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Scuolafilosofica Posts

Epicuro – Felicità tra assenza di dolore e pace dell’anima

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bust_of_Epicurus.jpg

Epicuro è probabilmente il filosofo che più di ogni altro ha cercato di indicare una via per la felicità percorribile per ogni essere umano. Non c’è alcuna enfasi nel sostenere che l’intera ricerca intellettuale di Epicuro è devoluta proprio a questo scopo ed egli stesso considerava la filosofia come “una cura per l’anima” la quale poteva essere tutelata seguendo la via del “quadrifarmaco”, ovvero una sorta di summa del suo pensiero. Inoltre, Epicuro è stato il primo ad articolare una teoria della felicità in accordo con una visione sofisticata del piacere. Ma nonostante la centralità del piacere all’interno della sua teoria, la via della felicità di Epicuro è tutt’altro che accondiscendente con la vita mondana, almeno nei suoi tratti più frivoli, ed egli considera in modo intelligente e non banale il rapporto tra felicità e piacere.

La Basilicata esiste – Sulla meravigliosa storia linguistica e letteraria lucana

Copyright: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Basilicata_Matera2_tango7174.jpg; 30 settembre 2010, autore: Tango7174.

Introduzione

Il presente articolo, nato sulla base di un sentimento di appartenenza ad una terra stupenda e sconosciuta quale la Basilicata, si propone di presentare rapidamente i maggiori esponenti della poesia lucana, analizzando alcuni versi che esaltano il carattere poetico di questa regione. Sarà dunque mia premura con questo lavoro, in prima istanza, porre in risalto il valore di una letteratura che mai ha goduto di grande fama, ma il cui potenziale è tale da annoverarla tra i massimi esponenti poetici italiani e successivamente fornire un breve e tecnico excursus sugli aspetti linguistici fono-morfologici della parlata dialettale di questa regione.

Alimentazione ideale – Un problema di tanti filosofi

Diet by Nick Youngson CC BY-SA 3.0 Pix4free

Un’ossessione tanto antica quanto non filosofica ma propria di molti filosofi

Non sei l’unico ad avere problemi a concepire il tuo corpo come un’estensione della mente. Ovvero, nell’includere il corpo tra le indispensabili componenti di ciò che consente alla mente di lavorare nel migliore dei modi. Non solo non è un problema soltanto tuo, ma è un’ossessione di quasi tutti i grandi filosofi! Certo, questo non ci accomuna con Kant e altri per questo, ma è per rassicurare l’audience sul fatto che le grandi menti hanno faticato e lavorato (talvolta sbagliando) per massimizzare la loro capacità di durare nell’esistenza – sempre per dirla con quel Spinoza che morì perché, pur mangiando come un uccellino pasti miseri, degni dei legionari romani nelle campagne militari (una squallida miscela di farina e acqua), si dimenticò che respirare silicio può essere tanto se non più dannoso che mangiar male.

Perché negare il valore della filosofia?

Taken by Giangiuseppe Pili

Portare la lotta dalla parte giusta del campo di battaglia

Introduzione – La strategia fallimentare di Russell per la difesa del valore della filosofia

Nel primo e nell’ultimo post che sono riuscito a scrivere quest’anno, ho riportato l’argomento a difesa della filosofia di Bertrand Russell. Implicitamente, ho cercato di mostrare quanto fosse infondata la sua argomentazione. In breve, la sua strategia principale è stata quella di mostrare come la filosofia sia il regno dell’incertezza, dove tutte le risposte sono importanti proprio perché non possono avere una risposta chiara e definitiva. Questo argomento aveva lo scopo di affrontare lo scetticismo dell'”uomo comune” verso la filosofia.

[Segnalazione] Integrating intelligence theory with philosophy: introduction to the special issue

Since I started this blog, its motto was “All we need is philosophy… which is love for knowledge”. Naturally, it was a paraphrasis of Beatle’s song “All we need is love”, an over abused mantra. The irony is that the paraphrasis is almost untouched as philosophy was classically defined by Plato as love for knowledge (or wisdom, or whatever it increases human understanding): “all we need is love for knowledge” is what I would have sung if only I was a good songwriter. “All we need is love for knowledge” seems to be a far better and more universal creed, so much so that so great music composers such as the Beatles did not miss it. As it was said in a private conversation by one of the two editors of the esteemed Intelligence and National Security, this special issue was an act of love toward philosophy. As strange it may sound, as unlikely it could be in hour days, when everything is reduced to brutish emotions and useless sarcasm and cynicism, this is the truth.

