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Il grande miraggio: la prova ontologica – Una spiegazione introduttiva al problema.

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Le prove ontologiche dell’esistenza di qualcosa, le più celebri sono quelle di Dio, sono tutte volte a dedurre l’esistenza di qualcosa (l’essere-stare ) dall’essenza (l’essere-qualità ).

Il problema per i pensatori cristiani era quella di non poter dimostrare l’esistenza di Dio. Infatti, a Dio bisogna credere e di Lui non si può sapere con esattezza se esista o meno. Tuttavia, non è facile, per tutti coloro che ragionano, doversi rassegnare ad una più pacata visione delle cose: Dio non è dimostrabile. Ebbene, proprio perché non ci si rassegnava e si aveva necessità di dare un “fondamento stabile” alle proprie dottrine, tutte incentrate sull’esistenza di un Essere sommo, si imponeva da sé il problema di dimostrare l’esistenza di Dio. Non a caso, pensatori quali Cartesio e Spinoza, pur fuoriuscendo dal pensiero “medioevale”, fanno riferimento alle varie versioni della prova ontologica. La fortuna di tale “dimostrazione dell’esistenza” arriverà fino a Hegel, nonostante Kant si fosse prodigato a chiarificarne l’insensatezza.

La prova ontologica si fonda sul principio generale di “deduzione” logica e del principio di non-contraddizione. Posta una definizione, non posso contraddirmi, posta la definizione di Dio, non posso contraddirla. Dalla definizione di un fatto, un fatto qualunque, non discende mai la sua esistenza. Se dico “Oggi piove” non implica che oggi piova davvero. Ciò perché lo stato mentale rappresentazionale della pioggia (idea, per dirla al modo antico) implica un’immagine in me dell’acqua ma non la sua reale presenza.

David Hume osservava correttamente che l’“esistenza”, il dire che una cosa “esiste” non aggiunge nulla alla nostra conoscenza della cosa, in altri termini, l’“esistenza” non è assimilabile alle proprietà primarie (forme geometriche, grandezz etc.). Da questo risulta più chiaro come dalle sole proprietà primarie di un oggetto, vale a dire quelle qualità espresse nelle proposizioni di definizione, non si possa dedurre l’esistenza, semmai altre qualità primarie: posso, ad esempio, ragionare sulle proprietà geometriche della diagonale del quadrato, ma non posso dedurre l’esistenza dalle sue proprietà geometriche. La diagonale potrebbe non esserci.

Kant farà l’esempio celebre dei “cento talleri”: io posso immaginare una cassaforte piena di soldi e questa raffigurazione potrebbe essere nitidissima, con tutti i particolari, come il colore dell’oro, la lucentezza delle monete, il loro tintinnio etc. ma non per questo sarei più ricco di prima. E nella vita pratica nessun commerciante si fiderebbe un pagamento effettuato a partire da una descrizione perfetta dei soldi che abbiamo nel portafoglio: egli crederebbe alla loro esistenza solo dopo averglieli dati. In questo senso, l’esistenza non è una proprietà deducibile dalle proposizioni analitiche (proposizioni logiche, vere indipendentemente dal loro contenuto) e non è un caso che i criteri di verità per le proposizioni sintetiche siano di diverso genere, ad esempio, devono avere una denotazione, cioè devono rimandare ad un fatto. Così, se dico che “il Cagliari ha perso” è vera se e solo se esiste un fatto che corrisponda a quella frase.

Tutto questo si applica anche alle prove ontologiche: Dio è l’essere dotato di tutte le qualità, dunque deve esistere, giacché mi contraddirei se dico che non esiste. Ma cosa significa “l’essere dotato di tutte le qualità?” Probabilmente è predicato privo di significato. Inoltre, ammesso che possa pensarsi, da ciò non deriverebbe minimamente la “deduzione” dell’esistenza giacché l’esistere non è deducibile dall’essere.


Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' stato assistant professor ed è il fondatore di Scuola Filosofica, coordinatore dell'associazione Azione Filosofica ed è il responsabile della collana dei libri di Scuola Filosofica. Egli è autore di numerosi saggi e di diversi articoli in riviste internazionali. In lingua italiana ha pubblicato numerosi lavori e libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is a former assistant professor in intelligence studies and he is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School) and the Co-Founder of the philosophical association Azione Filosofica (Philosophical Action). He is the editor in chief of the collective series of books based on the blog (Le Due Torri - Publisher). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) movie maker.

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