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La fuga – David Goodis

La Fuga2

Parry è stato incastrato. Da chi. Ah, saperlo! Intanto deve fuggire dal carcere. Ci riesce. Ma dove andare dove tutti sanno chi sei, come fare se sei braccato dal singolo cittadino. Tutti i giornali parlano di te. Parry sa che tutti sanno chi è. Forse l’aiuto di una misteriosa e affascinante donna dalle labbra sottili ma dal sex appeal sottopelle, riuscirà a salvarlo. Forse no. Perché lo vuole salvare? Ah, saperlo! Ancora deve fuggire dopo la morte del suo unico amico. Una vicenda tutta svolta all’interno di pochi giorni che danno l’aria della tragedia classica: unità d’ambiente, unità di tempo in senso metafisico, unità di personaggi. Parry nella giungla di San Francisco, sempre tratteggiata scansando gocce pesanti di pioggia o le luci dei lampioni della notte, è costretto a fuggire, una corsa contro il mondo che lo conduce allo stesso tempo alla verità.

Siamo di fronte ad un capolavoro della narrativa Noir. D. Goodis è un illustre sconosciuto, un uomo che nella vita ha avuto la fortuna tardiva di aver incrociato Hollywood e aver dato forma alle immagini di classici del cinema Noir. Basti dire che questo stesso libro è stato trasposto sulla pellicola e il protagonista principale è l’insuperabile Bogart, affiancato dall’allora moglie, L. Bacall.

Il libro è una storia poliziesca. Questo, leggendo il libro dai suoi vestiti. In realtà, Goodis parla di un uomo qualunque ossessionato dai suoi fallimenti, distrutto dai suoi stessi tentativi fallimentari di vivere la “vita normale”. La solitudine, l’intristimento dell’animo lo sfiniscono e lo avvinghiano dando forma ad una prigione. Una prigione dalla quale Goodis vuole portare fuori il proprio protagonista che finisce per vivere una serie di fortune. L’uomo-fallito il simbolo per eccellenza della nostra società, ecco di chi stiamo parlando. Narratori del calibro di Svevo e Pirandello ne parlano profusamente nei loro libri, l’inetto. Per non parlare di un altro grande narratore dell’inettitudine, H. Miller. Tuttavia, in Goodis scorgiamo qualcosa di diverso.

Svevo e Pirandello raccontano le storie di persone intelligenti che pur non volendo vivere la vita di inetti, ci finiscono dritti dritti proprio per mano della loro volontà ritorta, ormai incapace di slanci eroici e, anche quando li hanno, sono già destinati al fallimento. Parry è un personaggio molto più sottile e, in realtà, molto più vicino alla verità: Goodis è un narratore che ben sa cosa significhi la sensazione di “incubo” della vita che non chiede molto.

Parry è un antieroe per eccellenza, rispetto ad ogni tipo di figura metafisica che voglia il bene universale e, soprattutto, lo fa nonostante il destino avverso. Parry no. Vive un incubo nel quale trova le strade per caso, senza volerlo. E non è detto che la fine, sia davvero l’ultima parola. Il nocciolo centrale della vicenda sta nella lettura della vita normale attraverso gli occhi di un uomo qualunque incapace di comprendere fino in fondo la realtà, in ciò una grande differenza con gli antieroi di Svevo e Pirandello che ben comprendono ma non vogliono. Parry no. Parry non capisce ma vorrebbe. Egli è impotente, incline alla paranoia, al non riconoscere la verità dalla falsità. Ingloba in sé stesso il giudizio sociale che lo spia ovunque, la privacy, se esiste, non è nel mondo di Goodis, che mostra l’intimità per quella che è: nulla. L’incredibile del libro: la ricostruzione “filologico-metafisica” dell’inquieto postmoderno della coscienza dell’errore implacabile, ubiquo e invincibile. Sensazioni molto simili a quelle dei personaggi antieroici di Philip Dick, con il quale si può trovare ben più di un semplice parallelo.

In due parole: un lettore attento del Noir, non deve perdere di vista il principio metafisico di fondo per gustarsi al meglio un libro fantastico. Un lettore non da Noir non deve farsi vincere dal pregiudizio che solo la letteratura colta possa trasmettere i sentimenti autentici del mondo. Goodis è meno razionalista di Pirandello solo perché accetta molto più di lui l’ineguagliabile sensazione di castrazione, incubo e insensatezza della vita.


DAVID GOODIS

LA FUGA

FANUCCI EDITORE

13,00 €


Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' stato assistant professor ed è il fondatore di Scuola Filosofica, coordinatore dell'associazione Azione Filosofica ed è il responsabile della collana dei libri di Scuola Filosofica. Egli è autore di numerosi saggi e di diversi articoli in riviste internazionali. In lingua italiana ha pubblicato numerosi lavori e libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is a former assistant professor in intelligence studies and he is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School) and the Co-Founder of the philosophical association Azione Filosofica (Philosophical Action). He is the editor in chief of the collective series of books based on the blog (Le Due Torri - Publisher). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) movie maker.

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