Sono lieto di annunciarvi l’uscita del libro di Riccardo Moneta e Claudio Sericano I luoghi degli scacchi. Dalla quarta di copertina: “Le 221 località che…
[Nota dell’autore. Originariamente l’articolo costituiva il terzo dei miei commenti all’articolo Gli scacchi come fenomeno culturale: perché gli scacchi hanno avuto da dire nella storia dell’Occidente di Giangiuseppe Pili (11 Maggio 2014); è stata sua l’idea di trasformarlo nel mio primo articolo in ScuolaFilosofica. Esso è stato rielaborato il 1° Maggio 2020 (ricorrenza liturgica di San Giuseppe artigiano, Patrono dei lavoratori), con una piccola variazione del titolo, e ulteriormente modificato in modo lieve il 15 Ottobre 2024 (ricorrenza liturgica di Santa Teresa di Gesù, Patrona degli scacchisti).]
E poi che le parole sue restaro,
non altrimenti ferro disfavilla
che bolle, come i cerchi sfavillaro. L’incendio suo seguiva ogne scintilla; ed eran tante, che ’l numero loro più che ’l doppiar de li scacchi s’inmilla.
Io sentiva osannar di coro in coro
al punto fisso che li tiene a li ubi,
e terrà sempre, ne’ quai sempre fuoro.
(Divina Commedia, Paradiso XXVIII 88-96)
Dante e Beatrice si trovano nel cielo Cristallino (o Primo Mobile), sede dei nove cori angelici. Beatrice ha appena fugato i dubbi di Dante sulla struttura e la dinamica dei cerchi concentrici fiammeggianti (che ospitano i cori) e ruotanti intorno a quello che sembra essere il loro centro comune – il quale, in realtà, li contiene [Paradiso XXX 10-12] –, un punto luminosissimo corrispondente a Dio.
Macbeth è una delle più famose tragedie di William Shakespeare. E’ la storia di Macbeth, nobile scozzese, che tramite un omicidio diventa re di Scozia. Macbeth era un suddito fedele del re Duncan. Da coraggioso uomo d’arme Macbeth non pensa di tradire il suo re, fino a quando incontra tre streghe, le quali predicono il futuro di Macbeth, un futuro di ascesa e discesa, fosco e tragico. Tuttavia all’altro comandante, Banquo, le streghe predicono che la sua progenie sarà di re. Macbeth non è sicuro di ciò che bisogna fare e si consiglia con la moglie, lady Macbeth. Costei lo spingerà a prendere possesso di quel futuro che così sicuramente gli è proprio, ovvero assecondare la profezia delle tre streghe. Per tale ragione Macbeth uccide il re Duncan, dopo aver organizzato un banchetto in casa sua in suo onore, avendo così avuto premura di mettere il sonnifero alle guardie del re e al re stesso. Macbeth uccide le guardie in un simulato attacco di rabbia, così da non lasciare testimoni o altre possibili spiegazioni sull’accaduto. I figli di Duncan intuiscono il pericolo e fuggono. Ma Macbeth non può fermarsi al regicidio. Egli deve anche eliminare Banquo e suo figlio, per via della profezia. Assolda due sicari per questo compito, sicché uccidono Banquo al banchetto organizzato appositamente per eliminare il nobile uomo, ma falliscono nell’assassinare il figlio. A questo punto Macbeth è re di Scozia e sembra non avere più nemici. Eppure il destino è segnato, come lo era fin da principio.
Poi ci mettemmo a passeggiare lungo il canale; faceva la donna di servizio in una casa di Baggot Street, mi disse. Le passai un braccio attorno alla vita e per quella sera non andai oltre qualche stretta. Le diedi un appuntamento per la domenica dopo, e questa volta ci recammo a Donnybrook dove la porta in un campo. Mi disse di avere una relazione con un lattaio… Ne valeva la pena, te lo garantisco. Tutte le sere mi porta sigarette e mi paga il biglietto del tram di andata e ritorno. Una volta mi ha portato due sigari proprio di lusso e della stessa marca, sai, di quelli che fumava l’altro… Avevo paura che restasse in cinta, ma sa il trucco.
