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La proprietà in Hobbes

British Library, CC0, via Wikimedia Commons

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  1. La proprietà nasce da un bisogno umano universale, quello di utilizzare degli oggetti per la propria sopravvivenza.
  2. La ragione (precetto della ragione) mostra tutto ciò che è consono alla sopravvivenza individuale.
  3. Lo stato istituisce la proprietà per il proprio bene e per il benessere della società.

La proprietà nasce dall’esigenza individuale di possedere entità esterne al proprio corpo al fine di un incremento della propria capacità di sopravvivenza. L’esigenza, l’interesse indiririzzata verso un oggetto, risiede nella capacità di ciascuno di utilizzare la cosa al fine della difesa e conservazione della vita.

All’interno della condizione naturale, ogni individuo è dotato di un’infinita estensione di diritti e, per tanto, più persone possono essere intenzionate ad avere un unico e solo oggetto. Così, nello stato di natura, l’oggetto è posseduto da chi per primo lo prende ed è in grado di difenderlo. Ciò, considerato in questa condizione di assoluta parità di diritto, la proprietà degli oggetti non è stabile ma soggetta alla precarietà della propria forza: un oggetto è mio, sin tanto che sono in grado di difenderlo. Da quest’intrinseco problema di stabilità del possesso, Hobbes conclude che solo all’interno dello Stato si può consolidare uno stabile diritto alla proprietà.

Tuttavia, il diritto alla proprietà è un “precetto della ragione” derivato da Hobbes direttamente dal generale diritto alla sopravvivenza: la distinzione della proprietà e la sua difesa è fondamentale per l’instaurazione e il mantenimento della pace. La pace è l’alternativa allo stato di conflitto in cui si soggiace all’interno dello stato di natura. In questo senso: “la proprietà” nasce all’interno dello Stato sociale e, contemporaneamente, è implicata dal più fondamentale diritto alla vita (che, comunque, precede il diritto alla proprietà).

Lo Stato garantisce la protezione della proprietà e l’istituzione della proprietà stessa. Questa viene fissata sia per necessità universale, sia per consentire la coesione sociale: il più delle volte, le contese nascono da problemi interenti alla proprietà. Ed è curioso che per dimostrare l’esistenza della crisi economica attuale, si mostri che i “crimini contro la proprietà sono aumentati” rispetto a quelli della persona che, in generale, sono molti di meno. Ciò stupisce ben poco perché (1) la proprietà è molto più estesa del corpo del singolo individuo, a meno che l’uomo in questione non sia un povero disgraziato, (2) la proprietà è oggetto di contesa perché può essere utile a più persone, mentre la persona in se stessa non è oggetto di interesse strumentale, (3) la proprietà è ricercata da persone capaci di intendere e di volere che sono di più dei pazzi.

Hobbes non fonda la proprietà sul diritto alla sopravvivenza, cioè non lo considera “paritario” rispetto a quello, come dirà Locke, ma lo deduce dal diritto alla vita, come un teorema da una serie di premesse.


Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' stato assistant professor ed è il fondatore di Scuola Filosofica, coordinatore dell'associazione Azione Filosofica ed è il responsabile della collana dei libri di Scuola Filosofica. Egli è autore di numerosi saggi e di diversi articoli in riviste internazionali. In lingua italiana ha pubblicato numerosi lavori e libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is a former assistant professor in intelligence studies and he is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School) and the Co-Founder of the philosophical association Azione Filosofica (Philosophical Action). He is the editor in chief of the collective series of books based on the blog (Le Due Torri - Publisher). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) movie maker.

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