Press "Enter" to skip to content

Categoria: Storia della Letteratura

Virgilio – Vita e opere

Iscriviti alla Newsletter!

Consigliamo – Storia Romana Parte II – a cura di Francesco W. Pili


VITA

Publio Virgilio Marone nacque il 15 Ottobre del 70 a.C. in una località vicino a Mantova, sebbene il luogo di origine rimanga controverso. La sua era una famiglia di piccoli proprietari terrieri, ma non per questo gli mancò una buona formazione letteraria: questa si dovrebbe essere svolta fra Roma e Napoli, i maggiori centri di cultura nella penisola italica, ricchi di circoli letterari e scuole importanti, spesso gestite da filosofi greci. In un frammento del Catalepton, Virgilio scrive di aver frequentato una scuola epicurea presso a Napoli, il cui maestro era Silone, un filosofo epicureo. Nelle Bucoliche, la prima opera di Virgilio, egli fa accenno ai fatti accaduti nel 41 a.C., quando nelle campagne del mantovano ci furono confische di terreni destinate a ricompensare i veterani della guerra di Filippi. Altre fonti ci dicono anche che Virgilio stesso avesse perso nelle confische il suo podere di famiglia e poi fosse riuscito a riacquistarlo, probabilmente anche grazie all’aiuto di Ottaviano, suo grande estimatore.

Orazio – Vita e opere

Dai uno sguardo a Intelligence & Interview di Scuola Filosofica!

Iscriviti alla Newsletter!


VITA

Orazio è stato uno dei letterati più prolifici di tutta la storia letteraria di Roma. Quinto Orazio Flacco nacque l’8 dicembre del 65 a.C. a Venosa, una colonia militare romana, al confine fra Apulia e Lucania. La sua era una famiglia di liberti e il padre era probabilmente un possidente di una piccola proprietà, da cui forse trasse spunto Orazio in alcune delle sue opere. Nonostante la famiglia non fosse ricca, fu garantita a Orazio la migliore educazione possibile presso Roma, dove frequentò la scuola del grammatico Orbilio. Costui usava elargire nerbate per convincere i suoi scolari a studiare l’Odusia di Livio Andronico.

Orazio quando ormai aveva terminato l’assimilazione della cultura latina, decise di intraprendere un viaggio lontano da Roma e si recò presso Atene, dove approfondì le sue conoscenze filosofiche ascoltando le lezioni di maestri come Cratippo di Pergamo e di Teomnesto. Attratto dagli ideali della libertas, Orazio si arruolò nelle truppe di Bruto, all’epoca rifugiate ad Atene, lontane dalle persecuzioni di Cesare. Ricevette il comando di una legione con il titolo di tribuno militare, fino a quando la rotta di Filippi nel 42 a.C. interruppe la sua breve carriera militare. Come Alceo, Archiloco e Anacreonte dirà di aver abbandonato lo scudo per salvarsi la vita. Tornato a Roma l’anno successivo per potersi guadagnare da vivere divenne uno scriba quaestorius e da questo anno cominciò a scrivere versi e a mettersi in contatto col mondo dei letterati. Nel 38 a.C. Virgilio e Vario lo presentarono a Mecenate e da quest’anno avviò una lunga collaborazione con il consigliere di Ottaviano che gli donerà un podere nella Sabina, garantendogli una tranquillità economica che gli assicurerà la lontananza dagli affanni e dalla scomodità della vita nell’Urbe.

La base della biblioteconomia – Le cinque leggi di Ranganathan

Iscriviti alla Newsletter!

Consigliamo Biblioteconomia – Le cinque leggi di Ranganathan e Le biblioteche in Italia


La biblioteconomia è una scienza che studia l’organizzazione e il funzionamento di un determinato tipo di biblioteca in tutti i suoi contesti, dall’amministrazione di essa, alla catalogazione di ogni volume e documento presente, dalla conservazione al restauro dei libri, ecc. All’interno della biblioteconomia troviamo delle sotto aree che possiamo raggruppare nella bibliografia e nella bibliologia.

L’educazione sentimentale – Gustav Flaubert

Iscriviti alla Newsletter!

