costituisce come un “romanzo” vero e proprio. E’ tutto insieme e forse nulla nello specifico. C’è esplicitamente un riferimento degli autori che chiarificano il loro intento: vien detto, in uno spirito di logica auto-referenziale, che Logicomix si impernia sulla storia (narrazione) delle gesta di un eroe (Russell) e ciò lo inserisce in senso autentico all’interno del filone culturale fumettistico, secondo gli autori. L’eroe è riconosciuto come filo conduttore del genere del fumetto (citato esplicitamente Superman, lasciando intendere la sua conseguente eredità in tutti gli altri super-eroi: “Da Paperino a Bertrand Russell, attraverso Superman!” (p.28)) e anche come punto di contatto con la tragedia greca, inserita due o tre volte all’interno stesso del Logicomix. Russell come eroe, un filosofo che ha lottato contro la pazzia senza cadervi direttamente (sebbene si lasci intendere talvolta che alcune sue scelte, suo malgrado, fossero condotte più sul senso irrazionale che sulla ragione). Eppure, stando al fumetto, non si riesce proprio a credere Russell come uomo emblematico, assoluto e portatore di quel dovere universale che caratterizza l’eroe (soprattutto in senso classico e tragico di Sofocle e Omero) più di ogni altra cosa.

Da segnalare l’interessante vena autoreferenziale che pervade interamente il fumetto, riuscendo nello stesso tempo ad essere autoironico senza gli eccessi dell’autodisprezzamento tanto spesso scambiato per ironia: lo scherno, non l’ironia, nasce dal seme della stupidità. Una logica autoironica ed ironica senza esser eccessiva. Un grande merito degli autori, quello di essere stati in grado di sfiorare la rigidezza senza toccarla e di essere elastici senza rigore.

Due parole vanno spese anche per i disegni. Essi sono molto belli sia dal punto di vista del tratto che dei colori. La sceneggiatura, in particolare, è eccellente e, se non lo fosse stata, avrebbe implicato l’intero fallimento del lavoro: esso sarebbe stato noioso o, ancor peggio, illeggibile. La capacità di interrompere un filo narrativo al momento giusto per riprenderne un altro lasciato aperto e ricomporre in un secondo momento il quadro generale è un’operazione molto ben riuscita e, senz’altro, vincente. Non solo la qualità del colore è magnetica ma anche l’essenzialità dei tratti salienti dei personaggi umani è affascinante e cattura lo sguardo in un piacere estetico da non sottovalutare (in questo genere di lavori). Ma è soprattutto l’indiscutibile qualità dei “fondali”, degli sfondi a garantire un senso di piacere talvolta puro e netto. La qualità “grafic” è notevole e rende il lavoro ancor più apprezzabile. In particolare, segnaliamo la capacità dei disegnatori nel riuscire a restituire non solo le emozioni primordiali legate all’apprensione empirica degli ambienti (cosa assai rara anche nei grandi scrittori), ma pure il riuscire ad essere sempre molto aderenti ai bisogni intrinseci dell’espressione della trama: non è sempre molto facile riuscire a rendere in pochi riquadri ciò che si deve far capire attraverso essi.

In definitiva, Logicomix è un grafic novel il cui piacere è indiscutibile sotto un piano puramente estetico e narrativo, capace di affascinare grazie alla forza di un personaggio di importanza statuaria e centrale nella riflessione filosofica e non solo. La forza narrativa e la bellezza dei disegni fanno volentieri perdonare quelle debolezze che, se più compiutamente elaborate, avrebbero potuto consegnare un capolavoro capace di oltrepassare i limiti di genere. Senza dubbio da consigliare a tutti gli amanti del fumetto, di Russell e della filosofia.


DOXIADIS – PAPADIMITROU

LOGICOMIX

GUANDA GRAPHIC

PAGINE 352.

EURO 23,00


Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' il fondatore di Scuola Filosofica in cui è editore, redatore e autore. Dalla data di fondazione del portale nel 2009, per SF ha scritto oltre 800 post. Egli è autore di numerosi saggi e articoli in riviste internazionali su tematiche legate all'intelligence, sicurezza e guerra. In lingua italiana ha pubblicato numerosi libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is an expert in intelligence and international security, war and philosophy. He is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) amateurish movie maker.

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