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Ritmi Africani: un’associazione di volontariato.

 Di Pili G.,               www.scuolafilosofica.com

Nel 2001 è nata un’associazione umanista di volontariato dal nome affascinante: Ritmi Africani. Affascinante non è esclusivamente il nome, ma la loro breve ed intensa storia, le loro attività e i loro ideali. Andiamo a conoscerli meglio.

L’associazione nasce a Torino nel 2001, ma di recente sta aprendo una nuova sede anche Milano. Essa fonda la sua identità sui valori inalienabili dell’uomo, in particolare sull’affermazione del diritto alla dignità della vita, alla salute e all’istruzione. Ritmi Africani non ha come ideali degli astratti concetti e opera all’interno della consapevolezza che quei diritti fondamentali devono esserlo per tutti, non per pochi.

La tolleranza di cui sono portavoce va molto al di là della semplice assistenza, perché spesso degenera in forme di dipendenza da parte di chi riceve. L’obbiettivo principale è fornire l’aiuto per emancipare, non per dispensare elemosine.

La loro azione non è solo di tolleranza attraverso una comprensione dei problemi, ma anche l’attuazione di progetti realizzati dall’intervento di volontari. Questi non sono selezionati in base a preconcetti di ordine ideologico o istituzionale ed il solo requisito è la sincera motivazione non giustificata da compensi materiali. L’associazione è no-profit. I volontari non sono stipendiati ma li anima l’interesse autentico per la cura degli altri.

Tuttavia, l’azione non si deve fermare ad una pura contemplazione dei problemi, motivo di fatalismo irrazionale che contribuisce a mantenere inalterato lo stato di cose. I ragazzi di Ritmi Africani s’impegnano in azioni semplici e mirate ma capaci di dare un contributo reale e tangibile.

L’attività di Ritmi Africani procede in due sensi: creare una rete di volontari motivati in Italia e realizzare dei progetti mirati in Africa. Il movimento umanitario a cui si ispira l’associazione è, in generale, rivolto verso tutta l’umanità. Tuttavia, andando fino in fondo e procedendo sempre all’interno di un tessuto umano reale, si concretizza in particolare in Gambia e in Senegal.

Per portare una testimonianza esemplificativa dell’azione di Ritmi Africani si può considerare nel particolare il progetto di debellamento della malaria, una delle grandi piaghe dell’umanità. L’iniziativa è impegnativa e procede attraverso diversi livelli di azione. Precisiamo brevemente in cosa consista tale malattia.

Forse non tutti sanno che la malaria è la malattia dovuta ad un protozoo: il plasmodio. Il plasmodio è trasmesso all’uomo dalla zanzara anopheles. La zanzara fa dunque da tramite tra il plasmodio e l’uomo e così diffonde la malattia. Una volta che il protozoo è all’interno dell’organismo, produce delle febbri elevate e una sensazione di stanchezza invincibile. Non è un caso che nelle zone in cui la malaria colpisce maggiormente, vale a dire in tutti quei climi che favoriscono la proliferazione delle zanzare, le popolazioni sono state variamente accusate di essere “fiacche”.

Vivere in mezzo alla comodità, in uno dei pochissimi Paesi che ha sconfitto la malaria, fa passare inosservato la difficoltà estrema della sua vittoria. La zanzara produce una grande quantità di prole ed è difficile da uccidere nelle zone all’aria aperta e in grandi spazi. La malaria, infatti, non si contrae esclusivamente in casa, come ci parrebbe logico pensare, bensì nel lavoro all’aria aperta o, semplicemente, durante il riposo, dove l’attenzione degli uomini tende ad essere pari a zero. Le zanzare, infatti, sono capaci di “registrare” il momento più propizio per attaccare. Per tale ragione, è indispensabile agire a diversi livelli.

