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7. Considerazioni sull’attualità del progetto di Kant

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La prospettiva politico-morale kantiana rimane indubbiamente uno dei vertici della filosofia politica mondiale e, oggi, globale. Il fatto stesso di esser riuscito a presentare un ideale concreto per l’azione politica e astratto per la ricerca filosofica è indice di una grandezza rara nel panorama filosofico in questione: Marx, probabilmente, è uno dei pochi che, quanto a diffusione negli studi e nella pratica, può essere eletto a rientrare in confronto con Kant. Quale dei due possa vantare il primato non spetta a noi dirlo, ma di fatto l’ONU costituisce una realtà ancora esistente e potenzialmente migliorabile, per l’instaurazione di un possibile scenario kantiano a differenza del comunismo reale che, almeno nelle sue realizzazioni concrete, non sembra essere riuscito a mantenere molte promesse, se anche solo si voglia considerare la pace perpetua come scopo finale dell’azione politica.

Sarebbe lecito chiedersi se, a più di duecento anni di distanza dalla pubblicazione de Per la pace perpetua, essa sia ancora una via perseguibile o, comunque, sufficiente. Le nuove sfide lanciate dalle nuove forme di guerra (economica e epistemica in particolare) aprono nuovi scenari anche a livello di riflessione filosofica sui modi e sui mezzi della politica e della guerra. Il fatto di non essere riusciti ancora a pervenire alla pace perpetua non deve stupire più di tanto, se si considera la storia dell’uomo di cosa l’uomo sia in grado di fare contro il suo simile. E in particolare di quella che è la reale prassi della politica estera degli stati, che premia assai spesso il moralista politico più gretto, a dispetto di ogni ulteriore ratio.

Anche perché dare un fondamento all’azione politica non morale sull’egoismo è già fare una concessione di troppo alla razionalità degli agenti che, se almeno fossero solo egoisti, sarebbe già qualcosa. Ma la realtà è che quando Kant dice che anche dei demoni potrebbero vivere in pace, se si assume una loro primitiva ragionevolezza, sta già sopravalutando enormemente gran parte degli uomini e delle figure politiche: molto spesso si preferisce uccidere decine di migliaia di uomini pur di salvarne uno, come si preferisce distruggere un paese e impoverire se stessi piuttosto che aiutare il vicino e farlo più ricco e noi con lui. Gli stati, come Kant sapeva bene, non sono migliori degli esseri che li popolano, e, allora, non sono né saranno migliori di questi. Nella storia si sono succedute guerre improduttive, che non hanno arricchito nessuno e non hanno giovato ad alcun egoismo. Quell’unica supposizione che Kant richiede non può essere concessa alla leggera e gli uomini del XX e XXI ci aiutano ogni giorno a ricordarcelo. Hume ritorna surrettiziamente, così lo spettro dell’assenza di ogni possibile razionalizzazione che non sia puramente una ragione esplicativa e non motivante.

In definitiva, il progetto kantiano rimane un grande ideale al quale ogni essere razionale inchina il capo, per l’ammirazione di una luce che non smette di brillare in quel buio che è la nostra storia. Una storia di morte, violenza, sopraffazione e odio. Perché, in fondo, solo dentro questo buio di morte e angoscia ha senso credere nella filosofia kantiana come riflessione sulla liberazione dalla nostra più grande piaga, incorporata nell’Apocalisse e che oggi la rende possibile, piaga sconosciuta alle altre specie della natura: la guerra. Una cosa tutta nostra. Una cosa tutta umana senza alcuna umanità.


Giangiuseppe Pili

Giangiuseppe Pili è Ph.D. in filosofia e scienze della mente (2017). E' stato assistant professor ed è il fondatore di Scuola Filosofica, coordinatore dell'associazione Azione Filosofica ed è il responsabile della collana dei libri di Scuola Filosofica. Egli è autore di numerosi saggi e di diversi articoli in riviste internazionali. In lingua italiana ha pubblicato numerosi lavori e libri. Scacchista per passione. ---- ENGLISH PRESENTATION ------------------------------------------------- Giangiuseppe Pili - PhD philosophy and sciences of the mind (2017). He is a former assistant professor in intelligence studies and he is the founder of Scuola Filosofica (Philosophical School) and the Co-Founder of the philosophical association Azione Filosofica (Philosophical Action). He is the editor in chief of the collective series of books based on the blog (Le Due Torri - Publisher). He is a prolific author nationally and internationally. He is a passionate chess player and (back in the days!) movie maker.

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