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Scuolafilosofica Posts

Il borgomastro di Furnes – George Simenon

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Consigliamo Il defunto signor Gallet di Simenon


Il borgomastro di Furnes è un romanzo di Geroges Simenon, pubblicato dalla Adelphi. Il romanzo è incentrato sulla figura del sindaco di un paese belga, Furnes, il quale è arrivato a detenere il potere supremo della sua cittadina. Tuttavia, la sua vittoria totale passa dall’annientamento definitivo del suo principale avversario politico. L’occasione gli giunge quando un giovane chiede udienza in casa sua per una questione di soldi: egli ha avuto una relazione sessuale con la figlia del rivale di Terlink, il borgomastro. Tuttavia il giovane non ha i soldi per poter mantenere la ragazza e vorrebbe trovare una soluzione alternativa. Terlink, con la sua consueta freddezza, gli rifiuta il denaro semplicemente perché non vedeva alcuna ragione per doverglielo prestare. Il ragazzo si suicida, mantenendo la sua parola, dopo aver tentato di assassinare la ragazza. Da questo prende avvio un duplice percorso. Da un lato Terlink ha riportato la vittoria totale, ma un altro egli ne riuscirà sconfitto attraverso una strada che egli stesso non avrebbe considerato, semplicemente perché era un uomo i cui sentimenti erano stati regolamentati e filtrati da soli interessi di natura materiale, sui quali aveva una grande capacità di controllo. Eppure, la situazione sfugge di mano a Terlink e la natura sentimentale dell’uomo di potere finirà per condannarlo non semplicemente alla sconfitta umana ma anche politica. Se solo avesse voluto…

La nascita dell’intelligence economica francese. Gagliano G.

La nascita dell’intelligence economica francese è un libro di Giuseppe Gagliano, presidente del Cestudec (Centro Studi Strategici De Cristoforis) e autore di numerose pubblicazioni del settore. Il volume è edito da Aracne nel 2013. L’opera è strutturata in due parti: la prima ripercorre la genesi storica dell’intelligence economica (IE) francese secondo le interpretazioni di Nicolas Moinet e Hélén Masson, rispettivamente. Nella seconda parte si riporta il rapporto Martre che “costituisce l’atto di fondazione dell’intelligence economica in Francia”.[1]

Il fine globale del lavoro è quello di rendere disponibile al lettore italiano interessato alcune tra le principali interpretazioni della scuola francese di (IE), in particolare quella che ha portato i maggiori sviluppi operativi. Il fine ideale è di natura strettamente interna alla nostra nazione, ovvero aumentare il dibattito sullo sviluppo di un pensiero di (IE) italiana:

Con questa pubblicazione il Cestudec si propone di stimolare un fruttuoso e fecondo dibattito anche in Italia per l’intelligence e la guerra economica secondo l’interpretazione francese nell’auspicio che, anche nel nostro paese, in tempi ragionevoli, possa prendere vita una istituzione analoga per finalità e metodologia alla Scuola di guerra parigina.[2]

Il fine del libro è, di per sé, di grande importanza. Con la dissoluzione del blocco sovietico si è assistito ad un periodo in cui la potenza americana sembrava doversi imporre come unica superpotenza. Sebbene ancora oggi gli USA rimangono il paese con il più grande arsenale militare, la guerra sembra aver cambiato veste almeno parzialmente. Con la presenza delle armi atomiche il limite autoimposto alla violenza non sembra aver di per sé scongiurato la possibilità di costituire nuclei di interesse favorevoli a nuove tipologie di guerra. In altre parole, l’equilibrio atomico non ha fatto largo ad un’epoca di pace. Inoltre, la potenza degli USA sembra essere sempre più sottopressione e in discussione per molteplici aspetti, il che lascia intendere che l’attuale ordine mondiale sia solo transitorio.