Consigliamo Madame Bovary di Flaubert


L’educazione sentimentale è un romanzo scritto da Gustave Flaubert. Esso narra le vicende private del signor Frédéric Moreau, giovane della piccola aristocrazia francese. L’educazione sentimentale inizia con il giovane Moreau e con l’amico Deslauries che si rincontrano, dopo anni di separazione. Entrambi lasceranno la provincia per andare a vivere nella capitale, sebbene Moreau e Deslauriers avranno un diverso destino, perché diversi nei desideri. Moreau va alla ricerca del grande amore, mentre Deslauriers va in cerca del potere. Moreau troverà subito l’oggetto dei suoi desideri incarnata nella figura della donna-madre, la signora Arnoux, che fa la sua comparsa sin dalle prime pagine del romanzo e rimarrà avvinghiata alla vita di Moreau (e alla immaginazione del lettore) per tutte le pagine de L’educazione sentimentale.

Caratteri letterari del periodo augusteo, 43 a.C. – 17 d.C.

Iscriviti alla Newsletter!

Consigliamo Percorso di letteratura latina e Storia Romana parte II


Con “età augustea” gli storici intendono quel periodo che parte dalla morte di Cesare per terminare alla morte di Augusto, o ancora dalla morte di Cicerone alla morte di Ovidio, contemporanee a quelle dei due politici romani. A partire dal 43 a.C. emerge la figura di Gaio Giulio Cesare Ottaviano che si farà nominare Augustus, Augusto, un impegnativo cognomen che assume a partire dal 27 a.C. e non prima.

Caio Giulio Cesare – Vita e opere

Iscriviti alla Newsletter!

Consigliamo Percorso di letteratura latina e Sallustio


CRONOLOGIA BIOGRAFIA

– 13 Luglio del 100 a.C. Cesare nasce a Roma. In gioventù, per via della sua parentela con Mario e con Cinna, fu perseguitato dai sillani.

– 78 a.C. morte di Silla. Cesare rientrò a Roma dall’Asia dove aveva prestato servizio militare. Comincia in questi anni la sua attività politica e forense.

– 68 a.C. ricopre la carica di questore.

– 65 a.C. ricopre la carica di edile

– 63 a.C. ricopre la carica di pontefice massimo.

– 62 a.C. ricopre la carica di pretore

– 61 a.C. ricopre la carica di propretore nella Spagna Ulteriore.

– 60 a.C. forma con Pompeo e Crasso il primo triumvirato.

– 59 a.C. per la prima volta console; ebbe il predominio su ogni questioen rispetto all’altro console Marco Calpurnio Bibulo, gettando le basi del suo potere.

–  58 a.C. proconsole in Illiria e  nella Gallia Cisalpina e Narborense.

– 49 a.C. Cesare invade l’Italia alla testa delle sue legioni dando inizio alla guerra civile.

– 48 a.C. Vittorioso a Farsalo contro l’esercito di Pompeo, diviene in questi anni capo assoluto di Roma ricoprendo contemporaneamente sia la carica di dittatore che quella di console a partire dall’anno preceedente.

– 15 Marzo del 44 a.C. Cesare fu assassinato alle celebri idi da un gruppo di aristocratici fedeli alla repubblica, preoccupati dalle tendenze autocratiche di Cesare.

Gaio Sallustio Crispo – Vita e opere

Iscriviti alla Newsletter!

Consigliamo Percorso di letteratura latina e La guerra di Giugurta di Sallustio


Gaio Sallustio Crispo nacque ad Amiternum, oggi vicino all’attuale L’Aquila, nell’ottobre del 86 a.C. da una famiglia facoltosa pur senza aver dato uomini di stato. Compì probabilmente gli studi letterari a Roma dove emersero ben presto i suoi interessi politici. Sembra pure, ma non con certezza, che nel 55/54 a.C. abbia ricoperto la carica di questore. Sicuramente fu tribuno della plebe nel 52 a.C. e si schierò apertamente dalla parte dei populares conducendo un’accanita campagna contro l’uccisore di Clodo, Milone di cui Cicerone era il difensore, scrivendo anche l’orazione Pro Milone. Nel 50 a.C. proprio per le sue idee troppo favorevoli ai popolari, fu espulso dal senato per poi esserne riamesso da Cesare, favorito dalla sua difesa della causa cesariana. Nel 46 a.C. divenne pretore. E lo stesso anno fu nominato da Cesare governatore della provincia d’Africa nova. Tuttavia Sallustio non sapeva ben amministrare la cosa pubblica e, dopo essere di nuovo ostracizzato dal senato, Cesare lo costrinse a mettersi da parte. Fu da questo momento che Sallustio si dedicò alla storiografia, fino a quando la morte lo colse nel 35/34 a.C., quando si trovava nella sua lussuosa residenza tra il Quirinale e il Pincio, la cui zona fu chiamata in suo onore Horti Sallustiani.

