Press "Enter" to skip to content

Capitolo 6. Tapas – ardore fiammeggiante

Prarthana1830590, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Iscriviti alla Newsletter!

Consigliamo I veda – Capitolo 1


Dall’ardore fiammeggiante venne l’ordine cosmico / e la verità; da esso fu generata la notte oscura; / da esso l’oceano con le sue onde fluttuanti.

Abbiamo ancora il fuoco (qui ardore fiammeggiante – tapas), proposto come principio di realtà. È il fuoco elemento trasformatore e dunque generatore, se la trasformazione è applicata alle origini, ovvero se è trasformazione del nulla in qualcosa. È per il fuoco che ciò che è informe, caotico, privo di verità nel senso di intelligenza, spirito o coscienza, diviene forma, ordine, ed acquista spirito. Lo abbiamo già osservato. Il principio è dunque sacrificio e trasformazione, passaggio dal niente alla realtà. E la realtà è da una parte essenzialmente ordine, struttura, forma, dall’altra movimento spirituale, coscienza, pensiero. Questo significa che l’ardore pieno di fuoco diede vita all’ordine (rta) e alla verità (satya), ovvero al tutto esistente. Ma il processo di creazione procede lentamente, e il mondo ordinato non nasce immediatamente. Prima di acquistare ordine e verità, l’essere è ancora avvolto nelle tenebre e privo di forma. Perciò è come un oceano che si sforza con ardore primitivo di acquistare forma e ordine nella tenebra della notte. L’ordine non è ancora apparso, la creazione di esso deve passare attraverso diversi e distinti passaggi. L’Uno non è ancora qualcosa, ma ancora si sforza di uscire dall’indeterminazione assoluta e contraddittoria del nonessere; ovvero l’Uno non è ancora reale, e si sforza con potenza di fuoco di strutturarsi in una realtà vivente.

Dall’oceano con le sue onde fu generato l’anno / il quale dispone la successione delle notti e dei giorni / controllando tutto ciò che batte le palpebre.

Se, come sembra di poter dire, l’«oceano» è lo spazio, l’«anno» il tempo e «ciò che batte le palpebre» il segno della vita, il progresso dell’essere dall’irrealtà alla realtà si compie attraverso la creazione del tempo e dello spazio (con apparente precedenza del primo sul secondo, anche se questa successione temporale è smentita in altri passi vedici), ed infine della vita che si muove all’interno di queste coordinate, ovvero della struttura della realtà. Infine, nei versi successivi, si specifica che, sempre con il consueto ardore fiammeggiante, motore potentissimo della generazione di ordine e verità, la creazione procede il suo lavoro formando i pianeti, strutturando il cielo e la terra, e la vita degli esseri, finalmente nella luce.


Francesco Margoni

Assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento. Studia lo sviluppo del ragionamento morale nella prima infanzia e i meccanismi cognitivi che ci permettono di interpretare il complesso mondo sociale nel quale viviamo. Collabora con la rivista di scienze e storia Prometeo e con la testata on-line Brainfactor. Per Scuola Filosofica scrive di scienza e filosofia, e pubblica un lungo commento personale ai testi vedici. E' uno storico collaboratore di Scuola Filosofica.

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *