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La bellezza dei neonati

Konrad Lorenz affermò l’esistenza di un meccanismo innato nell’uomo(“Kindchenschema”) responsabile del suo orientamento positivo e del suo comportamento di cura nei confronti dell’infante. Tale meccanismo sarebbe attivato da una serie di caratteristiche fisiche del neonato – tra cui spiccano la fronte ampia, le guance paffute e i grandi occhi – che, nel complesso, lo individuano come bello (“cute”).

Che la bellezza possa suscitare risposte positive in chi la osserva è evidente ed è stato per altro verificato da numerose indagini empiriche. Ora, il punto vero, è che il meccanismo di Lorenz è stato teorizzato come biologico. Non sembrerebbe insensato, dunque, aspettarsi un’influenza dello stato ormonale riproduttivo nel processamento della bellezza del neonato.

Sprengelmeyer et al., con uno studio pubblicato su Plos One dal titolo “Aesthetic and Incentive Salience of Cute Infant Faces: Studies of Observer Sex, Oral Contraception and Menstrual Cycle”, hanno indagato il possibile ruolo di questo fattore sulla valutazione estetica del volto del neonato e sul grado di interesse stimolato da esso … e hanno trovato che lo stato ormonale riproduttivo non modula né l’uno né l’altro.

Per concludere con relativa sicurezza in questo modo gli autori hanno condotto due esperimenti. Nel primo hanno confrontato la risposta di uomini, donne provviste di ciclo regolare e donne sotto l’effetto di contraccettivi orali, a visi di neonati carini e meno carini. I compiti erano due: attribuire un punteggio a seconda della bellezza percepita, scegliere la lunghezza della visualizzazione delle immagini proiettate a schermo per mezzo dell’ausilio di un tasto. Il primo serviva per registrare il giudizio estetico, il secondo per registrare il grado di interesse stimolato dal viso. Il risultato è che, sebbene i volti giudicati più carini siano stati anche quelli visualizzati più a lungo, il giudizio estetico e l’interesse per il bimbo non variano in relazione né al genere né allo stato ormonale riproduttivo.

È da notare come questo risultato sia in contrasto con l’esito di altri tre studi i quali sembrerebbero dimostrare che le donne giudicano i volti dei neonati come più attraenti rispetto agli uomini. Uno studio curioso ha rilevato una differenza di genere somministrando, in un compito sul tipo del secondo usato nel primo esperimento da Sprengelmeyer et al., immagini di neonati intramezzate a immagini di adulti del sesso opposto; i maschi, rispetto alle femmine, dimenticherebbero del tutto la bellezza dei bambini per concentrarsi piuttosto sull’incanto dell’eterno femminino.

Per determinare con maggiore accuratezza il possibile impatto dello stato ormonale riproduttivo è stato condotto un secondo esperimento, equivalente al primo se non per il fatto che è stato registrato e analizzato il comportamento di donne provviste di regolare ciclo rispettivamente durante la fase mestruale, follicolare e luteale. È infatti risaputo che i livelli di ormoni riproduttivi si concentrano in modo differente durante il ciclo mestruale; durante la fase follicolare troviamo alti livelli di estrogeno, durante quella luteale alti livelli di progesterone, mentre durante la fase mestruale abbiamo bassi livelli di estrogeno e progesterone. I risultati confermano quelli del primo studio: lo stato ormonale riproduttivo non modula il valore estetico e incentivante del viso del neonato.

Reference:

  1. Sprengelmeyer R, Lewis J, Hahn A, Perrett DI (2013) Aesthetic and Incentive Salience of Cute Infant Faces: Studies of Observer Sex, Oral Contraception and Menstrual Cycle. PLoS ONE 8(5): e65844. doi:10.1371/journal.pone.0065844
  2. Lorenz K (1943) Die angeborenen Formem mo ¨glicher Erfahrung. Z Tierpsychol 5: 233–409.

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Articolo originale pubblicato su BRAINFACTOR Cervello e Neuroscienze – Testata registrata al Tribunale Milano N. 538 del 18/9/2008. Direttore Responsabile: Marco Mozzoni.


Francesco Margoni

Assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento. Studia lo sviluppo del ragionamento morale nella prima infanzia e i meccanismi cognitivi che ci permettono di interpretare il complesso mondo sociale nel quale viviamo. Collabora con la rivista di scienze e storia Prometeo e con la testata on-line Brainfactor. Per Scuola Filosofica scrive di scienza e filosofia, e pubblica un lungo commento personale ai testi vedici. E' uno storico collaboratore di Scuola Filosofica.

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