Gente di Dublino
Gente di Dublino è una raccolta di racconti di James Joyce. Si tratta di un’opera che ritrae la città di Dublino, metaforicamente considerabile come la condizione umana della miseria. Si tratta, infatti, di una serie di quadri verosimili, in cui lo stile è principalmente realista in senso classico (a differenza, per certi aspetti, delle opere successive, come dell’Ulisse e Dedalus): il linguaggio restituisce principalmente le cose così come appaiono e descrive i contorni psicologici dei personaggi da un punto di vista esterno ed imparziale. Non soltanto lo stile è realista, ma l’oggetto stesso del ritratto porta con sé una carica di forte vividezza e verosimiglianza. L’oggetto principale di Gente di Dublino è la miseria umana nelle sue varie forme, sia essa nata dall’indigenza, dal degrado morale piuttosto che dall’inesistenza di carattere.
Dopo circa tre anni [l’articolo è stato scritto nel 2012 N.d.R.], assistiamo al secondo “psicodramma” che vede per protagonisti i Servizi di intelligence (soprattutto degli Stati Uniti) e i palazzi del potere di mezzo mondo. Dopo lo scandalo “WikiLeaks”, che ha visto come “mattatore” assoluto sul palcoscenico Julian Assange – e come vittima sacrificale il soldato Manning, “gola profonda” dello scandalo e, per il momento, unico condannato (35 anni di carcere) – un altro dipendente del governo americano, sempre nel nome dei più nobili diritti alla libertà di informazione e alla trasparenza, ha deciso di vuotare il sacco (ma fino a che punto?) e di lanciare il sasso nello stagno diffondendo informazioni classificate ad alcuni organi di stampa e quasi certamente – cosa più preoccupante per l’amministrazione USA – ad altri Servizi di intelligence di Paesi non proprio “amici”. Come tutti i sassi lanciati in uno stagno provocano, lì per lì, un allarme generale tra anfibi, rettili e uccelli che abitano l’ecosistema, per poi tornare in breve tempo alla “stagnazione” tipica dell’ambiente palustre, così, in proporzione più ampia, le rivelazioni dell’analista informatico della NSA (National Security Agency, l’agenzia di intelligence statunitense che si occupa di SIGINT e ELINT – Signal e Electronic Intelligence), Edward Snowden, hanno provocato un’altra tempesta in un bicchier d’acqua, tanto eclatante quanto, alla resa dei conti, inconsistente, con reazioni che hanno oscillato tra i toni melodrammatici del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, a quelli battaglieri, tipici della grandeur francese, dell’inquilino dell’Eliseo, François Hollande, passando attraverso una oramai tristemente tipica via di mezzo (che forse vorrebbe ispirarsi alle teorie di Guicciardini, me ne è solo una brutta copia, o meglio, un’errata interpretazione) delle autorità italiane, e il più coerente e decoroso silenzio di quelle britanniche.
Ispirato dal recente articolo di Laura Baire sulla didattica, vorrei illustrarvi un metodo che consente di lavorare proficuamente sulla scacchiera. L’idea mi venne molti anni fa, quando avevo l’abitudine di scrivere appunti direttamente sulle scacchiere disegnate dei libri di scacchi. Avevo pensato anche ad un metodo per poter replicare la tecnica sulle scacchiere normali, ma il problema era rappresentato dal pericolo di rovinarle. Alla fine mi venne l’idea giusta ma, come talvolta succede, non ho mai trovato l’occasione di attuarla.
