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Il paradosso della responsabilità sociale: l’intenzione è dell’individuo o della società?

La società o è un individuo, cioè un entità capace di avere intenzioni, oppure no. Solo l’agente cosciente, un individuo, è responsabile delle sue azioni. Dunque la società è responsabile solo se è un individuo.

 

1) Se la società è responsabile come tutto allora le singole parti non sono responsabili. Dunque, la società non è responsabile. (Cioè all’interno della società non esistono sotto-società né individui capaci di azioni responsabili perché si sta assumendo che la società si responsabile allo stesso modo di una mente rispetto alle sue singole facoltà).

2) Se la società non è responsabile come tutto allora non è responsabile. (Se la società non è responsabile come tutto, sembrerebbe che potremmo ammettere che lo possano essere le sue parti. Ma le sue parti sono definite come la società in generale, dunque, anche le singole parti della società non sono responsabili. Un altro ragionamento che porta alle stesse conseguenze: se parti di società sono responsabili allora parti di parti di società sono responsabili e anche parti di parti di parti di società sono responsabili etc. cioè: la responsabilità finisce nel singolo individuo. Il singolo individuo –un uomo- non è scomponibile a sua volta in parti. Inoltre, se fosse vero che parti di società fossero responsabili, come distinguerle da parti di società non responsabili?) 

Conseguenza: la società non è un individuo, se con individuo si intende una mente capace di avere intenzioni. Nessun gruppo di persone è responsabile e la responsabilità attiene ai singoli soggetti capaci di pensare.

Premesse.

IPOTESI 1: La responsabilità è la proprietà che distingue le azioni intenzionali dalle azioni casuali.

IPOTESI 2: L’intenzione è un particolare stato mentale definito in termini funzionali. Uno stato mentale intenzionale è un qualunque stato mentale che implichi una decisione e una conseguente azione da parte dell’individuo.

IPOTESI 3: Gli stati mentali intenzionali sono stati mentali coscienti.

IPOTESI 4: Gli stati mentali sono il risultato dell’attività della mente.

IPOTESI 5: La società è una somma di individui.

IPOTESI 6: La società è un individuo, cioè è un’entità dotata di mente.

Specifica a: Un’azione è detta “intenzionale” se e solo se è stata il frutto di una decisione cosciente da parte di un individuo.

Specifica b: Un’azione “intenzionale” non è il frutto di un caso, cioè il comportamento di un determinato individuo è compiuto in vista di un fine da raggiungere.

Specifica c: Un’azione intenzionale non può essere compiuta da alcun agente privo di mente giacché le intenzioni sono dei particolari stati mentali. Per cui, qualsiasi azione che non sia il puro frutto di cause esterne, bisogna intenderla come intenzionale. La realtà fisica e qualunque azione spiegabile esclusivamente nei termini della scienza fisica non implica in alcun modo intenzionalità infatti, nella spiegazione dell’evoluzione di un sistema meccanico si può fare a meno di parlare di credenze, stati mentali etc.. Non tutte le azioni di un individuo dotato di mente sono intenzionali. La gran parte dei comportamenti dei soggetti sono dovuti a una moltitudine di cause fisiche. Dunque solo un sottoinsieme ristretto del totale delle azioni sono effettivamente intenzionali.

Inferenze e tesi.

INFERENZA. Se gli stati mentali sono il risultato dell’attività della mente, se gli stati mentali intenzionali sono un sottoinsieme proprio degli stati mentali allora gli stati mentali intenzionali godono della proprietà di essere un risultato della mente.

Tesi I: Dunque, gli stati mentali intenzionali godono della proprietà di essere un risultato della mente.

INFERENZA. Se la responsabilità è la proprietà che distingue le azioni intenzionali da quelle casuali, se l’intenzione è un particolare stato mentale definito in termini funzionali e uno stato mentale intenzionale è un qualunque stato mentale che implichi una decisione e una conseguente azione da parte dell’individuo, se gli stati mentali intenzionali sono coscienti, se gli stati mentali sono il risultato dell’attività della mente allora la responsabilità è la proprietà di tutte le azioni prodotte da elaborazioni coscienti di una mente.

Tesi II: Dunque, la responsabilità è la proprietà di tutte le azioni prodotte da elaborazioni coscienti di una mente.