L’associazione Ritmi Africani si è impegnata in una campagna di sensibilizzazione della popolazione. Ciò sembra quasi un’operazione banale, ma non lo è: se si va a studiare la storia della medicina europea, si scopre che la conoscenza del plasmodio che causa la malaria è avvenuta in tempi recentissimi. Come è solo di tempi molto vicini a noi l’idea che gli animaletti, come le mosche o gli scarafaggi, possano essere a loro volta portatori di malattie. La stessa parola “malaria” significa “male dell’aria”: anticamente, sin dai tempi dei romani, si ipotizzava che la causa della malattia risiedesse nell’aria malsana di certe zone geografiche. L’azione di sensibilizzazione produce una maggiore attenzione nei confronti della vera causa del male e consente di operare verso un altro livello importante, quello della bonifica dei territori.

Le zanzare proliferano in zone paludose e, in generale, in tutti quei terreni lasciati all’incuria e agli agenti naturali in cui anche una pozza d’acqua può trasformarsi in un buon nido in cui generare la prole. Per tale ragione, l’associazione si impegna nella bonifica di quattro aree per poi convertirle in zone agricole al fine di bonificare il territorio e renderlo produttivo allo stesso tempo.

Non trascurando neanche il presente, uno dei punti del programma antimalaria prevede l’acquisto di diecimila zanzariere e un frigorifero per la conservazione dei medicinali.

In fine, Ritmi Africani si impegna al combattimento della corruzione, tristemente troppo diffusa in Africa, come osservava lo stesso Barack Obama. Infatti, in Senegal la situazione sanitaria non è solo precaria per via delle risorse insufficienti, ma pure perché tali risorse sono controllate da un’istituzione malata a sua volta. Per curare i mali dell’Africa non servono solo delle azioni puntiformi, ma anche l’aiuto delle istituzioni africane stesse e della società civile che deve essere educata nei confronti di una politica che aiuti la propria popolazione nella vita e nella libertà.

L’azione di Ritmi Africani contro la malaria è capillare, dall’indispensabile contributo materiale, alla sensibilizzazione della popolazione sino alla denuncia della corruzione e dei diritti dei cittadini violati dall’ingiustizia reale dello stato.

Si sente spesso dire che per essere tolleranti bastino piccoli contributi o solamente l’idea, l’intenzione, un po’ di buona volontà. Ma Ritmi Africani rivendica la partecipazione come diritto/dovere di una società che vuole davvero essere solidale e non solo “tollerante” nei confronti delle altre culture e degli altri esseri umani. La tolleranza si vive nel concreto e non bastano solo buoni ideali, sebbene essi siano indispensabili.

Attraverso la descrizione dell’operato di questi ragazzi volontari che non rispondono ad una pura logica di convenienza economica o di prestigio sociale individuale, abbiamo voluto mostrare uno dei tanti volti scomodi da raccontare per le troppe voci che mirano a distruggere la credibilità degli sforzi di tanti di noi. La cultura dei mass-media è incurante di fronte a queste realtà così vive e così importanti per la vera integrazione tra culture in nome dell’Uomo e non della fede, qualunque essa sia.

Ritmi Africani offre un modello di solidarietà, una serie di strumenti non solo per rivendicare degli ideali e per diffondere la cultura dell’Uomo, ma anche per vivere e far vivere questi ideali nel concreto, dare la vita non a sogni ma a progetti concreti perché i sogni sono belli solo se si realizzano.

Tutti coloro che volessero dare un aiuto all’associazione possono contattarli direttamente attraverso il loro sito, un portale ben curato e accessibile: www.ritmiafricani.org/. Chi volesse può anche scrivere all’indirizzo mail: info@ritmiafricani.org. Oppure andare direttamente nella filiale della propria città. Le donazioni sono sempre possibili. A ognuno il suo modo per dare un aiuto concreto.


Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' il fondatore di Scuola Filosofica in cui è editore, redatore e autore. Dalla data di fondazione del portale nel 2009, per SF ha scritto oltre 800 post. Egli è autore di numerosi saggi e articoli in riviste internazionali su tematiche legate all'intelligence, sicurezza e guerra. In lingua italiana ha pubblicato numerosi libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is an expert in intelligence and international security, war and philosophy. He is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) amateurish movie maker.

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