Al bellissimo corso di istruttori del 2013 ho avuto modo di conoscere Sebastiano Paulesu (su cui la bella intervista del CM Gian Luca Cirina), una delle personalità più brillanti della didattica negli scacchi italiani. Lui ci ha mostrato alcune sue tecniche, tra cui la sua scacchiera e rudimenti del suo metodo ideografico, assolutamente da conoscere e divulgare, perché potrebbe consentire quel salto di qualità indispensabile per far decollare finalmente gli scacchi nelle scuole e nei circoli, ancora troppo legati ad un insegnamento rigido e tradizionale. Colgo qui l’occasione di segnalare almeno altri due maestri della didattica da seguire: Carlo Alberto Cavazzoni e Lucio Rosario Ragonese, entrambi dotati di una fervida immaginazione e capacità di trasmettere contenuti mediante forme innovative, ancora non sufficientemente applicate in modo pervasivo, come dovrebbero essere. Voglio anche segnalare, qui, l’importante lavoro che Giuseppe Sgrò sta attualmente svolgendo per l’insegnamento degli scacchi nelle scuole.
Attraverso questo saggio considererò la dimensione dell’impatto e le modalità con cui le nuove tecnologie influenzano oggi giorno la scuola primaria e secondaria. Il mio studio si è svolto con il prevalente ausilio d’interviste, effettuate in Cagliari e nella provincia di Cagliari da diversi studenti iscritti in Scienze della Formazione Primaria. In questo saggio analizzerò dunque la situazione attuale di varie scuole, in particolare della scuola A. La Marmora (Monserrato), per quanto riguarda il campo tecnologico. Mi concentrerò soprattutto sull’approccio alle LIM (lavagne interattive multimediali) di insegnanti e studenti. L’approccio può essere determinato da più fattori in gioco, ma in questo saggio analizzerò quelli principali e più significativi quali il percorso professionale dei docenti, la cultura organizzativa della lezione e, infine, la differenza socio-culturale del bacino d’utenza. Queste tre variabili tendono a determinare univocamente il risultato, ciò che ne deriva. Il mio intento durante l’analisi sarà di tipo illustrativo, mostrando ed esponendo quindi ciò che risalta più chiaramente dalle interviste. La ricerca è stata azionata dal presidente del CIRD Marco Pitzalis, con la partecipazione di Antonietta De Feo sotto il ruolo di ricercatore.
Voglio segnalare il seminario del mio carissimo amico e collega, Riccardo Baratella, studioso di metafisica e dottorando all’Università degli studi di Padova (scuola di Dottorato…
Jared Tarbell, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
What enables the wise sovereign and the good general to strike and conquer, and achieve things beyond the reach of ordinary men, is foreknowledge.
Sun Tzu, Art of War, VI bc.
Intelligence agencies deals everyday with a massive amount of information collected by different gathering methods and they have to process them in order to produce assessments, reports and briefs for politicians and decision-makers. This is a real challenge, given the limited time, the huge quantity of data they have to go through and the imprecise and incomplete nature of these data. This intellectual challenge is the task of intelligence analysis, that stage of the process that has to “make sense” out of all this information received at the agencies’ headquarters. Both the institutional and the academic world have been concerned with issues about intelligence analysis, as it seems to be one of the most critical parts of intelligence: it is here that raw information are transformed and politicians receive the materials on which decide from here. Thus everyone would like to improve intelligence analysis as much as possible and many articles and books have developed and offered techniques and tools to reduce analysts’ errors while increasing their analytical ability.
Voglio presentare un semplice argomento che ho costruito dibattendo con altri amici. Non mi impegno a sostenere che sia la mia opinione né immagino che la mia opinione interessi a nessuno. Sicché non mi prenderò la briga di accettare critiche inutili, faziose o capziose in tal senso. Si tratta di un dilemma filosoficamente interessante e ne propongo solo un’analisi rapida. Inoltre l’obiettivo è stimolare il ragionamento del lettore, dato che il mio fu a suo tempo già solleticato in materia e quindi offro solo la linea argomentativa senza entrare né nel merito politico né in quello morale.
(1) I bambini che possono essere adottati hanno condizioni di vita tale che la loro esistenza può risultarne seriamente compromessa oppure il loro inserimento in società è altamente difficoltoso.
(2) Salvare la vita di un bambino o dargli l’opportunità di vivere felicemente in società sono valori intrinseci.
(3) Una coppia che voglia adottare un bambino nel peggiore dei casi non migliora la vita del bambino, già di per sé compromessa.