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Scuolafilosofica Posts

La bellezza dei neonati

Konrad Lorenz affermò l’esistenza di un meccanismo innato nell’uomo(“Kindchenschema”) responsabile del suo orientamento positivo e del suo comportamento di cura nei confronti dell’infante. Tale meccanismo sarebbe attivato da una serie di caratteristiche fisiche del neonato – tra cui spiccano la fronte ampia, le guance paffute e i grandi occhi – che, nel complesso, lo individuano come bello (“cute”).

In risposta a 0/1 di Mozzoni

Pubblico la mia risposta a Marco Mozzoni, “0/1”, BrainFactor, 27/5/2013 riflessione apparsa su Brainfactor.it

Siamo veramente immersi in una realtà percepita, da noi – tutti (?), secondo categorie dicotomiche? Sicché nel confrontarci, ad esempio, con il disagio mentale saremmo costretti ad intendere i fenomeni solamente come anormali o normali, le persone come malate o sane? Soprattutto, è vero che «non accettiamo più di confrontarci con le sfumature dell’esperienza vitale»?

Emozioni e ragione alleate

La visione che intende ragione ed emozione come forze opposte e antagoniste è, oltre che superficiale, falsa. Ad affermarlo e a fare chiarezza su questo punto di secolare interesse, con un esame della letteratura psicologica, è intervenuto Gerald Clore della University of Virginia. La sua riflessione era stata pubblicata, col titolo “Psychology and the Rationality of Emotion”, su Modern Theology.

La Logica matematica dopo Gödel

Dr. Giuseppe Raguní Universitá UCAM di Murcia, Spagna, graguni@ucam.edu

  1. Introduzione
  2. Una revisione “semantica” della Logica
  3. Informalizzabilità intrinseca dell’induzione completa
  4. Una generalizzazione del Teorema d’incompletezza di Gödel
  5. Esempi di Aritmetiche formali del secondo ordine
  6. Paradossi e Teorema di incompletezza
  7. Referenze

Abstract

In complemento al libro “I confini logici della Matematica” dello stesso autore, si sottolinea l’esigenza di una revisione di tipo semantico della Logica matematica. Essa, trascurando la classificazione delle Teorie in base all’ordine espressivo, rivaluta il ruolo della Teoria formale degli insiemi. Inoltre si indeboliscono le ipotesi del primo Teorema d’incompletezza e si chiarisce la sua esatta relazione con i paradossi semantici (di Berry, Richard, etc.).

In addition to the book “I confini logici della Matematica” by the same author, it is emphasized that a semantic type revision of the mathematical Logic is necessary. Neglecting the usual expressive-order type classification of Theories, this revision re-evaluates the role of the formal Set Theory. Moreover it is achieved a weakening of the hypotheses of the first incompleteness Theorem and its exact relationship with the semantic paradoxes (Berry, Richard, etc.) is clarified.

Enrico Pili, uno scacchista silenzioso


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Alle prime ore del 30 agosto del 2010 qualcosa è cambiato nel mondo fisico. Il cambiamento è stato, per così dire, impalpabile. Un fatto può sussistere o non sussistere e il resto rimanere uguale. E questo è stato indubbiamente vero per quasi tutto il genere umano. Perché quanto può contare la vita di tre persone rispetto agli altri 7.146.999.997 esseri umani? Per fortuna, ben poco. Per fortuna, perché ogni tre secondi muore un uomo. Che aveva una sua vita, una sua storia e qualcuno che gli voleva bene. Ci dicono che l’entropia dimostra che il mondo va verso una direzione e che non torna indietro. Senza arrivare alle leggi della termodinamica, anche la morte ci dice la stessa cosa. Perché nessuno è tornato indietro per dirci com’è dall’altra parte, sempre ammesso che ci sia questa “altra parte”: questione di gusto, sulla quale non ci vogliamo dilungare.

Emozioni diverse per giudizi morali diversi?

