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Mese: Settembre 2013

Uno scrittore singolare: Joseph Conrad

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Il mare si stendeva lontano, immenso e caliginoso, come l’immagine

della vita,con la superficie scintillante e le profondità senza luce”.

                                                                                                                 J. Conrad

Introduzione

Fino alla prima metà del Novecento Conrad era considerato uno scrittore di storie di mare, sotto il segno dell’ esotismo e del pittoresco. Veniva visto sotto l’etichetta riduttiva di un “Kipling dei mari del Sud”, mentre oggi è riconosciuta la complessa problematica della narrativa conradiana.

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Caso più unico che raro, Joseph Conrad diventa un maestro della letteratura inglese, scrivendo in una lingua non sua, appresa quando era già adulto. Il suo tema fondamentale è la solitudine dell’individuo, in balìa dei colpi ciechi del caso, di cui il mare è spesso eletto a simbolo. I suoi personaggi sono spesso collocati in situazioni isolate o confinate. L’eroe solitario di Conrad è quasi sempre un fuggiasco o un reietto, segnato dalla sventura o dal rimorso, stretto parente dell’angelo caduto caro ai romantici, che conquista la sua identità affrontando con stoicismo le prove che il destino gli riserva. Conrad ha scritto romanzi e novelle dove è rappresentata la lotta dello spirito umano in un universo indifferente, con una prosa originale che introduce nella letteratura inglese una tragica sensibilità di tipo non inglese.

Lazzaro, vieni fuori. Pinketts A.

Lazzaro, vieni fuori è il primo romanzo pubblicato da Andrea Pinketts, poliedrico autore e letterato italiano. Questo libro, pubblicato nel 1992, ha aperto le porte del successo all’autore milanese che inizierà la sua attività letteraria col suo celebre personaggio Lazzaro Sant’Andrea, protagonista di mirabolanti ed emozionanti avventure e disavventure. Dunque romanziere di successo, ma non solo; negli ultimi anni ha infatti intrapreso la carriera televisiva con diverse collaborazioni: citiamo fra queste quella con Alessandro Lucarelli, nella trasmissione Blu notte.

Il padrino – Mario Puzo

Padrino

L’amicizia è tutto. L’amicizia è più del talento. E’ più del governo. E’ quasi uguale alla famiglia. Non dimenticarlo mai.

Don Vito Corleone

Il Padrino è il celebre romanzo di Mario Puzo, edito nel 1969, nel quale vengono narrate le vicende della famiglia Corleone a cui capo sta Don Vito, il padrino. Il libro è la storia degli ultimi anni di vita di Don Vito Corleone. Il romanzo inizia con il matrimonio della famiglia della figlia di Don Vito, Connie Coreleone, con il giovane Carlo Rizzi, un uomo non particolarmente ben visto dal Don e non senza buone ragioni, laddove costui non avrà riguardo alcuno per la moglie sia per le ripetute percosse fisiche che per i più svariati tradimenti. Il matrimonio è l’occasione di riunione di tutti i membri della famiglia.

Niccolò Cusano – Vita e pensiero

Vita

L’umanesimo era divenuto la corrente culturale dominante nell’Italia di quel tempo. La filologia, il gusto per le humanae litterae, per i classici nella loro autenticità, erano le principali caratteristiche di questo momento culturale, più che storico., che lascia intravedere il moderno, pur ancora senza esserci. Il rifiuto del mondo intellettuale per la filosofia aristotelica era estremamente forte, rinforzato anche da una ripresa per la filosofia platonica, riscoperta in quegli anni a seguito della riscoperta dei testi in greco antico del grande filosofo. A tutto ciò va accompagnata una nuova visione della realtà che vedeva l’uomo come l’oggetto principale della speculazione.

La bellezza dei neonati

Konrad Lorenz affermò l’esistenza di un meccanismo innato nell’uomo(“Kindchenschema”) responsabile del suo orientamento positivo e del suo comportamento di cura nei confronti dell’infante. Tale meccanismo sarebbe attivato da una serie di caratteristiche fisiche del neonato – tra cui spiccano la fronte ampia, le guance paffute e i grandi occhi – che, nel complesso, lo individuano come bello (“cute”).

In risposta a 0/1 di Mozzoni

Pubblico la mia risposta a Marco Mozzoni, “0/1”, BrainFactor, 27/5/2013 riflessione apparsa su Brainfactor.it

Siamo veramente immersi in una realtà percepita, da noi – tutti (?), secondo categorie dicotomiche? Sicché nel confrontarci, ad esempio, con il disagio mentale saremmo costretti ad intendere i fenomeni solamente come anormali o normali, le persone come malate o sane? Soprattutto, è vero che «non accettiamo più di confrontarci con le sfumature dell’esperienza vitale»?

Emozioni e ragione alleate

La visione che intende ragione ed emozione come forze opposte e antagoniste è, oltre che superficiale, falsa. Ad affermarlo e a fare chiarezza su questo punto di secolare interesse, con un esame della letteratura psicologica, è intervenuto Gerald Clore della University of Virginia. La sua riflessione era stata pubblicata, col titolo “Psychology and the Rationality of Emotion”, su Modern Theology.

La Logica matematica dopo Gödel

Dr. Giuseppe Raguní Universitá UCAM di Murcia, Spagna, graguni@ucam.edu

  1. Introduzione
  2. Una revisione “semantica” della Logica
  3. Informalizzabilità intrinseca dell’induzione completa
  4. Una generalizzazione del Teorema d’incompletezza di Gödel
  5. Esempi di Aritmetiche formali del secondo ordine
  6. Paradossi e Teorema di incompletezza
  7. Referenze

Abstract

In complemento al libro “I confini logici della Matematica” dello stesso autore, si sottolinea l’esigenza di una revisione di tipo semantico della Logica matematica. Essa, trascurando la classificazione delle Teorie in base all’ordine espressivo, rivaluta il ruolo della Teoria formale degli insiemi. Inoltre si indeboliscono le ipotesi del primo Teorema d’incompletezza e si chiarisce la sua esatta relazione con i paradossi semantici (di Berry, Richard, etc.).

In addition to the book I confini logici della Matematica by the same author, it is emphasized that a semantic type revision of the mathematical Logic is necessary. Neglecting the usual expressive-order type classification of Theories, this revision re-evaluates the role of the formal Set Theory. Moreover it is achieved a weakening of the hypotheses of the first incompleteness Theorem and its exact relationship with the semantic paradoxes (Berry, Richard, etc.) is clarified.