Lucrezio – Vita e Opere

Iscriviti alla Newsletter!

Consigliamo Percorso di letteratura latina e Epicuro – Vita e Filosofia


Le notizie biografiche più ampie e più importanti che ci sono arrivate su Lucrezio compaiono nella traduzione fatta da San Girolamo del Chronicon di Eusebio. Non è facile affermare con certezza la data di nascita e quella di morte, ma per stile, forma e ambientazione stimiamo che nacque attorno al 90 a.C. e morì verso la metà degli anni 50 a.C.. Gli anni 98 a.C. e 55 a.C. sono generalmente ritenute le date più verosimili dopo un accurato studio delle fonti. Ancora, nulla di concreto si può affermare sulle origini geografiche di Lucrezio, anche se sembrerebbe provenire dalla zona compresa fra Napoli, dove c’era una fiorente scuola epicurea, e Pompei dove era venerata la Venus fisica, cara a Lucrezio, alla quale dedicò il proemio della sua opera il De rerum natura.

Politica e cultura dall’età dei gracchi al periodo cesariano (133-44 a.C.) e la figura centrale di Catullo all’interno della poesia e cultura romana

Iscriviti alla Newsletter!

Consigliamo Percorso di letteratura latina e Storia romana parte I


CENNI STORICI

Il periodo storico che inizia con l’età dei Gracchi fino alla dittatura di Silla fu molto importante perché segnò l’inizio della crisi che portò al tracollo definitivo della repubblica aristocratica. Nel 133 a.C. il tribuno della plebe Tiberio Gracco presentò una nuova legge agraria. Da qui nacquero i primi problemi, come sempre accadeva in Roma sin dai primordi della repubblica, quando venivano proposte leggi agrarie che prevedevano una ridistribuzione delle terre: Gracco proponeva, mediante una nuova distribuzione di terra, di ricostruire il ceto dei piccoli proprietari agricoli, scomparsi negli anni precedenti per dar vita al fenomeno del latifondo. L’aristocrazia terriera non permise l’attuazione di questo corretto principio di redistribuzione delle risorse e Tiberio Gracco venne fatto uccidere. Dieci anni dopo nel 123 a.C., il fratello Gaio Gracco, anch’egli tribuno della plebe, ripropose il programma del fratello di più ampio respiro. Dopo il fallimento anche di questo progetto, si può parlare del “fallimento dei Gracchi”: il nodo della questione agraria era destinano a rimanere al centro della vicenda politica e sociale della tarda repubblica. Il programma dei fratelli Gracchi si era scontrato contro l’aristocrazia formata dai grandi capi militari, alla testa di milizie di proletari, per i quali l’assegnazione di terre rappresentava la ricompensa di lunghe campagne militari. Il fatto che ogni generale avesse un proprio esercito personale, portò ai conflitti che sfociarono alla guerra intrasociale dove da una parte dello schieramento c’erano i sillani, dall’altro invece i mariani. Silla, alla fine, ebbe la meglio e la sua vittoria portò all’instaurazione di una dittatura di cui era il dictator, che però non eliminò le cause profonde della crisi politica e sociale che scuoteva le basi della repubblica, come avviene spesso durante un dominio dispotico. 

Letteratura latina alla fine della repubblica romana

Iscriviti alla Newsletter!

Consigliamo Percorso di letteratura latina e Storia romana parte I


Alla fine della repubblica a Roma sono presenti le più varie forme di modelli letterari e molti sono ancora in sviluppo, come ad esempio lo sono la filologia, la biografia e l’antiquaria. Come ovvio questi tipi di orientamenti di ricerca furono trasmessi ai romani direttamente dalla cultura greca.

Per quel che riguarda la filologia era vista proprio come una ricerca, non solo dell’etimologia della lingua, ma anche come forma di studio delle origini, dei costumi e delle istituzioni romane antiche. Uno dei motivi per cui questi studi vengono accelerati è il fatto che proprio in quegli anni ci fosse una generale perdita dei valori romani del mos, crisi avviata dal periodo di Catone. Dunque i romani sentono la necessità di rifarsi alle loro origine per capire e rielaborare il percorso storico culturale che li ha portati ai problemi sociali e morali del loro tempo presente. Sempre sullo stesso filone di pensiero si irrobustisce lo studio dell’antiquaria, nel quale predomina la venerazione del passato romano che, però, non significava per gli antiquari un ripudio delle idee e dei valori portati dallo straniero (principalmente greco). Ciò non toglie la presenza di un certo elemento critico, come vedremo, in Varrone e in Cornelio Nepote.