Emozioni differenti amplificherebbero diversi tipi di giudizio morale. Ad affermare che la ricerca sulle emozioni supporterebbe una conclusione di questo tipo, sono gli psicologi Horberg, Oveis e Keltner, che sviluppano la loro argomentazione in una pubblicazione su Emotion Review titolata “Emotions as Moral Amplifiers: An Appraisal Tendency Approach to the Influences of Distinct Emotions upon Moral Judgment”.

Recensione di The Travels Of Reverend Olafur Egilsson

Estate 1627, Islanda. Corsari africani algerini arrivano – forse per scommessa – fino alle coste meridionali dell’isola e catturano circa quattrocento abitanti, uccidendone una quarantina, al fine di venderli come schiavi una volta tornati in patria. Il vecchio prete luterano, Olafur Egilsson (nato nel 1564), viene catturato insieme agli altri. Le vicende del rapimento, del trasporto e della vendita degli islandesi sono registrate nel resoconto scritto dal prete, insieme a quelle relative al viaggio da esso compiuto fino in Danimarca, coll’intento più o meno favoloso di riscattare i familiari attraverso il denaro da chiedersi al Re (l’Islanda, a quel tempo, era sotto la Danimarca).

Le avventure di Oliver Twist – Charles Dickens

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Consigliamo l’immortale Nostromo 


Quale esempio eccellente del potere dell’abito fu il piccolo Oliver Twist! Avvolto nella coperta che fino a quel momento era stata la sua sola protezione, sarebbe potuto essere tanto il figlio di un nobile, quanto il figlio di un accattone; anche l’estraneo più sicuro di sé avrebbe trovato difficile stabilire quale fosse il suo posto nella società. Ma, dopo che era stato infagottato nelle vecchie fasce di cotone, ingiallite a furia di essere adoperate, venne a essere in tal modo segnato, etichettato e destinato al proprio posto: un bambino a carico della parrocchia, un orfano dell’ospizio, l’umile servo mezzo morto di fame la cui sorte a questo mondo sarebbe stata quella di essere maltrattato e disprezzato da tutti, e mai compatito da nessuno.

 Charles Dickens

Le avventure di Oliver Twist è uno dei più celebri romanzi di Charles Dickens uscito a puntate in una rivista letteraria tra il 1837 e il 1838. Nel romanzo vengono narrate le vicende di Oliver Twist, un piccolo orfano abbandonato nel mondo. Costui viene al mondo e la madre muore. La vita di Oliver inizia, così, nel peggiore dei modi quasi nel peggiore dei mondi, perché almeno nell’Inghilterra del XIX ci poteva essere la speranza di venire salvati miracolosamente, a differenza degli abitanti del terzo mondo di oggi. Oliver mangia poco ed è abbandonato alle inadempienti cure del sistema parrocchiale inglese, gestito da individui come il signor Bumble, signore rispettabile solo nell’abito ma tra i più capaci nel far apparire giuste le proprie speculazioni personali. Dopo che Oliver viene sorteggiato tra i compagni come loro rappresentante, e che è costretto a chiedere al personale di ricevere più cibo, è osteggiato dai gestori dell’istituto. Dopo essere stato punito severamente per l’atto di ribellione, viene ceduto ad un lavoratore di pompe funebri. Ma neppure questa sistemazione sembra ottimale, laddove il suo padrone lo maltratta ancora di più e lo costringe ad un’esistenza fatta di morti diseguali e soprafazione egualitaria tra i vivi. Dopo qualche tempo, Oliver riesce a scappare e si dirige a Londra, città nella quale sperava di poter trovar rifugio. Dopo essere giunto all’estremo delle sue forze, viene abbordato da un giovane ladruncolo. Costui lo conduce dal signor Fagin, un vecchio ebreo che teneva vari giovani con sé, addestrandoli all’illustre professione del latrocinio. Il mondo del vecchio Fagin è fatto di ladri, esseri turbolenti, e donne poco raccomandabili, tra cui la giovane Nancy e il signor Sikes.