Corollario α: Se consideriamo la responsabilità come una proprietà di ogni azione intenzionale e tenuto presente che l’azione intenzionale è sempre il frutto di una computazione mentale, allora bisogna concludere che ogni mente capace di elaborazione mentale cosciente sia anche capace di avere intenzioni.

Corollario β: una mente, qualsiasi cosa significhi, è in un corpo. Un corpo dotato di mente è un agente, individuo, persona.

INFERENZA. Se la società è dotata di mente, se un individuo o agente è un qualsiasi corpo dotato di mente, allora la società è un individuo.

Tesi III: Dunque, la società è un individuo.

INFERENZA. Se la società è dotata di mente, se la società può avere coscienza dei propri stati mentali[1] allora la società può compiere azioni intenzionali.

Tesi IV: Dunque, la società può compiere azioni intenzionali.

INFERENZA. Se la società è un insieme di individui, se la società può compiere azioni intenzionali, allora una parte di una società è ancora un individuo.

Tesi V: Dunque, una parte di una società è ancora un individuo.

INFERENZA. Se una parte di società è ancora un individuo, se un individuo compie azioni intenzionali è responsabile, allora una parte di società può compiere azioni intenzionali.

Tesi VI: Dunque, una parte di società può compiere azioni intenzionali.

INFERENZA. Se una parte di società ammette un sottoinsieme proprio, se il sottoinsieme proprio di una parte di una società è ancora una società allora la società è ancora capace di responsabilità. Ma se una parte di società parte di società è ha almeno un sottoinsieme proprio allora il sottoinsieme proprio è capace di azioni intenzionali responsabili. Etc..

Tesi VIIa: Paradosso. Se ammetto che la responsabilità di una società consista nell’intenzione di una serie di individui, allora solo l’individuo è responsabile. Ma allora la società non è più responsabile come tutto. Ciò contraddice una delle ipotesi. Dunque siamo di fronte ad una contraddizione.

Tesi VIIb: Paradosso. Se la società è responsabile solo come “tutto”, cioè non si ammette la possibilità di scinderla in parti, allora gli individui della società non sono responsabili. Ma ciò è chiaramente in contraddizione con l’idea che qualsiasi mente possa produrre intenzioni. Dunque, in questo modo si ammette contemporaneamente che la società possa essere responsabile come tutto e allo stesso tempo siano responsabili anche i suoi individui o le sue parti. Il che non è possibile.

Conclusioni.

Il problema è chiaro: se vogliamo prendere sul serio l’idea che una società intera possa essere responsabile di qualcosa allora o si intende qualcosa di diverso rispetto alla responsabilità individuale, oppure non stiamo dicendo qualcosa di coerente. Infatti, l’idea che la società possa essere cosciente di sé è una questione assai dibattuta, ma rimane piuttosto semplice sostenere l’incontrario. Infatti, le semplici somme di interessi comuni non producono un livello più elevato di coscienza, semplicemente alcuni individui considerano in certi modi e, non in altri, determinati atti linguistici.

Ritenere che una società possa essere “responsabile” di qualcosa nello stesso modo in cui noi lo pensiamo per individui è una credenza suscettibile di critiche e porta direttamente ad associare proprietà generali a uomini molto diversi tra loro, cosa assai pericolosa.


[1] Per chi è disposto ad accettare l’idea che la società sia responsabile di azioni, vale a dire che, in qualche modo sia considerabile una mente, allora deve essere disposto a fortiori ad accettare che essa possa essere cosciente. Infatti, un’azione non-intenzionale può essere o non essere cosciente, ma senza dubbio qualunque azione che implichi un’intenzione è senza dubbio cosciente.


Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' stato assistant professor ed è il fondatore di Scuola Filosofica, coordinatore dell'associazione Azione Filosofica ed è il responsabile della collana dei libri di Scuola Filosofica. Egli è autore di numerosi saggi e di diversi articoli in riviste internazionali. In lingua italiana ha pubblicato numerosi lavori e libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is a former assistant professor in intelligence studies and he is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School) and the Co-Founder of the philosophical association Azione Filosofica (Philosophical Action). He is the editor in chief of the collective series of books based on the blog (Le Due Torri - Publisher). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) movie maker.

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