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Scuolafilosofica Posts

L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.

Di Giangiuseppe Pili                           www.scuolafilosofica.com

Stiamo assistendo ad un fenomeno vecchio e nuovo allo stesso tempo: contrapposizione radicale tra aziende e lavoratori. Due fenomeni distinti, uniti dalla medesima causa: il recente caso FIAT e lo sciopero dei calciatori.

Quanto siano importanti queste due vicende lo mostra il fatto che è pressoché impossibile farsi un’idea di esse attraverso la stampa in generale. E’ curioso che questo fatto sia stato segnalato da un articolo de La repubblica che, però, non contribuiva in alcun modo positivo alla chiarificazione della vicenda. Ma, allora, di che si tratta?

La natura sconfitta di Spinoza – Un’analisi critica

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Il concetto di natura all’interno del sistema spinoziano, rapportato alle critiche storiche mosse dai maggiori autori del filosofo olandese riesce a sopravvivere al suo stesso autore, oppure è irragionevole assumerne ad oggi le implicazioni essenziali non incorrendo in grossolane incongruenze?


1. Evidenza Naturale

Decisamente più spesso di quanto intendiamo renderci conto, concetti oramai percepiti come elementari dalla maggior parte degli individui hanno il brutto vizio di risultare ben più sfuggenti se sottoposti ad un’analisi critica che tenti di cogliere gli elementi costitutivi del loro significato.

Popper e la crescita della conoscenza

DorianKBandy, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

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Consigliamo Filosofia della mente e l’intervista al professor Silvano Tagliagambe


Una lettura, critica negli intenti, ma purtroppo ancora frammentaria, del contributo che la razionalità critica ha dato e continua a dare ad una epistemologia della “crescita della conoscenza”

Introduzione

Uno dei punti, a dire il vero rarissimi, che sembrano accordare una buona parte degli epistemologi cimentatisi nell’arduo compito di valutare criticamente il pensiero popperiano, o almeno quei pochi che io ho avuto l’occasione di conoscere, può essere a mio avviso facilmente riconosciuto nel piglio con cui il filosofo viennese viene da questi affrontato. Proprio in questo caso uno strumento eccezionalmente accessibile e semplice, come l’indice, che già  può concederci ,se ben valutato, un ottimo colpo d’occhio sull’indirizzo generale di qualsiasi testo, risulta esserci particolarmente d’aiuto per individuare sin da subito i punti cardine della critica filosofica. Una delle più complete antologie redatte su questo autore[1] inaugura una serie di articoli, rivolti a Sir Karl da una serie scelta di critici, con un saggio dal titolo: “Popper and the Vienna Circle” redatto da Viktor Kraft[2]. È singolare notare che sin da subito si inaugura quello che poi sarà un leitmotiv di molti altri approcci al medesimo problema, i rapporti fra Popper ed il Circolo di Vienna vengono confermati e smentiti al contempo proprio nelle prime righe del saggio:

Chalmers ed il confronto con i problemi della coscienza

MissLunaRose12, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

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Consigliamo Filosofia della mente e l’intervista al professor Silvano Tagliagambe


La teoria della mente di Chalmers in una delle sue formulazioni preliminari. Una lettura critica che ne enuclea gli aspetti teorici valutandone le premesse e, soprattutto, considerandone problematicamente le conclusioni speculative.

Introduzione

 Per poter, dunque, attribuire all’uomo il suo posto nel sistema della natura vivente, e cosi caratterizzarlo, non rimane altro che dire che ha quel carattere che egli stesso si procura, in quanto sa perfezionarsi secondo fini liberamente assunti; onde egli come animale fornito di capacità di ragionare (animal rationabile) può farsi da sé un animale ragionevole (animal rationabile).

Immanuel Kant, Antropologia pragmatica, II, E

 

Mercato ed economia – Un’analisi sul pensiero Hayek

DickClarkMises di Wikipedia in inglese -https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9473860

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 Andrea Zeppi – Chalmers e la teoria della coscienza


Introduzione

Non possiamo iniziare la disamina di una struttura teorica senza chiarirne i punti cardine. Hayek ha sempre dimostrato profondo eclettismo nel condurre i suo studi, a partire dal suo periodo di formazione[1] sino a giungere alla sua autobiografia intellettuale[2]. Tuttavia è innegabile che parallelamente a questo impulso eclettico abbia corso un  istinto sintetico altrettanto forte, se non fondamentale per poter comprendere la portata delle soluzioni avanzate dall’economista austriaco all’interno dei campi più disparati.

