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Categoria: Epistemologia

La posizione di Alvin Plantinga in epistemologia

Plantinga

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Consigliamo – A cura di Giangiuseppe Pili e l’Introduzione schematica all’epistemologia


Abstract

Alvin Plantina è uno dei filosofi più influenti, soprattutto rispetto alla filosofia cristiana. In questo articolo ci focalizziamo esclusivamente sull’analisi epistemologica del funzionalismo proprio, così come viene chiamata la posizione del filosofo americano. Si tratta di una teoria esternista della giustificazione (warrant) tale per cui essa si incentra sulla nozione di facoltà cognitiva e sul suo funzionamento adeguato rispetto ad un certo ambiente di riferimento per cui essa è stata progettata (pianificata, adibita…).

Tra relativismo e antirelativismo in epistemologia sociale

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Abstract

L’articolo vuole riassumere due posizioni possibili di epistemologia sociale: una posizione relativista e una posizione non relativista. La prima è quella presentata da Paul Boghossian il quale, pur sostenendo tesi contrarie, si prende l’onere di costruire e presentare un argomento a favore di una forma di relativismo epistemologico circa la giustificazione e non i fatti. Dopo aver presentato alcune critiche, ci concentreremo sulla posizione canonica di Alvin Goldman, il quale ha presentato una teoria epistemica sociale fondata sulla valutazione dei soggetti (individuali e sociali) in chiave normativa i cui valori ultimi sono quelli di verità e falsità.


Struttura dell’articolo

1. Introduzione generale ai temi dell’epistemologia sociale

2. Il tema: relativismo e non relativismo in epistemologia sociale

3. Il relativismo così come viene formulato da Paul Boghossian

4. Critiche alla posizione relativista esposta in (3)

4.1 Il relativismo è un argomento che si autorifiuta

4.2 Il relativismo critica solamente il fondazionalismo classico e accetta una forma di coerentismo debole

4.3. Il relativismo fallisce proprio di fronte alla sfida di Galileo

5. La posizione non relativista di Alvin Goldman (2009)

Bibliografia consigliata


Epistemologia della testimonianza – Una introduzione

Testimony

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Abstract

La teoria epistemologica della testimonianza è molto diversificata. Si tratta, infatti, di uno dei temi più importanti in filosofia, sicché non dovrà stupire la grande varietà di analisi e testi, nonché la sconfinata letteratura dedicata su questo tema. In questo articolo vogliamo proporre un’analisi generale di alcuni problemi della testimonianza e di come questa sia, nel migliore dei casi, una genuina forma di conoscenza. Detto questo il lettore deve sapere che si trova di fronte alla punta di un iceberg, la cui esplorazione può essere portata solo da una sua attività critica e di approfondimento sistematico.


Uno studio epistemologico su Wikipedia: vizi e virtù epistemiche di una risorsa epistemica fondamentale del XXI secolo

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Consigliamo – A cura di Giangiuseppe Pili e l’Introduzione schematica all’epistemologia


Abstract

Wikipedia è uno dei fenomeni epistemologici del XXI secolo. Si tratta, infatti, di una rivoluzione in ambito conoscitivo paragonabile alla nascita dell’enciclopedia nel XVIII secolo. Non si tratta di un’esagerazione perché la quantità di accessi degli utenti in Wikipedia è tale da essere una delle risorse epistemiche più cercate su internet: insieme a google e amazon, è uno dei siti più frequentati. La nostra analisi vuole considerare il fenomeno complessivo di Wikipedia sotto una prospettiva epistemologica sociale orientata ai sistemi. Il seguente saggio si richiama ad una recente analisi di Don Fallis, ma cerca di fornire una valutazione più estesa delle virtù e dei vizi epistemici di Wikipedia, pur senza entrare nei dettagli empirici considerati da Fallis (2011). La nostra conclusione è che Wikipedia è senza dubbio una risorsa epistemica importante ma il cui utilizzo non può e non deve essere acritico.


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La teoria epistemologica di Robert Nozick

Nozick

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Consigliamo – Introduzione alle teorie della verità – a cura di Giangiuseppe Pili


La teoria di Robert Nozick [1981] è una teoria esternista della conoscenza. Si tratta di una teoria esternista perché non richiede che un soggetto abbia accesso ai giustificatori delle sue credenze (con giustificatore si intende genericamente ciò che conta come evidenza a sostegno di una certa credenza). Si tratta, poi, di una teoria della conoscenza perché fornisce una definizione di conoscenza e considera questo problema il principale per la sua posizione (e non altri noti problemi).

La strategia di Nozick si concentra su due direttrici principali. La prima è considerare ed estendere una certa nozione che emerge dalla teoria causale della conoscenza. La seconda è quella di eliminare i problemi che una teoria come la teoria causale si porta dietro. La strategia di Nozick vuole evitare il problema dello scetticismo del cervello invascato (Nozick presenta un pittoresco uomo dentro una cisterna stimolato da degli scienziati) e il modo in cui lo fa è parte integrante della sua argomentazione a sostegno delle due condizioni che devono integrare le due canoniche in quella che sarà la definizione di conoscenza.