Storia del fascismo italiano – 1919 al 1932

seier+seier / CC BY (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)

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Il fascismo occupa un posto di rilievo nella storia italiana. Il fascismo riguarda un movimento politico che ha determinato rivolgimenti sociali e politici di grande rilevanza, con cui la coscienza italiana deve continuamente confrontarsi per non ripeterne le follie.

Il fascismo ha alla base dei presupposti storici fondamentali: era idea corrente e comune alla maggioranza degli italiani che il risorgimento fosse rimasto incompiuto e che l’unità nazionale non fosse stata raggiunta. Ciò era alla base dello scontento generale. Appena terminata la prima guerra mondiale si avvertì l’insoddisfazione globale per “una vittoria mutilata“: troppe vittime erano cadute, troppi soldi erano stati spesi e troppi sacrifici erano stati sobbarcati dai nuclei familiari. Per non parlare delle querelle diplomatiche neppure oggi ancora del tutto sopite. Quindi la debolezza statale, la questione di una vittoria mutilata e la situazione rivoluzionaria dovuta al cosiddetto biennio rosso (1919-1920) portarono all’emergere di una figura e di un movimento, che ben avevano compreso i bisogni degli italiani. Senz’altro sia il movimento fascista prima, che quello nazista dopo, furono le espressioni dell’espansione della borghesia e del suo desiderio di giungere a una società organizzata che, appunto, fondasse le basi su questa classe sociale nonostante che entrambi i movimenti avessero una veste profondamente antiborghese e un’ideologia di avanguardia che tendeva a riconsiderare molto criticamente i valori della borghesia.

L’apogeo della cultura cristiana: la patristica

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:TolleLege.jpg#/media/File:TolleLege.jpg

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Consigliamo Cicerone e Percorso di letteratura latina


Gli anni che vanno dalla metà del secolo IV d.C. fino al sacco di Roma da parte di Odoacre (476 d.C.) sono gli anni di massima fioritura del pensiero cristiano delle origini: è il cosiddetto secolo d’oro per la produzione di testi sacri, che distanziano gli altri sia per la qualità formale dell’opera sia per la loro ricchezza contenutistica. Oltretutto si faranno carico di un grande compito: divulgare con semplicità il messaggio religioso cristiano. I Padri della Chiesa, così chiamati gli scrittori cristiani di questo periodo, furono in diversi ma Ambrogio, Girolamo, Agostino furono gli autori maggiormente significativi. Ci sono poi due minori (Rufino e Sulpicio Severo).

Ambrogio nacque fra il 339 e il 340 d.C. a Treviri, una delle principali città della regione germanica, nella quale il padre risiedeva per occupare la carica di prefetto del pretorio della Gallia.

Appunti di Glottologia: linguistica storica – Il mutamento: tipologia e proprietà. Etimologia popolare e il tabù linguistico

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Altri appunti di glottologia? Appunti di Glottologia: linguistica storica


2.0.1  Il mutamento: foni e fonemi

Come detto nel capitolo precedente, la linguistica storica è quella branca della linguistica che si occupa più direttamente del fenomeno denominato mutamento. Abbiamo affermato nel capitolo precedente che se le lingue non entrassero in contatto con altri elementi linguistici, rimarrebbero in uno stato di mutevolezza pur senza cambiare mai. Quando invece esse si sono incontrate con altre lingue hanno evidenziato il fenomeno del mutamento.

Andremo ad analizzare i mutamenti a livello fonetico e a livello fonologico, ma dobbiamo prima analizzare la base di due livelli, i foni e i fonemi. Infatti il livello fonetico riguarda tutto ciò che concerne i foni e che concerne, quindi, la produzioni di suoni: questi cosiddetti “suoni” vengono tecnicamente chiamati foni e vengono analizzati e schematizzati tramite la modalità di produzione (apparato fonatorio e organi articolatori). I foni vengono trascritti tra parentesi quadre. Il livello fonologico invece, riguarda quei particolari foni che una particolare lingua valorizzati dalle singole lingue, questi portano la minima entità di significante: per distinguerli dai foni, li chiameremo fonemi e vengono trascritti attraverso le barre oblique “/mar/”. Il fonema ha anche un’altra importante definizione: esso è l’unità distintiva minima, cioè è dunque l’unità fonica più elementare che di per sé non ha un particolare significato, ma tuttavia permette di distinguere due lessemi diversi. Esempio: bare dare. Perché?

