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Lo spionaggio – Il tredicesimo capitolo de L’arte della guerra


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Ogni singolo scontro armato richiede grandi investimenti in denaro e risorse. Questo comporta che si diano sia problemi interni che esterni. Lo sforzo di guerra impone il distoglimento della manodopera da settori chiave. Il problema principale delle conseguenze dello sforzo consiste nell’imprevedibilità del tempo in cui si consegue la vittoria perché è imprevedibile il momento in cui lo Shih impone di attaccare. La vittoria e i grandi risultati sono conseguiti mediante l’accurata precisione, pur nei limiti nel possibile. Sun Tzu rifugge l’idea che la previsione sia da operarsi sulla base di superstizioni o di credenze religiose. I tipi di spie sono cinque: spia locale, interna, convertita, morta, viva. “Non c’è nessun affare in cui non si possano impiegare spie. Lo spionaggio è essenziale per le operazioni militari”.

Lo spionaggio è essenziale per le operazioni militari perché queste sono fondate sulla capacità di previsione sulla base di vantaggi e svantaggi, il cui obbiettivo è quello di conquistare intero e intatto il nemico: vincere senza combattere è la suprema abilità. L’obbiettivo individuato deve essere conosciuto.

Le armate contrapposte possono fronteggiarsi per anni in vista di una vittoria che si otterrà in un solo giorno. In questa situazione, chi lesina di ricompensare con cento monete d’oro colui che può fornire informazioni sul nemico,

E’ estremamente inumano.

Non è il generale del popolo,

Non è il braccio destro del sovrano.

Non è maestro di vittoria.

E così, se un sovrano illuminato e un generale saggio risultano sempre vittoriosi sui nemici e realizzano imprese superiori alla norma, –

Tutto ciò avviene grazie alla previsione.[1]

Per questo è necessario usare le spie. Le spie svolgono un duplice ruolo: informa e lasciano informazioni false. Una spia può essere locale, qualora sia del luogo in cui si svolgono le ricerche. Può essere interna allo schieramento avversario, può essere viva e fornire informazioni e può essere “morta” e depistare il nemico. Ma l’obbiettivo è sempre lo stesso: saper sfruttare le informazioni. In questa descrizione dei tipi di spie possibili si vedono tutte le possibili attività utili che gli infiltrati possono svolgere a nostro favore: reperire informazioni, diffondere informazioni false. Sun Tzu era già ben consapevole, come abbiamo avuto modo di sottolineare continuamente, di quanto sia centrale l’informazione e la conoscenza all’interno dell’arte militare. Si può dire, in fondo, che l’intera arte della guerra non sia altro che saper dominare l’informazione.

In base alla natura delle attività che una spia deve svolgere deve essere sfruttata in modo specifico e scelta in base a determinate caratteristiche. Non tutti gli uomini sono sostituibili, non tutti sanno svolgere le stesse funzioni perché non tutti hanno le medesime proprietà. Sicché bisogna saper utilizzare i propri uomini nel modo più idoneo e bisogna saperli scegliere con altrettanta saggezza:

La spia viva è quella che ritorna per fare rapporto.

Utilizza la spia locale assoldandola tra la gente del luogo.

Utilizza la spia interna scegliendola tra i loro ufficiali.

Utilizza la spia convertita scegliendola tra le spie del nemico.

La spia morta riporta informazioni false al nemico.

Ordino alla mia spia di venirne a conoscenza e di trasmetterle, tramite spie nemiche, al mio antagonista.[2]

Per conoscere l’ubicazione delle armate, dei magazzini, degli arsenali, degli equipaggiamenti non ci sono altre possibilità che affidarsi a delle spie. Sun Tzu è categorico: non c’è aruspice possibile, non c’è alcuna possibilità metafisica conoscibile a priori che consenta la conoscenza di questi elementi essenziali all’arte della guerra, così che niente si potrà sostituire agli infiltrati.

E questa previsione non può essere ottenuta tramite entità sovrannaturali,

Non può essere dedotta dagli eventi,

Non può essere calcolata,

Ma deve essere acquisita tramite uomini che conoscono la situazione nemica.[3]

Per gestire le spie è necessario avere un grande tatto e comprensività umana. Esse svolgono un compito prezioso e pericolosissimo, inoltre c’è sempre il rischio che cambino bandiera, sicché un generale virtuoso non potrà sottovalutare l’importanza della loro remunerazione, che deve essere consistente. Per queste ragioni, a capo del sistema di spionaggio non può essere un uomo di doti comuni, ma deve essere di intelligenza e capacità fuori dall’ordinario:

Se non si è saggi, non si possono utilizzare le spie.

Se non si è umani, non si può persuadere una spia a servirti.

Se non si è sagaci e capaci di segretezza, non si possono tenere le informazioni di una spia.

(…)

Non c’è nessun genere di affare in cui non si possano impiegare le spie.

(…)

Solamente se il sovrano illuminato e il saggio generale sono capaci di mettere persone di conoscenza superiore a capo dello spionaggio, conseguiranno un grande successo.[4]

L’arte della guerra è riuscire a vincere su avversari senza che questi possano capire come hai fatto. Scopri il punto debole, concentra le forze e colpisci in modo brutale e il nemico sarà impotente; ma l’arte suprema è disorientare il nemico e farlo morire con le sue stesse mani, così che la sua sconfitta sarà totale e la tua vittoria assoluta.


[1] Ivi., Cit., p. 59.

[2] Ivi., Cit., p. 60.

[3] Ivi., Cit., p. 60.

[4] Ivi., Cit., pp. 61-62.


Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' stato assistant professor ed è il fondatore di Scuola Filosofica, coordinatore dell'associazione Azione Filosofica ed è il responsabile della collana dei libri di Scuola Filosofica. Egli è autore di numerosi saggi e di diversi articoli in riviste internazionali. In lingua italiana ha pubblicato numerosi lavori e libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is a former assistant professor in intelligence studies and he is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School) and the Co-Founder of the philosophical association Azione Filosofica (Philosophical Action). He is the editor in chief of the collective series of books based on the blog (Le Due Torri - Publisher). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) movie maker.

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