Fallacie di ragionamento

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Abstract

In questo articolo consideriamo le fallacie di ragionamento, la loro classificazione (ripresa da Varzi et. Al. (2007)) e la loro relativa spiegazione ad un vasto pubblico non necessariamente esperto della materia. Considereremo soprattutto le ragioni per cui le fallacie logiche si presentano e perché sono così diffuse nei discorsi quotidiani. In fine, cercheremo di formulare una conclusione generale sulle fallacie di ragionamento che consideri l’analisi precedente.

Problemi per le teorie della conoscenza

Dementia Word-finding Disorders Words Alzheimer’s

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Abstract

In questo articolo considereremo alcuni problemi aperti classici e recenti della filosofia della conoscenza di stampo analitico (epistemologia analitica). Si tratta di problemi le cui risposte sono controverse e più teorie filosofiche si confrontano per risolverli. Non sono stati messi in un ordine particolare, per quanto senza dubbio i primi tre siano da tener presenti come i fondativi e centrali di ogni teoria epistemologica. Sin dai titoli abbiamo voluto inserire i rimandi bibliografici per mostrare dove i problemi vengono formulati in modo chiaro. Il lettore è invitato a conoscerli personalmente, possibilmente non limitandosi alla lettura di questo articolo.

Un cartesianesimo naturalizzato sulle intuizioni?

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Leggi anche Il discorso sul metodo di CartesioLa mente e le menti di Daniel Dennett


L’articolo di George Rey ha alcuni obiettivi congiunti: (1) chiarire la plausibilità delle tesi di chi ha sostenuto o difeso il ruolo delle intuizioni o dell’introspezione da un punto di vista neocartesiano; (2) delucidare le alternative e le critiche rivolte a chi ha difeso posizioni neocartesiane e (3) difendere indirettamente la plausibilità di un neocartesianesimo naturalizzato circa le intuizioni e l’introspezione (in particolare riguardo la teoria delle TAG che Rey aveva già presentato e difeso).

In generale, poste due tesi t1 e t2, si può stabilire una preferenza tra t1 e t2 in base a ragioni di natura esplicativa: è razionale prediligere tra t1 e t2 quella teoria che è maggiormente esplicativa. Si noti che in questa dichiarazione di selezione sulla base di questa tipologia di preferenza, si esclude sia la possibilità di trovare argomentazioni puramente a priori o considerare queste ultime come decisive, ma anche, all’estremo opposto, la possibilità di contare esclusivamente su evidenze empiriche. Infatti, per fornire la migliore esplicazione di un certo evento e non sarà semplicemente sufficiente descriverlo in termini empirici, ma è indispensabile darne una caratterizzazione almeno in parte normativa: non a caso, l’articolo di Rey presenta tanto argomentazioni filosofiche su basi empiriche che su basi propriamente a priori.

Il discorso sul metodo di Cartesio

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Il Discorso sul metodo per ben dirigere la propria ragione e per cercare la verità nelle scienze (1637) è lo scritto introduttivo alla prima opera pubblicata di Cartesio: una raccolta di saggi a carattere scientifico intitolata La diottrica, le meteore, la geometria. Il Discorso nasce come introduzione metodologica ad una parte del lavoro scientifico di Cartesio. Ma è certamente di più, sia nelle intenzioni dell’autore, sia per il peso che ha avuto nella storia delle idee.

Si tratta di uno scritto breve, conciso anche nelle sue parti più significative. Alcuni passi possono e meritano di essere integrati con la lettura delle Meditazioni e dei Principii, due opere posteriori al Discorso, in cui Cartesio svilupperà più diffusamente il suo pensiero filosofico.

Epistemologia naturalizzata di Willard Van Orman Quine Analisi per un testo classico dell’epistemologia analitica

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Leggi la scheda sull’epistemologia


Abstract

Epistemology Naturalized è un classico dell’epistemologia analitica, un testo di grande influenza sia in relazione alla grande quantità di contenuti che di argomenti presentati. L’articolo di Willard Van Orman Quine ha avuto un posto di rilievo nell’epistemologia analitica, nonostante la valutazione del suo contributo non sia facile da soppesare. In queste pagine mi concentrerò su alcune tematiche particolarmente importanti rispetto ad alcune posizioni epistemologicamente di rilievo. In special modo, cercherò di mostrare quali siano i sensi del progetto di naturalizzazione dell’epistemologia nella prospettiva quineana e tenterò di evidenziare come questo progetto generale e complessivo sia legato a varie tematiche della riflessione di Quine. In fine, presento un bilancio, parziale e illustrativo, dell’epistemologia naturalizzata all’interno dell’epistemologia analitica contemporanea.