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Categoria: Scienza

Teoria della selezione sessuale dei generi di tipo * e # della specie @

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Consigliamo – Charles Darwin” Capire l’origine delle specie – a cura di Giangiuseppe Pili


Abstract

In questo articolo abbiamo proposto una teoria della selezione sessuale della specie pseudoimmaginaria degli @. Gli @ sono divisi in due categorie * e #, asimmetriche rispetto a scopi e interessi ma la cui cooperazione garantisce la massima razionalità riproduttiva della specie @. Per fondare il comportamento atteso degli * e degli # abbiamo formulato alcune caratteristiche generali di comportamento per il gruppo degli * e degli # che vorrebbe emulare alcune caratteristiche trofiche generali di alcune specie animali (almeno quelle con riproduzione sessuata). Il risultato è che gli interessi egoistici dei singoli * e dei singoli # sono diversi ma garantiscono condizioni di cooperazione estremamente vantaggiose per la specie. Sia detto che il modello assume alcuni assunti della teoria della selezione naturale di Darwin, che noi abbiamo considerato per gli @. Dall’insieme di caratteristiche degli individui di @ e dall’adozione di alcuni principi generali di selezione naturale si cerca di rintracciare il principio di massima razionalità che si fonda sullo scopo di aumentare il numero e la qualità complessiva della specie.

Mind Wars – Jonathan D. Moreno

Mind

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Mind Wars Brain Science and the Military in the 21th Century è un saggio di Jonathan D. Moreno, professore di etica all’Università della Pennsylvania ed editore capo della testata Science Progress. Egli è stato membro dello staff di tre commissioni del consiglio presidenziale ed ha partecipato a diverse riunioni del Pentagono. Il volume si propone di fornire una panoramica generale dello stato dell’arte delle neuroscienze finanziate o applicate alle attività militari. Il volume è reperibile solo in inglese e si può acquistare via Amazon. Sia detto per inciso che un simile lavoro dovrebbe venire pubblicato in lingua italiana perché riguarda l’interesse generale della comunità, laddove si toccano temi caldi per la sicurezza e per la scienza.

Il libro è assai denso e l’indice per capitoli illustra bene i contenuti del lavoro: 1. DARPA in Your Mind, 2. Of Machines and Men, 3. Mind Games, 4. How to Think about the Brain, 5. Brain Reading, 6. Building better Soldiers, 7. Enter the Nonlethals, 8. Toward Ethics of Neurosecurity. Senza entrare nello specifico dei singoli capitoli, è sufficiente riportare le varie tematiche investigate da Moreno. Sia detto e specificato che non si tratta di un lavoro analitico o per tecnici, al contrario è un’opera piuttosto divulgativa che non richiede particolari conoscenze né di etica, né di metaetica e tanto meno di neuroscienze o di warfare. E’ evidente, però, che se non ci si interessa di nessuno di questi campi il libro può risultare analogo ad un libro di fantascienza piuttosto che di etica o scienza.

Ti punisco perché sì …

La teoria retributiva della pena afferma che è giusto punire qualcuno perché e solamente perché se lo merita; dunque è giusto punire chi trasgredisce poiché ha trasgredito. Ad essa si oppone la teoria consequenzialista, secondo la quale il trasgressore deve essere punito in virtù delle conseguenze positive della pena per l’individuo punito (ad esempio, in termini di rieducazione) o per la società (rinforzo della norma, comunicazione ed esempio, deterrenza etc.).

Ragionamento logico, cosa dicono le neuroscienze

Che cosa c’è di nuovo e interessante nel campo dello studio scientifico delle basi neuronali del ragionamento logico? Almeno due fatti. Le frequenze della “banda gamma” sarebbero funzionalmente necessarie per i processi intellettivi – e una stimolazione cerebrale non invasiva all’interno di questa banda sarebbe in grado di migliorare la capacità di ragionamento logico dell’uomo.

I neuroni di Von Economo

Un po’ di storia per iniziare a capire. Da circa un secolo questi neuroni vengono descritti come “cellule fusiformi presenti perlopiù nella corteccia cingolata anteriore e insulare”. I primi accenni si trovano alla fine del secolo XIX in autori come Betz, Hammarberg e Ramón y Cajal, ma è Costantin Von Economo a fornire nel 1926 la prima descrizione dettagliata di morfologia e distribuzione corticale umana.

La responsabilità morale degli psicopatici

È recentemente apparso, su Ajob Neuroscience, “Moral Responsibility and Psychopathy: Why We Do Not Have Special Obligations to the Psychopath”. L’articolo, che argomenta in favore della piena responsabilità morale dell’agente psicopatico, ha toni risoluti, enuncia con scarna argomentazione, quasi che non si potesse fare violenza a questa delicata donna, la verità, si presenta con la chiara trasparenza di un modo giovane, vivace e veloce di porre e risolvere i problemi.

Il gusto della morale …

Un’ulteriore conferma empirica della relazione tra stati sensoriali e valutazione morale è presentata da Eskine et al. su Plos One in un articolo titolato “The Bitter Truth about Morality: Virtue, not Vice, Makes a Bland Beverage Taste Nice”. Lo studio di Eskine et al. non solo corrobora l’ipotesi di una relazione, ma ne definisce per la prima volta il carattere bidirezionale.

La morale degli alcolisti

“Alcohol Dependance Associated with Increased Utilitarian Moral Judgment: A Case Control Study” è il titolo di un originale articolo di Khemiri et al. suPlos One. Sebbene gli autori non arrivino a sostenere in modo cogente alcuna tesi realmente interessante, vi si può trovare qualche fonte di allegria e speranza per la nostra futura comprensione della mente morale… Ma arriviamo per gradi a questa conclusione.

Siamo forse degli inflessibili punitori?

L’ipotesi per cui vi sarebbe un’avversione universale verso colui il quale viola una norma morale, motivante di per sé lo spettatore all’atto punitivo, non avrebbe una reale validità empirica. Uno studio elegante e finalmente ecologico, pubblicato su Plos One con l’accattivante titolo “Choosy Moral Punishers” da Clavien et al., porta dell’evidenza empirica contraria all’ipotesi di un impulso universale a punire il trasgressore, necessario e sufficiente a motivare la condotta punitiva.

La bellezza dei neonati

Konrad Lorenz affermò l’esistenza di un meccanismo innato nell’uomo(“Kindchenschema”) responsabile del suo orientamento positivo e del suo comportamento di cura nei confronti dell’infante. Tale meccanismo sarebbe attivato da una serie di caratteristiche fisiche del neonato – tra cui spiccano la fronte ampia, le guance paffute e i grandi occhi – che, nel complesso, lo individuano come bello (“cute”).