Recensione di Scheler, M. Pudore e sentimento del pudore

Di Scheler, quello pubblicato l’anno scorso da Mimesis, tradotto in italiano a cura di Maria Teresa Pansera, col titolo Pudore e sentimento del pudore, è uno scritto che apparve postumo nel 1933. Siamo comunque di fronte al miglior Scheler, filosofo che seppe con intuizione prodigiosa e massima capacità analitica indagare attorno alla vita emotiva e mentale dell’uomo.
Pudore e sentimento del pudore è un’organica raccolta di scritti che compongono lo svolgimento di un’indagine sottile, condotta con mirabile ingegno analitico, attorno al tema dell’essenza del pudore, del sentimento del pudore, ma, in definitiva, dell’uomo e delle sue relazioni amorose.

Dai Severi a Diocleziano (193 – 305 d.C.) – l’affermarsi del Cristianesimo

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Storia di Roma e Storia dell’Impero Romano


Il III secolo d.C. è un momento travagliato della storia romana: l’assassinio di Commodo giunse al culmine di una profonda crisi: il prefetto pretorio Leto nel 192 d.C. diede il potere ad Elnio Pertinace, un senatore che si era contraddistinto come generale. La crisi investiva in campo politico il senato che si trovo esautorato a vantaggio dei militari, mentre in campo fiscale la svalutazione della moneta impoveriva i ceti medi, portando con sé la decadenza economia delle città ed una profonda crisi morale dovuta alla sfiducia nei confronti dei valori tradizionali. Altri problemi erano legati al fatto che i barbari spingevano sempre di più lungo le frontiere e ancora all’interno delle città, in cui sorgevano le prime strutture primitive della Chiesa, che portavano confusione sul piano dei costumi sociali. Inoltre è alla sempre più preponderante importanza politica dell’esercito che si deve la trasformazione dell’ideologia imperiale verso forme sempre più assolutistiche. Cambia anche il rapporto fra princeps e senato: a quest’ultimo viene riconosciuto solo la funzione di organismo burocratico soggetto all’autorità assoluta dell’Imperatore, termine finale di un lungo processo storico. La situazione confusa dopo l’uccisione di Commodo portò ad anni di governi effimeri: da prima Pertinace, poi Didio Giuliano e Pescennio Nigro. Come nella crisi del 68-69 d.C. anche in questa situazione ci fu uno scontro fra legioni e generali e alla fine di questi combattimenti si imposero uno dopo l’altro diversi imperatori: Settimio Severo, Caracalla. Successivamente ci furono altri tre imperatori che seguirono da un periodo di anarchia militare, fino alla presa del potere da parte di Diocleziano.

La guerra come attività culturale

Abstract

La guerra è un’attività culturale in tutti i suoi aspetti e, per questa ragione, essa va analizzata nei suoi molteplici aspetti con una prospettiva attenta alla molteplicità di prospettive che la guerra implica. La comprensione dell’attività militare, come parte integrante delle attività sociali di un popolo, conduce a riconsiderare la guerra non soltanto come un’attività di stati ma come una particolare modalità di vita. In questo articolo cercheremo di mostrare le plurime ragioni per cui la guerra è e deve essere considerata una particolare way of life e di come, in definitiva, il complesso delle società occidentali siano sostanzialmente un insieme discreto di società guerriere variamente integrate. (Chiunque desideri scaricare il pdf. dell’articolo: può farlo da qui).


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