La scultura è una fiamma all’esistenzialismo con la febbre

Il filosofo Bachelard ci ricorda che un tempo i sapienti solevano meditare di sera, leggendo i libri posti su tavoli ed illuminati da una candela. La fiamma costituiva l’apertura d’un mondo, guidando l’ispirazione degli intellettuali contro il “vuoto nero” dello sfondo (della mente). La candela evocava immagini senza limite, attraendo in modo indefinito (verso la sua fonte, impossibile da vedere con chiarezza). Bachelard così si convince che la fiamma gode “di vita”. Ciò vale perché la candela andrà a “combattere” contro l’oscurità, e trasfigurata di continuo la sua fonte (essenza). Ambedue le condizioni renderanno la fiamma simbolicamente intima.

Nessuna cultura è un’isola

Sui rapporti linguistici tra la cultura mozarabica e la nascita delle letterature  europee medievali

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a5/Had%C3%AEth_Bay%C3%A2d_wa_Riy%C3%A2d_-_BAV_Ar368_f10r_-_Garden_scene.jpg

Abstract

Articolo critico riguardante i rapporti tra la cultura araba medievale della Spagna meridionale e lo sviluppo delle letterature europee, in risposta analitica e puntuale alle accuse di separatezza tra occidente e medio-oriente.

Italo Svevo tra Darwin e Schopenhauer

Ovvero: Quando la Letteratura incontra la Scienza e la Filosofia

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Svevo.jpg

Il marxismo e la psicanalisi hanno avuto un ruolo importante nell’analisi e interpretazione dei romanzi da parte dei critici letterari nel ventesimo secolo. La critica letteraria di impostazione marxista assume che il testo letterario e l’autore che lo produce sono il frutto delle condizioni economiche e sociali in cui l’autore viveva al momento in cui il testo è stato scritto, mentre la critica letteraria di impostazione psicoanalitica utilizza i principi della psicanalisi per analizzare gli scopi dell’autore di un testo letterario e come questi scopi sono realizzati nel testo. A partire dagli anni 90 è stato sviluppato un nuovo approccio all’analisi ed interpretazione dei testi letterari, noto come Darwinismo Letterario[1]. Il Darwinismo Letterario riconosce che uno degli scopi fondamentali della letteratura è quello di esplorare e rappresentare la condizione umana, ed in particolare i processi della mente, quelli del comportamento, e le dinamiche delle relazioni sociali. Il Darwinismo Letterario fa riferimento ad una disciplina scientifica, la psicologia evoluzionistica, nell’analizzare ed interpretare i processi psicologici e comportamentali rappresentati nella letteratura.

Contro le critiche di Searl e Putnam alla teoria della linguistica generativo-trasformazionale di Chomsky

Σ, retouched by Wugapodes, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

I limiti della teoria della linguistica generativo-trasformazionale ideata da Noam Chomsky sono piuttosto evidenti se rapportati alle idee della sociolinguistica che hanno preso piede nella società moderna, teorie che possono prescindere dall’universalità di Uriel Weinrich nel saggio Languages in contact del 1953.

Il presente saggio si premura di ipotizzare come le lingue siano costantemente in contatto l’una con l’altra nel loro dinamismo, un principio che è stato presentato sotto il nome di Teoria delle onde per spiegare come il contatto tra due o più codici linguistici sia la base delle mutazioni fonomorfologiche accadute in fase di cosiddetta grammatica storica. La vicinanza temporale delle teorie può renderle benissimo una l’ampliamento dell’altra, non vi è dubbio che la teoria di Noam Chomsky sia in determinati punti piuttosto sbrigativa e, per certi versi, inconcludente. Partendo dal presupposto che la teoria della linguistica generativo-trasformazionale di Chomsky si fondi sull’idea che il livello fondamentale di articolazione del linguaggio a finalità comunicative sia la sintassi, è superfluo asserire che la mancanza di considerazione dei livelli di semantica e pragmatica crei delle lacune che richiedono di essere colmate. E sebbene Chomsky, nella formulazione della propria teoria, non abbia tenuto in conto queste lacune, in fase di analisi sono assolutamente non trascurabili.

[Segnalazione] Deciphering intelligence analysis – The synthetic nature of the core intelligence function


Giangiuseppe Pili (2022) Deciphering intelligence analysis – The synthetic nature of the core intelligence function, Intelligence and National Security, DOI: 10.1080/02684527.2022.2041947


Honestly proud of this achievement! For a shortcut: Pili_2022_INS_Deciphering_Intelligence_Analysis


ABSTRACT
Intelligence analysis is one of the most explored topics in intelligence studies. However, decoding its nature is still challenging. A unifying question must be considered: ‘Is intelligence analysis – analysis?’ Unfolding the problem leads to an extreme conclusion: intelligence analysis is a way to structure sensory data collection and reduction. It is, namely, synthesis. A systematic scrutiny of the general nature of analysis is considered to compare it to what intelligence analysis is intended to be. As it will turn out, intelligence analysis is much more synthesis – namely, structuring sensory data collection – than analysis per se, which is the main conclusion of the argument.