Scacchi e filosofia Per una introduzione alla filosofia degli scacchi

da “Noumenologia” di Emanuele Franz (Bastogi Editrice, luglio 2004)

Per avere maggiori informazioni su Emanuele Franz e la sua casa editrice: www.audaxeditrice.com.

Il gioco degli scacchi nel corso della storia è stato preso in esame sotto diversi punti di vista ed è stato analizzato sotto molteplici prospettive. La storia, la psicologia e la tecnica del gioco hanno un influenza veramente determinante nella bibliografia scacchistica esistente. Le discipline più disparate hanno avuto pregio di accostarsi a questo secolare gioco. Ma per quanto questo gioco possa aver contribuito allo sviluppo di una concezione del mondo, a un modo di intendere la vita e l’universo, difficile mi è pensare che in passato si sia data forma ad una vera e propria filosofia degli scacchi.

Ontognostica e Ontomimesis. Prolegomeni ad una Noumenologia del teatro.

A cura di Franz E.         www.scuolafilosofica.com

Ontognostica e Ontomimesis

L’autore fornisce una sorprendente prospettiva ontologica: che oltre l’Essere vi sia una forza più alta: la Mimesis. A questa forza trans ontologica tutto il resto viene subordinato e assoggettato. L’attività principale di ogni aspetto ontico diviene pertanto la simulazione e la dissimulazione, al qual vertice sta la Mimesis. Secondo ipostasi precise essa si esprime dapprima nell’Essere, poi negli enti e infine nella coscienza. Ontomimesis sarà pertanto l’intrinseca attività di finzione dell’Essere verso se stesso.

Il monte Nous. Franz E.

A cura di Franz E. www.scuolafilosofica.com                  www.audaxeditrice.com

Michele Vicentini fu poeta, cantore, alpinista solitario, liutaio e scrittore.

Prima di morire suicida all’età di 26 anni concepisce un racconto che tratta dell’ascesa al monte Nous, archetipo della vetta intesa come conoscenza e Verità.

Scelse come luogo della morte un monte a lui caro, il Monte Jou di Fau, alle pendici del Monte Grauzaria, dove deliberatamente, come atto reale e simbolico, si è immolato alla Montagna che lui riteneva sacra. Nei mesi precedenti alla morte traccia mentalmente le linee essenziali di questo racconto, non fa in tempo a scriverlo ma descrive il corpus all’autore. Questi, dopo la morte di Vicentini, ne riprende l’idea e la sviluppa. Gole sperdute, pareti insuperabili, prove iniziatiche da superare, e ancora creature fantastiche e bivacchi irraggiungibili sono le tappe del lungo cammino dell’ascesa. Personaggi vetusti e millenari accompagnano il protagonista: Oberon, Azazel, l’alpinista senza volto.

De elica – Le basi esoteriche della prospettiva

Di  Franz E.             www.scuolafilosofica.com

IL TESTO

L’autore si interroga sul perché l’intelligenza della natura scelga di adottare, in molte delle sue espressioni, la forma dell’elica e della spirale.

Partendo dalla convinzione che il linguaggio della natura non mente, indaga nella storia e nei fenomeni biologici dove compare la geometria di elica e spirale.

In seguito compara queste osservazioni con i Miti degli antichi.

Alexander Samuel – Filosofia

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Consigliamo – Il pragmatismo


S. Alexander è stato un filosofo australiano nato nel 1859 e morte nel 1938 che studiò prima in Australia e poi in Inghilterra.

Alexander (d’ora in poi Ale, ma avrei potuto chiamarlo ‘il contraddetto’) è ricordato per aver sostenuto una tesi emergentista (i.e. una tesi per cui le proprietà di un sistema complesso non sono ottenibili dalla semplice somma né dipendono immediatamente dalle proprietà delle sue parti – le proprietà emergenti dunque non sono riducibili alle proprietà da cui emergono) del rapporto mente cervello – o più in generale, fisica-chimica vita. Ale, come ogni buon emergentista che riflette sull’essere vivente e sulla sua di questo possibile coscienza, se ne sta in bilico tra l’affermare che non esiste altro oltre ai processi chimico-fisici e l’affermare che, nonostante tutto, i processi detti mentali non si riducono semplicemente ai processi chimico-fisici, piuttosto emergono come qualità distinte, come nuove realtà. Il fenomeno mentale (e così la ‘vita’) emergerebbe dalla complessità del fenomeno fisico-chimico.